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Articoli con tag ‘ricchi’

Chi governa il mondo

Stasera per la rubrica “Parole per pensare” ti propongo un video interessante ricco di spunti di riflessione che, come puoi intuire dal titolo, parla appunto di chi governa il mondo.

No, non è il video della canzone di Povia “Chi comanda il mondo”, che con piacere ti allego in fondo al post, ma un video di Francesco Narmenni in cui espone le conclusioni della sua indagine personale sul tema: chi governa il mondo.

Tutti prima o poi ci rendiamo conto che la nostra vita è legata a quella della società in cui viviamo, che la società è governata dalla politica e che la politica non è autonoma e indipendente come si crede. Tutti prima o poi ci rendiamo conto che gli interessi che muovono la politica sono diversi dall’interesse pubblico, ma anche diversi dall’interesse della classe politica.

Chi governa il mondo?

Le persone che posseggono molto denaro e ricchezze, perché hanno gli strumenti per influenzare le persone, anche i politici. I ricchi influenzano le decisioni che i politici prendono ogni giorno. Nella pratica usano i rapporti sociali e personali e le attività di lobbing.

I politici per prendere le decisioni hanno bisogno di consulenti che li formano e li consigliano sugli argomenti che non conoscono. Questi esperti sono spesso finanziati e appoggiati dai grandi gruppi economici che sono quindi in grado di assicurarsi che i pareri siano vantaggiosi per loro.

Un altro modo di influenzare i politici e non solo è l’istituzione di eventi e convegni anche internazionali a vario livello, con incentivi e vantaggi di vario genere, allo scopo di creare rapporti personali utili e di influenzare l’opinione e la visione dei convenuti.

Queste azioni di influenza dirette e dirette sono condotte dalle lobbies, organizzazioni fondate e finanziate appositamente per questo, per creare relazioni e influenzare i politici a vantaggio dei gruppi economici che li finanziano. Questo è legale in Usa come in UE ed è regolamentato, ma nei rapporti umani il confine tra quello che è legale e quello che non è legale è molto sottile ed è molto difficile da controllare.

Francesco Narmenni è blogger e scrittore, noto per aver cambiato radicalmente la sua vita e dimostrazione vivente che si può vivere 500 euro al mese. Ha quarant’anni e vive in un piccolo paesino del nord Italia tra le montagne. Laurea in fisica e quindici anni da impiegato in una grande azienda informatica operante nel settore sanitario, lo hanno portato alla decisione di voler cambiare. Smettere di lavorare è il suo blog. Qui e qui trovi i suoi libri. Qui trovi la sua pagina facebook, qui il suo canale youtube. Qui e qui trovi alcune sue interviste.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico. Ti invito anche ad approfondire gli argomenti che ti interessano presso altre fonti affidabili. Usa la tua testa e non regalare la tua fiducia.

Buona visione e a presto ;D

Il capitalismo e l’uguaglianza

Blog Furio Colombo_rid

Stasera vorrei attivare la tue attenzione su due parole, due concetti: capitalismo e uguaglianza.

Secondo te, possono coesistere?

No, è evidente. Come abbiamo ripetuto più volte nei post “I miti del capitalismo” (1, 2 e 3), lo scopo del capitalismo è l’accumulo della ricchezza nelle mani di pochi e la conseguenza è il divario tra i ricchi e le classi più povere. E la storia stessa recente e passata conferma ripetutamente questo. Dopotutto il capitalismo è un sistema economico basato sulla proprietà privata e sul profitto, il cui scopo è l’accumulo di ricchezze e il movimento costante del capitale.

L’uguaglianza è un concetto estraneo, alieno al capitalismo, osteggiato e combattuto senza pietà da chi si sente superiore, perché più ricco. A proposito, ti invito a leggere l’ultimo post di Furio Colombo, pubblicato sul suo blog:

La ricchezza ha vinto: l’uguaglianza è morta

Mi ha sorpreso, durante il viaggio americano di Renzi, leggere delle lodi e del compiacimento dedicati al primo ministro italiano da Marchionne, che intanto, per precauzione, ha portato via la Fiat dall’Italia. E ascoltare l’elogio di Renzi al “Made in Italy” della nuova azienda ex italiana, insediata a Detroit (Michigan), e intanto spiegare a Marchionne che in Italia solo i “poteri forti” si oppongono alla sua legge contro il lavoro detta “Jobs Act”. Evidentemente i poteri forti sono Landini e Camusso, Fassina e Cuperlo (con i loro miti ritocchi). E intanto Renzi stava festosamente accanto alla persona che ha sottratto all’Italia l’intera tassazione Fiat. C’è un insegnamento in questa serie di modesti eventi. C’è la storia del come si liquida l’uguaglianza, mito e fatti. Provo a raccontare.

La vera guerra che attraversa il mondo è la guerra all’uguaglianza. È accaduto questo: la ricerca dell’uguaglianza come traguardo necessario ma anche ragionevole, in un mondo di pace, era cominciato nel dopo guerra del secolo scorso, e tendeva a diffondersi, un continuo, cauto lavoro di ridistribuzione della ricchezza, senza conflitti, senza lotta di classe, attraverso carte costituzionali, partiti, parlamenti, centri di studio, volontariati. Stava diventando “comune” l’idea che una persona non dovesse soffrire più di un’altra, senza rapporto col reddito. Come la scuola per tutti, che non è affatto peggiorata e ha fatto fare un salto in avanti alla cultura (il più grande nell’epoca industriale), fino ad ammassare folle di cittadini davanti ai musei. Come le case, Si è cominciato a costruirle per chi non avrebbe potuto farlo. E le auto che costavano poco.

L’avvicinarsi dell’uguaglianza, non più un ideale ma un fatto, aveva dato scopo e forza alle istituzioni, e senso di appartenenza ai cittadini. Il mondo accennava a essere, come si usava dire, “un mondo migliore”. Conviveva con i mercati, e li sosteneva a causa dell’ottimismo. Ma ai mercati veniva posto il limite di non decidere sulla vita delle persone. In molti casi gli Stati facevano da guardiani. Fino a un certo punto, d’accordo. Ma è in questo clima di marcia di tutto il mondo democratico verso l’uguaglianza (che la democrazia, di per sé, non assicura) è diventato inevitabile garantire i diritti umani e i diritti civili o comunque battersi per essi, ha provocato l’opposizione giovane e popolare alle guerre, ha provato a garantire allo stesso modo l’imprenditore che offre il lavoro e colui che, per vivere, è il prestatore d’opera, ha invogliato, sia pure entro limiti ancora ristretti, il finanziamento per la casa della famiglia giovane, il prestito per lo studente povero, le cure mediche quando sono troppo costose ma indispensabili.

Continua a leggere sul blog di Furio Colombo.

Furio Colombo è giornalista, politico di sinistra, scrittore. Ha diviso la sua vita fra Italia e Stati Uniti, ha lavorato come giornalista per molte testate, è autore di numerosi saggi e romanzi, è stato senatore e deputato del PD nelle ultime due legislature.

Buona lettura e a presto ;D

Lotta di classe, ricchi contro i poveri

Questa sera ti propongo un video interessante ricco di spunti di riflessione.

E’ una conferenza di Luciano Gallino svolta durante TedxReggioEmilia del 2012. Il sociologo ripercorre la storia degli ultimi trentanni per spiegare come si è sviluppata la lotta di classe tra capitali e lavoratori e come dal 1980 a oggi, le politiche degli stati siano cambiate in modo radicale, favorendo i ricchi a discapito dei lavoratori.

Perché i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri diventano sempre più poveri? A causa della finanzializzazione dell’economia, delle privatizzazioni, della globalizzazione, del lavoro incessante delle lobby che hanno influenzato le politiche degli stati per ridurre le tasse ai ricchi, per favorire la circolazione dei capitali, per liberalizzare le attività bancarie e finanziarie.

Una vera e propria lotta di classe tra ricchi e i poveri, o meglio dei ricchi contro i proveri, il cui risultato lo vediamo oggi, nella forma di stati sempre meno democratici, sempre meno attenti ai cittadini e alle classi più bisognose a favore delle classi “dominanti”.

Luciano Gallino è professore di sociologia all’Università di Torino. Si occupa da tempo delle trasformazioni del lavoro e dei processi produttivi nell’epoca della globalizzazione. Il professore è anche scrittore e ha pubblicato numerosi saggi sui temi da lui trattati, ricordiamo tra molti “Finanzcapitalismo”, “L’attacco allo stato sociale” e “Il colpo di Stato di banche e governi”, pubblicati con Einaudi.

Qui puoi trovare la pagina di Wikipedia che lo riguarda, qui la sua biografia sul sito di Einaudi con i libri da lui pubblicati. Qui puoi trovare il video sul sito di TedxReggioEmilia e qui sul sito di Ted.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto. Non fidarti, verifica le informazioni presso altre fonti più affidabili e non regalare la tua fiducia.

Qui trovi altri video interessanti.

I ricchi e l’invidia dei poveri

Questa sera ti propongo un grande pezzo di satira.

Natalino Balasso ci offre un spot di 5 minuti in cui finge di essere il testimonial della Mercedes. Tra risate e qualche smorfia di amarezza, ti spinge a riflettere sul bombardamento pubblicitario dei beni di lusso e sul mondo in cui viviamo.

Perché la Mercedes fa una pubblicità così serrata su tutti i media?

Per rendere più appetibili i suoi prodotti ai ricchi. Perché maggiore è l’invidia del popolo che non se lo può permettere, maggiore è l’attrazione di chi se lo può permettere verso prodotti di lusso, “ridondanza tecnologica”.

Natalino Balasso è un comico, uno scrittore, autore e attore di teatro, cinema, radio e televisione. Ha debuttato in teatro nel 1991, in televisione a fine anni novanta, al cinema nel 2007. Tra il 2004 e il 2012ha scrittoquattro romanzi, l’ultimo è “Dio c’è ma non esiste”. Nel 2011 inizia a sperimentare nuovi format video nel suo canale YouTube, tra cui il video qui presentato. Qui trovi il suo canale, qui trovi il suo sito web e qui cosa riporta Wikipedia. Qui puoi trovare la sua pagina Facebook, qui il suo blog su il FattoQuotidiano.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e ad approfondire argomenti e informazioni che ti colpiscono. Informati e non regalare la tua fiducia a chi non la merita.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

I ricchi non creano posti di lavoro

Stasera ti propongo una conferenza molto interessante che getta luce su un altro dei miti del capitalismo.

Nei post “I miti del capitalismo 1”, “2” e “3” abbiamo visto i principali miti del capitalismo, come per esempio “capitalismo uguale ricchezza per tutti” oppure “capitalismo uguale libertà”, questa conferenza parla del mito “i ricchi creano posti di lavoro”.

Naturalmente è falso, sia nell’ottica di quanto denaro un ricco spende e fa circolare nell’economia reale, molto poco rispetto alla borghesia e alla classe operaia, sia dal punto di vista di creare posti di lavoro facendo impresa. In realtà negli ultimi decenni con l’avanzare della globalizzazione, i capitali si sono rivolti alla finanza per guadagnare e le produzioni si sono trasferite in paesi del terzo mondo o in paesi come Cina e Corea. Contemporaneamente i passi avanti fatti dalla tecnologia hanno ridotto il fabbisogno di manodopera dell’industria e dei servizi.

Nel video Nick Hanauer, spiega dal suo punto di vista di ricco imprenditore perché quelli come lui non creano posti di lavoro e lo fa in modo convincente. Forse è per questo che questa conferenza di TED è stata rimossa e bandita dal sito senza valide giustificazioni. La causa più probabile è che il video è intrinsecamente una denuncia dell’ingiustizia del sistema fiscale americano che privilegia le classe più abbienti e penalizza poveri e classe media.

Nick Hanauer è un imprenditore americano di famiglia ricca, uno dei primi investitori in Amazon, amministratore delegato e creatore di aziende di successo. Qui trovi cosa dice di lui Wikipedia e qui trovi il suo sito. Qui trovi la discussione su TED sulla rimozione della sua conferenza.

Come al solito ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e a verificare le informazioni esposte presso altri fonti di informazione.

Buona visione e a presto ;D

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