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Abbiamo perso la neutralità di internet

Sono di nuovo qui per proporti una notizia sconvolgente per chi come me ha visto nascere il web e ne conosce pregi e difetti, forza e debolezze: l’europa ha cancellato la neutralità della rete, cioè ha permesso che i provider e le grandi possano manipolare le i flussi dei dati della rete per i propri interessi a discapito di noi utenti privilegiando certi tipi di informazioni rispetto ad altre. Non c’erano riusciti negli stati uniti, lo hanno fatto qui in europa.

Nonostante l’importanza della notizia, l’informazione allineata non ne ha parlato, o se lo ha fatto non lo ha fatto in modo chiaro. Per trovare informazioni complete dobbiamo cercare in rete, per esempio qui puoi trovare un articolo di Left, qui e qui due articoli di Byoblu, qui la notizia data dalla BBC, qui un articolo del CIS di Stanford, qui un post su Wired.

Per quale motivo lo hanno fatto?

Per soldi. Di fatto abbiamo regalato la rete ai colossi. Anzi peggio, non stiamo parlando solo di privilegiare chi paga rispetto a chi non paga, ma parliamo della possibilità censurare le informazioni relegandole al livello più basso di servizio, di manipolare il flusso informativo della rete agendo direttamente sugli accessi e sul servizi.

Gli effetti e gli abusi di tutto questo, se proiettati sul medio-lungo periodo, sono sconvolgenti. A livello economico e aziendale, il controllo dell’accesso ai dati da parte dei provider, favorirà i colossi a spese delle piccole aziende, genererà una distorsione insanabile dei mercati legati alla rete e le nuove aziende del web non potranno più fare concorrenza ai grandi colossi, grazie all’uguaglianza e alla neutralità di internet.

Comunque i più danneggiati da questa legge saremo noi utenti. L’azienda che ci eroga il servizio di accesso alla rete, nonostante la paghiamo e bene, guadagnerà sulla manipolazione delle priorità dei flussi informativi, negando o limitando i nostri diritti di accesso alle informazioni, manipolando le nostre scelte sia personali che a livello commerciali, influenzando le nostre idee e quindi i nostri comportamenti.

Il web non è più un territorio libero e neutrale. 

Cosa possiamo fare?

Permettimi di essere franco: stiamo parlando di politica, è chiaro vero? Ma stiamo parlando anche del futuro, il tuo e quello di chi ami, anche questo è chiaro, vero?

In questo periodo di declino degli stati e della democrazia, da soli possiamo fare poco, quindi dobbiamo riprendere a fare politica, e farla insieme. In primo luogo capire le conseguenze di quello che è accaduto e che succederà nel nostro prossimo futuro. Poi alzare la voce e farsi sentire da chi ci sta vicino. E poi iniziare a colpire dove fa più male alle aziende, nei soldi. Oggi si fa più pressione facendo la spesa che mandando mail ai politici corrotti.

Per il video ringraziamo Claudio Messora, giornalista e blogger, responsabile del blog Byoblu. Dopo una breve parentesi come responsabile della comunicazione del gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle è tornato alla rete e all’informazione non allineata. Qui trovi Byoblu, qui la pagina in cui ha pubblicato il video.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quando viene detto, a verificare le informazioni presso fonti affidabili e a non regalare la tua fiducia.

Buona visione e a presto.

Chi influenza le opinioni in rete

Questa sera voglio attirare la tua attenzione su un video interessante.

E’ uno dei video prodotti dalla Casaleggio Associati sui temi della rete. Questo in particolare parla degli influencer, cioè di quelle persone che creano i contenuti in rete e che, in modo diretto e indiretto, influenzano le altre persone, le loro opinioni e il loro comportamento.

Aldilà dell’esposizione tecnica e dei numeri, voglio attirare la tua attenzione sul meccanismo di creazione dei contenuti e sulla relativa facilità con cui può essere utilizzato per “influenzare” le informazioni, quindi la realtà percepita delle persone, di conseguenza le loro scelte. Pensa a quanti usano il web per avere informazioni spicciole per fare acquisiti, per uscire la sera, per conoscere le altre persone.

Riesci a perpecipe quanto questo meccanismo siano a sua volta influenzabile?

Gianroberto Casaleggio è un imprenditore milanese, è cofondatore del Movimento 5 Stelle e socio fondatore della Casaleggio Associati s.r.l., società informatica ed editoriale che si occupa di consulenze in materia di strategie di rete e cura il blog di Beppe Grillo. E’ stato ripetutamente attaccato per le sue idee sul futuro, per certi aspetti del suo passato e per suoi contatti con personaggi anche internazionali della politica e della finanza.

Qui puoi trovare la sua pagina facebook, qui cosa dice di lui wikipedia. Qui puoi trovare il sito dell’azienda che ha fondato, qui il canale Youtube della Casaleggio con i video pubblicati.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e a verificare le informazioni presso altre fonti. Usa la tua testa e non regalare la tua fiducia.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica

Assalto alla rete

Anche questa volta devo cambiare il post programmato per attirare la tua attenzione su qualcosa di importante. Questa settimana è stata un disastro per la rete e i diritti dei cittadini italiani. La politica ha portato una serie di attacchi al diritto all’informazione e alla libertà della rete.

Nel decreto “Destinazione Italia” approvato i giorni scorsi si sono inserite disposizioni che stabiliscono che per linkare, indicizzare, embeddare, o aggregare un contenuto giornalistico occorre prima chiedere il permesso alle associazioni di categoria degli editori. Inoltre stabiliscono che si dovrà pagare un prezzo, concordato sempre con gli editori o, se non fosse possibile, stabilito dall’autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Ti rendi conto delle conseguenze di questo?

Si ostacola la libera circolazione delle informazioni, anzi la si blocca. Di fatto si mette la libera circolazione delle informazioni nelle mani dell’associazione degli editori e dell’autorità delle comunicazioni, cioè della politica. E si costringe a pagare per poter far circolare quello che altri ti permettono. Un regalo a editori, carta stampata.

Secondo te, quali effetti avrà questo sulla libertà di informazione?

Ma c’è altro. Ricordi quello che abbiamo scoperto nel post “Tentano di mettere il bavaglio alla rete 3”?

Il 12 dicembre scorso, l’autorità per le garanzie delle telecomunicazioni ha varato il nuovo regolamento sul diritto d’autore online con cui di fatto si assegna il potere di decidere se un contenuto della rete è lesivo dei diritti d’autore e il potere di rimuovere i contenuti e perfino oscurare anche interi siti, entro 72 ore da una semplice segnalazione. Senza vaglio della magistratura. L’Agcom ha legiferato (con quale potere, datogli da chi?), producendo una norma con cui si sostituisce alla magistratura nella valutazione di violazioni della legge sul diritto d’autore. Una cosa che non esiste in nessun altro paese del mondo.

Secondo te quali effetti avrà questo?

I vertici Agcom sono nominati dalla politica. L’Agcom ha le competenze per poter decidere al posto della magistratura su una violazione della legge? L’Agcom sono esperti della rete, hanno le competenze per poter comprendere e decidere a proposito?

Chiunque con una semplice segnalazione potrà far rimuovere contenuti e oscurare siti con una qualsiasi scusa sul diritto d’autore. Per esempio, il video di un minuto estratto da una trasmissione televisiva che si vuole usare per informare i lettori o per ribattere a una certa disinformazione.

Sono anni che la politica tenta in un modo o nell’altro di limitare la libertà di parola e la circolazione delle informazioni in rete. Chi controlla l’informazione controlla le persone che la ricevono, specialmente se non hanno alternative con cui verificarla. I media allineati sono di proprietà o nelle mani di gruppi di potere, quali banche, governi, partiti, industriali, lobby, eccetera, e questi non comprano un media per beneficenza, ma con un interesse preciso: influenzare l’informazione. Di fatto i proprietari o i gruppi di potere decidono, dettano o nel migliore dei casi influenzano le politiche editoriali, le priorità degli argomenti e le censure.

Secondo te, ora che la politica e le lobby hanno una leva per censurare i contenuti della rete, cosa succederà?

Qui, qui, qui e qui puoi trovare diversi articoli de Il FattoQuotidiano sulla questione. Qui e qui trovi due articoli di Wired, qui uno di Webnews, qui un post di Byoblu che possono chiarirti tutti gli aspetti di questi provvedimenti.

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

Tentano di mettere il bavaglio alla rete 3

Ci risiamo ancora una volta.

Questa volta è l’Agcom, l’autorità per le garanzie delle telecomunicazioni, che tramite delibera vuole far proprio il potere di decidere se rimuovere contenuti della rete e oscurare anche interi siti, se li ritiene lesivi del diritto d’autore, entro 72 ore da una semplice segnalazione. Senza vaglio della magistratura. Una cosa che non esiste in nessun altro paese del mondo.

Com’è possibile?

Nel 2010 l‘Agcom è stata investita dal decreto Romani sull’audiovisivo del potere di agire contro la pirateria a tutela del diritto d’autore. Per questo quest’anno ha emanato una delibera con cui di fatto si attribuisce poteri giudiziari, cioè il diritto di decidere se un contenuto viola la legge sul diritto d’autore, ma senza tenere in considerazione altri diritti del cittadino, come quello all’informazione.

Con quali competenze, poi?

I vertici dell’Agcom sono nominati dalla politica, non sono giudici, né esperti della rete. Come possono decidere obiettivamente e nel poco tempo definito dalla delibera la censura di contenuti o siti? Tra l’altro l’organismo di garanzia ha più volte dimostrato di non essere indipendente nelle sue posizioni e punti di vista, ma più attento agli interessi delle televisioni, degli imprenditori e della politica.

Sono anni che la politica tenta in un modo o nell’altro di limitare la circolazione delle informazioni in rete e la libertà di parola. Con la scusa del diritto d’autore, l’obiettivo è ancora una volta la censura e il controllo dell’informazione libera.E chi controlla l’informazione controlla le persone che la ricevono, specialmente se non hanno alternative con cui verificarla.

Come ho già ripetuto molte volte, i media allineati sono di solito di proprietà o nelle mani di gruppi di potere, quali banche, governi, partiti, industriali, lobby, eccetera. E quest’ultimi non comprano un media per beneficenza, ma con un interesse preciso: influenzare l’informazione. Di fatto i proprietari o i gruppi di potere decidono, dettano o nel migliore dei casi influenzano le politiche editoriali, le priorità degli argomenti e le censure.

Cosa possiamo fare?

In primo luogo facciamo circolare la notizia, poi possiamo sostenere la petizione citata nell’intervista di Claudio Messora all’avvocato Sarzana, sostenuta da Altroconsumo, Articolo 21, Adiconsum, Assoprovider e altre associazioni e individui. Qui puoi trovare il sito della pezione, qui la pagina degli aderenti. Qui puoi trovare il post di Byoblu in cui è stata pubblicata l’intervista, qui e qui puoi trovare due interessanti articoli sulla delibera. Qui puoi trovare il testo della delibera.

Informati e fai la tua scelta. Vuoi restare a guardare mentre cercano di censurare l’informazione in rete?

A presto ;D

TED


Questa sera per la rubrica Risorse in Rete ti propongo TED e il suo archivio più che ventennale di conferenze su Technology, Entertainment e Design (tecnologia, intrattenimento e progettazione).

Ted è un’organizzazione no-profit fondata da Richard Saul Wurman e Harry Marks nel 1984, con l’obiettivo di diffondere le idee che hanno valore. Il suo motto è appunto: “ideas worth spreading”, idee degne di essere diffuse. Attraverso conferenze annuali tenute negli Usa e in Inghilterra e recentemente in altre città del mondo, in cui i protagonisti di tutti i settori, dalla scienza all’arte all’ingegneria, dal mondo della cultura a quelli degli imprenditori, offrono le loro idee in interventi che durano al massimo 18 minuti.

Le conferenze sono archiviate e disponibili per la visione e per il download sul sito di TED: www.ted.com. Sono conferenze in lingua inglese, ma grazie al lavoro di volontari di tutto il mondo è possibile vederne una buona parte sottotitolate in molto diverse lingue. Sul sito di TED inoltre è possibile commentare e discutere sulle conferenze e sulle idee proposte attraverso le TED Conversations.

Dalle iniziativa di TED si sono poi diffuse in tutto il mondo conferenze organizzate in modo indipendente che si ispirano al suo modello e definite TEDx. Anche in italia si sono tenute negli anni scorsi numerose conferenze, per esempio TEDxBologna, TEDxMilano, TEDxReggioEmilia e molte altre che puoi trovare elencate e citate qui.

Perché vedere le conferenze di TED?

Perché sono interessanti, spaziano attraverso buona parte dello scibile umano, sono tenute in modo professionali, sono di solito stimolanti, coinvolgenti e ricche di spunti di riflessione. Un esempio di conferenza memorabile potrebbe essere quella di Ken Robinson sulla creatività e la scuola che puoi trovare in alto o sul sito di TED a questa pagina.

Qui puoi trovare la pagina di Facebook di TED, qui quella di Youtube. Qui puoi trovare la pagina di Wikipedia che lo riguarda, qui il profilo su Twitter.

Buona visione e a presto ;D

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