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Articoli con tag ‘sovranità’

La sovranità perduta dell’Italia

Dopo una lunga assenza, dovuta a questioni di salute, questa sera ti propongo un video ricco di spunti interessanti su cui riflettere. Cosa intendo per spunti interessanti? Punti di vista diversi su aspetti della realtà non considerati, non percepiti come importanti, non approfonditi.

Più che un’intervista è una lunga sessione di approfondimento sulla svendita di sovranità in Italia e sull’attività giudiziaria che l’avvocato Mario Mori e l’imprenditore Niki Dragonetti stanno conducendo da tempo.

I due hanno denunciato Laura Boldrini per “attentato alla Costituzione italiana” e “istigazione a delinquere” e sono riusciti ad ottenere un decreto del tribunale di Cassino che stabilisce quello che in Costituzione è indicato chiaramente, cioè che non si può cedere la sovranità che appartiene ai cittadini italiani. Sotto questo post puoi trovare il video dell’annuncio dell’avvocato Mori.

Il decreto apre la possibilità di un ulteriore passo giudiziario mirato a attivare e spingere la magistratura ad applicare la Costituzione e a punire i responsabili delle cessioni di sovranità per attentato alla Costituzione.

Perché le cessioni di sovranità che negli ultimi vent’anni la nostra classe politica e dirigente ha realizzato a favore dell’Unione Europea e di altri organismi internazionali non sono permessi dalla Costituzione. Il punto è che la carta è ormai disattesa, non applicata e disattesa nei principi e nella norma. Di fatto sia la politica che la magistratura non applicano la Costituzione e continuano ad agire e legiferare violandola.

Basta considerare che sono anni che il parlamento eletto e tutte le cariche dello stato sono in realtà illegali, in quanto eletti tramite una legge incostituzionale. E che anche l’ultima legge elettorale è palesemente incostituzionale, permettendo a una classe politica senza mandato legale di fare gli interessi propri e quelli dell’establishment che li sostiene.

Ti invito ad ascoltare con attenzione quanto esposto da Marco Mori.

Marco Mori è avvocato, si occupa sia di diritto civile che penale, è impegnato politicamente ed ha intrapreso una battaglia giudiziaria per il rispristino della sovranità costituzionale. Qui trovi la sua pagina Facebook e qui quella Twitter. Qui trovi il sito del suo studio legale.

Per il video ringraziamo Claudio Messora, giornalista e blogger. Dopo una breve parentesi come responsabile della comunicazione del gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle è tornato alla rete e all’informazione non allineata. Qui trovi Byoblu, qui la pagina in cui ha pubblicato il video.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quando viene detto e a verificare le informazioni presso altre fonti affidabili. Non regalare la tua fiducia e ricorda che le tue scelte sono influenzate e determinate anche dalle informazioni a cui hai accesso.

Buona visione e a presto.

Sovranità perduta o rubata?

Non sono solito pubblicare o “ribattere” post altrui, perché penso che ognuno debba dare un contributo originale, ma ogni tanto faccio un’eccezione per post notevoli, come quello linkato qui sotto. E’ un post di Claudio Messora, uscito sul suo blog, Byoblu, qualche giorno fa e penso valga la pena leggerlo per la prospettiva che offre. Si basa sull’ammissione di Draghi che non c’è un problema di perdita di sovranità degli stati della comunità europea, in quanto quelli con problemi economici l’hanno già persa la sovranità.

E’ necessario commentare?

No, vero?

Buona lettura…

Draghi: la sovranità? L’avete già persa

Draghi la sovranità l'avete perduta_byoblu

Dunque siamo d’accordo, herr Draghi, lei lo sa come lo sapevamo noi. L’ha sempre saputo. Come lo sapevano Giorgio Napolitano, Mario Monti e chiunque abbia fatto in modo che non vi fossero libere elezioni in Italia, nel 2011, ma che vi fosse un Governo di banchieri per fare in modo che si accettassero senza colpo ferire le condizioni della resa. Quelle contenute nella famosa lettera della BCE in quell’agosto prima del Grande Spread. E per fare sì che noi non si potesse più cambiare idea, ci avete blindati in un contratto di svendita totale che avete chiamato MES, perché chiamarlo “sovranità in saldo” o “democrazia in liquidazione” pareva troppo anche a voi.

Lo sapevate, che la sovranità l’avevamo persa, perché il vostro progetto era proprio quello. Ridisegnare geografie e ridefinire popoli e culture perché si adeguassero alla vostra visione neoliberista di una società liquida, priva di ostacoli valoriali, priva di rigidi diritti e anacronistiche tutele, un mondo perfetto per smantellare le conquiste che la classe proletaria aveva trasferito a tutti, con il suo coraggio, con i suoi morti bruciati nelle fabbriche, con i suoi martiri ed i suoi eroi. Un nuovo mondo fatto di serbatoi di manodopera a basso costo e basato sul vostro modello ideale, quello che arriva da lontano, perché far costruire gli iPhone ai bambini cinesi, o i palloni ai bambini pakistani, o le scarpe da calcio ai bambini cambogiani non era sufficiente. Cosa dovranno fare quelli italiani, adesso che da settima potenza industriale ci avete trasformato nella periferia del mondo?

Continua a leggere il post su Byoblu, clicca qui.

MES : il furto della sovranità dei popoli europei – 3

Nel post precedente,MES: il furto della sovranità dei popoli europei2abbiamo ripetuto la verità dietro al MES: lo scopo del Meccanismo Europeo di Stabilità è sostenere il mondo finanziario, salvaguardare i profitti del capitale e degli speculatori, scaricando il costo sui cittadini. E allo stesso tempo appropriarsi della sovranità degli stati.

In cambio dell’aiuto economico il MES potrà imporre agli stati debitori condizioni sui salari, sulle pensioni, privatizzazioni, nuove tasse, taglio dei servizi pubblici, eccetera. Il MES prenderà soldi dai paesi membri, cioè noi, e dal mercato, cioè da banche e altri enti finanziari. Il MES avrà il potere di svuotare le casse degli Stati, con un minimo preavviso, senza che nessuno possa opporvisi. Il MES non pagherà tasse sui suoi profitti, non ci sarà alcuna trasparenza e tutti i suoi documenti saranno riservati, i suoi funzionari saranno immuni da qualunque provvedimento giudiziario. Uno stato membro non potrà uscire dal MES e uno stato in difficoltà non potrà rifiutare l’aiuto del MES. Il MES costringerà gli stati a pagare i loro debiti verso gli altri stati e soprattutto verso le banche e non permetterà loro di fallire come non lo permetterà alle banche.

Ebbene alcune settimane fa il parlamento italiano ha ratificato la modifica all’art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell’UE che istituisce il meccanismo di stabilità finanziaria per la zona euro.

La modifica prevede linserimento allart. 136 del seguente paragrafo: Gli Stati membri la cui moneta è leuro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nellambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità.

Con questo l’Italia si unisce a Cipro, Danimarca, Grecia, Francia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Svezia, mentre in altri 9 Paesi (Austria, Repubblicaceca, Germania, Spagna, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia e Slovacchia) c’è stata lapprovazione parlamentare, ma la legge relativa non è entrata in vigore.

Una volta che la modifica sarà ratificata dagli stati membri che rappresentano il 90% degli impegni di capitale (i 700 miliardi), entrerà in vigore il trattato istitutivo del MES, siglato dagli stati europei più di un anno fa e modificato nel febbraio di questanno.

E non ne usciremo più.

Come già detto, il capitale su cui poggia il MES sarà di700miliardidieuro, fornito e garantito dagli stati membri europei e la quota complessiva dell’Italia sarà di circa 125 miliardi di euro. Dovremo versarne meno di 3 miliardi subito, circa 15 in 5 anni e gli altri 110 quando farà più comodo ai “governatori” del MES.

Eppure c’è una cosa peggiore: è stato approvato il “fiscal compact”.

Cos’è il fiscal compact?

E’ un trattatocheintroduce i meccanismi di stabilità, coordinamento e governance nellunione economica e monetaria, e che mira a salvaguardare la stabilità di tutta la zona Euro.”

In parole povere, è un impegno da parte dei paesi europei che hanno un debito pubblico superiore al 60% del PIL di rientrare entro tale soglia nell’arco di vent’anni. Contemporaneamente i paesi europei si impegnano a mantenere il deficit pubblico sempre sotto al 3% del PIL.

Cosa significa questo?

In pratica l’Italia si è impegnata a imporre nuove tasse, a tagliare servizi pubblici e a vendere beni pubblici per incassare 50 miliardi di euro in più, ogni anno per 20 anni, e come se non bastasse abbiamo definitivamente rinunciato alla sovranità fiscale e con essa a qualunque possibilità di applicare politiche fiscali di sviluppo.

Secondo te tutto questo che impatto avrà sull’Italia?

Le conseguenze di tutto ciò saranno: la svendita dei beni pubblici, una pressione fiscale molto maggiore (e stiamo parlando del paese europeo con la maggiore imposizione fiscale), la riduzione di salari e pensioni e il taglio dei servizi pubblici. Questo provocherà il collasso economico del paese, un ventennio di austerità come mai si è vista prima, un aumento considerevole dei poveri, il declino della classe operaia e della borghesia.

Tutto questo senza che i cittadini italiano siano consultati e neppure informati.

Un governo che non è stato eletto legifera e il parlamento ratifica in silenzio quello che gli viene chiesto, nel silenzio dei media allineati.

Stiamo assistendo al trasferimento della sovranità dai cittadini italiani a organismi europei non eletti nelle mani di burocrati che curano interessi privati. Siamo di fronte al declino della democrazia in Italia e in Europa.

Tu come vedi il nostro futuro?

Sei ottimista.

Se non sei d’accordo o hai opinioni diverse, non esitare a lasciare un commento.

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

 

Sovranità popolare in svendita

Questa sera ti propongo un altro video interessante, una vera e propria lezione sulla crisi tenuto da Giuliano Zezza nel corso del workshop per la democrazia diretta organizzato dal partito umanista.

Ripercorrendo in fretta gli ultimi quarantanni di storia economica, il professor Zezza spiega in modo piuttosto chiaro le cause della situazione attuale in Europa, parla del neoliberismo, del sistema monetario attuale basato sull’euro, degli effetti dell’integrazione europea e degli effetti reali dell’austerità. Inoltre accenna ai pro e contro della Modern Money Theory, alla natura politica della crisi e conclude parlando delle soluzioni possibili, dalla criticità del meccanismo di redistribuzione della ricchezza alla soluzione della sistema della corruzione in Italia.

Colpisce l’ammissione che la crisi economica era prevedibile, anzi era prevista tanto che era insegnata all’università decenni fa. Infine colpisce anche la dichiarazione che la crisi in atto non è un problema economico, ma piuttosto un problema politico. Assistiamo al trasferimento del potere dagli stati democratici all’Europa senza alcun coinvolgimento dei cittadini, e a uno scontro feroce per il possesso del potere politico.

Come al solito ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quello che viene detto. Non regalare la tua fiducia e controlla le informazioni presso altre fonti.

Il relatore è Giuliano Zezza, economista e professore associato dell’università di Cassino e ricercatore presso il Levy Economics Institute. Non sono riuscito a trovare informazioni affidabili sul curriculum di Zezza, quindi ti invito a cercare tu stesso. Qui puoi trovare il sito del partito Umanista, qui puoi trovare la pagina del workshop del giugno scorso. Qui puoi trovare i video degli interventi, qui documenti e trascrizioni. Qui trovi il video ufficiale dell’intervento di Giuliano Zezza e qui la trascrizione curata da Claudio Messora.

Un ringraziamento a Claudio Messora di Byoblu per il video. Qui puoi trovare il post originale della pubblicazione del video.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica

MES : il furto della sovranità dei popoli europei – 2

Stasera torniamo a parlare del MES, il meccanismo europeo di stabilità. Nel post “MES: il furto della sovranità dei popoli europei” abbiamo visto cos’è il MES, come funzionerà, come si finanzierà e soprattutto quale sia il suo vero scopo.

Ricordi?

Il Meccanismo di Stabilità Europeo, detto anche “Fondo salva-stati”, è ufficialmente uno strumento finanziario che presterà denaro ai paesi su cui si è abbattuta la speculazione finanziaria, ma è anche un organismo finanziario internazionale con cui i paesi aderenti, compresa l’Italia, dovranno negoziare scelte di politica nazionale, al fine di ottenere la liquidità necessaria per evitare il fallimento dello stato o delle sue banche. In parole semplici, in cambio dell’aiuto il MES potrà imporre agli stati debitori condizioni sui salari, sulle pensioni, privatizzazioni, nuove tasse, taglio dei servizi pubblici, eccetera.

Il MES prenderà soldi dai paesi membri, cioè noi, e dal mercato, cioè da banche e altri enti finanziari. La prima cosa che farà sarà istituire un fondo di 700 miliardi di euro in cui ogni stato dovrà mettere la sua quota (per l’Italia circa 125 miliardi di euro). Questa quota potrà essere aumentata quando verrà ritenuto necessario di quanto verrà ritenuto necessario, senza limite alcuno, e dovrà essere pagata entro sette giorni dalla richiesta. In sintesi il MES avrà il potere di svuotare le casse degli Stati, con un minimo preavviso, senza che nessuno possa opporvisi.

Il MES sarà amministrato dai ministri delle finanze degli stati membri, chiamati governatori e le loro riunioni saranno presenziate da osservatori. Il MES non pagherà tasse sui suoi profitti, non ci sarà alcuna trasparenza e tutti i suoi documenti saranno riservati, i suoi funzionari saranno immuni da qualunque provvedimento giudiziario in relazione agli atti da essi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni, tutti i beni e le proprietà saranno immuni da ogni forma di giurisdizione, da pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative. Inoltre uno stato membro non potrà uscire dal MES e uno stato stato in difficoltà non potrà rifiutare l’aiuto del MES.

Il MES costringerà gli stati a pagare i loro debiti verso gli altri stati e le banche e non permetterà loro di fallire, ne permetterà alle banche di fallire. Per fare questo costringerà gli stati a tagli e prelievi pesanti dalle tasche dei cittadini, a partire dai 125 miliardi che l’Italia dovrà versare nel fondo (4 manovre finanziarie), provocando la contrazione e il collasso dell’economia di questi stati e l’avvio di un circolo vizioso che porterà a un massiccio trasferimento di ricchezza (saccheggio) e di sovranità al MES e agli organismi europei. Così come è concepito, sembra che lo scopo del Meccanismo Europeo di Stabilità sia sostenere il mondo finanziario, salvaguardare i profitti del capitale e degli speculatori, scaricando il costo sui cittadini, e allo stesso tempo appropriarsi della sovranità degli stati.

La buona notizia è che il MES non è ancora entrato in vigore. Attende la ratifica da parte degli stati aderenti della modifica dell’art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell’UE che istituisce il meccanismo di stabilità finanziaria per la zona euro. Quindi noi cittadini possiamo ancora intervenire sulla creazione del MES.

Certo che possiamo, dipende da noi.

Lidia Undiemi ha lanciato un’iniziativa che mira a informare i cittadini ed elettori e a generare pressione sulla classe politica per aprire un dibattito pubblico. Prima di qualunque ratifica, i politici devono rispondere alle molte domande senza risposta del MES e in primo luogo: quale effetto avrà questo trattato sulla vita dei cittadini?

Hai ragione, questa è forse la classe politica più corrotta e collusa che l’Italia abbia mai visto, ma se questi politici vogliono essere rieletti, se vogliono continuare a sedere sulle loro poltrone e prendere lo stipendio che noi gli diamo, devono pensarci bene prima di ratificare il MES.

Quindi ora che sai, decidi se vuoi rimanere a guardare passivamente, o se puoi dedicare un poco del tuo tempo per cambiare il tuo futuro e quello dei tuoi figli. Informa amici e parenti, diffondi il volantino, scrivi ai politici locali e nazionali.

Qui puoi trovare il sito dell’iniziativa di Lidia Undiemi, qui puoi trovare tutta la documentazione relativa al MES che ti invito a leggere. Qui trovi la pagina per aderire all’iniziativa, qui puoi trovare il volantino da distribuire.

A presto ;D

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