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La realtà che non vediamo

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Una delle rivelazioni più importanti della nostra infanzia è che esistono mondi che non vediamo, aldilà dei nostri sensi, che appartengono ad aspetti nascosti della realtà, nascosti e misteriosi.

I nostri genitori, consciamente o inconsciamente, ci trasmettono il loro modello interpretativo della realtà, la loro visione delle cose, di come comportarsi in certe situazioni piuttosto che in altre. Di conseguenza a seconda del loro rapporto con la realtà possiamo considerare il mondo come un parco giochi in cui scorrazzare liberamente fino a trovarne i confini, o imparare a temerne certi aspetti, di solito senza comprendere bene perché, solo per la paura che i nostri genitori provano a proposito.

In entrambi i casi è solo questione di tempo prima che ci imbattiamo in confini invisibili di mondi che non vediamo. Sì, davvero! E in quanto invisibili ci vengono svelati da chi li conosce già, in primo luogo dai nostri genitori.

Quali sono questi mondi nascosti?

I primi mondi invisibili in cui ci imbattiamo di solito sono quelli delle cose molto piccole e delle cose molto distanti. Ma altri seguono via via che cresciamo: il mondo del tempo, il mondo degli adulti, il mondo dello spazio oltre la terra, il mondo delle storie e del c’era una volta, il mondo della morte e dei defunti, il mondo delle parole non dette, il mondo delle domande senza risposte e molti altri ancora.

E sono questi mondi che non vediamo che mettono a prova l’infallibilità dei nostri genitori. Cercando di conoscerli scopriamo che neppure loro li conoscono, o non li conoscono abbastanza per la nostra curiosità.

Stasera torniamo indietro per approfondire la nostra conoscenza dei mondi invisibili, perché la loro comprensione è fondamentale per lo sviluppo della nostra consapevolezza e troppo spesso, quando siamo bambini, nelle nostre esplorazioni parziali ci lasciamo indietro parti di noi o dei nostri possibili futuri.

Partiamo dal mondo del molto piccolo.

La nostra vista è un senso straordinario, ma ha numerosi limiti che raramente comprendiamo a fondo, non da bambini. Uno di questi limiti è la percezione delle cose piccole.

Quanto deve esser grande un oggetto o una macchia perché lo possiamo vedere?

Circa 1 decimo di millimetro, o poco meno. Ma in realtà possiamo percepire anche oggetti più piccoli se posti su uno sfondo in contrasto, per esempio nero su bianco, o su un piano retroilluminato, o se consideriamo linee o oggetti di una certa forma. In questi casi arriviamo anche a dimensioni di un centesimo di millimetro e talvolta anche meno.

Da bambini seguiamo curiosi i minuscoli insetti che zampettano, studiamo con attenzione le piccole macchie sopra gli specchi, osserviamo da vicino i pori e la trama della pelle della mamma. Questo finché il comportamento e dal tono della voce dei genitori dei nostri genitori non ci rivela che ci sono cose ancora più piccole, per esempio la polvere che magicamente appare sulle superficie quando non guardiamo. Oppure non incappiamo in certe esperienze che ci fanno dubitare dell’assolutezza dei nostri occhi, anzi della nostra vista.

Così nella luce estiva o in quella fredda di un faro che illumina il buio possiamo scoprire la polvere che vortica nell’aria, visibile solo nel fascio e non fuori. O facciamo la conoscenza delle muffe che compaiono magicamente sul formaggio e nelle fughe delle piastrelle. Mentre il nostro tatto ci dà conferma che le superfici che crediamo lisce sono spesso ruvide o granulose.

Finché qualcuno finalmente ci racconta delle cellule che compongono il nostro corpo, degli atomi che compongono la materia e, se siamo fortunati, ci rivelano alcuni dei limiti della vista umana e degli altri sensi. Allora ci emozioniamo di fronte ai miraggi o alle illusioni ottiche di certe figure dalle forme e dai colori ingannevoli.

Dopo aver passato anni a convincerci che il mondo fosse concreto e sicuro, ecco che scopriamo che una fetta della realtà non la vediamo affatto. Nel tempo i nostri genitori o la scuola ce ne mostrano le immagini: acari, batteri, superfici viste e ingrandite attraverso i microscopi e molto altro, ma raramente ci viene data una visione d’insieme, uno sguardo panoramico.

In questo e nei prossimi post cerchiamo di porre rimedio a questa lacuna.

L’aria attorno a noi

Molto raramente diventiamo consapevoli di ciò che c’è nell’aria attorno a lui, la vediamo limpida a meno di giornate nebbiose o del fumo di un fuoco o di una ciminiera, o di evidenze indirette come il cielo biancastro di nubi o foschia, la sabbia caduta insieme alla pioggia sui vetri e sulle superfici riflettenti, odori intensi che pervadono l’aria, la polvere che certa luce o certi fasci di luce evidenziano ai nostri occhi.

Raramente l’aria è pulita come l’immaginiamo, anzi per noi che viviamo in città, lungo strade percorse da centinaia o migliaia di veicoli ogni giorno l’aria è una sospensione di polveri vorticanti di varia natura, di sostanze chimiche odorose o meno generate da piante, rilasciate da oggetti o emesse da macchine di solito per combustione. Ma anche di batteri, spore, microorganismi e residui organici di varia natura, come per esempio scaglie della nostra pelle.

Quando ci muoviamo tutto questo si deposita su di noi, sui nostri vestiti, aderisce alla nostra pelle. Ad ogni respiro ne inspiriamo una porzione dentro i nostri polmoni. Buona parte delle polveri e delle sostanze si fermano nel naso e nella bocca, nella prima parte del nostro sistema respiratorio, depositandosi su mucose, lingua, gola, eccetera, che per fortuna hanno i loro sistemi di pulizia che cattura, rende inerte ed espelle polveri, sostanze e microorganismi. A meno che non siano troppo piccoli, come nel caso delle polveri sottili generate da combustione ad alta temperatura (es: inceneritori), allora tutto finisce nei polmoni e da qui in circolo e perfino nelle cellule.

L’aria di montagna ci appare pulita perché la concentrazione di polveri e microorganismi è minore, sia perché ci sono meno fonti artificiali, ma più naturali, sia perché correnti e precipitazioni ne accelerano l’abbattimento. Ma in realtà a terra l’aria è sempre pervasa da polveri, sostanze chimiche, microrganismi, eccetera. La civiltà moderna ne ha aumentato le concentrazioni e la pericolosità.

L’acqua che scava le montagne

L’acqua dei mari e dei fiumi, ma anche l’acqua che beviamo è in realtà una soluzione se non un brodo di sostanze, particelle e organismi. Non a caso l’acqua è un potente solvente che scava le montagne ed è anche la culla della vita. Noi siamo fatti prevalentemente di acqua.

L’acqua scioglie ogni cosa e se non la scioglie la scava, la trasporta per poi rilasciarla sul fondo di mari, laghi e fiumi. L’acqua del mare è salata perché scioglie i sali minerali dalla roccia e dal terreno, ma è anche ospite di innumerevoli creature viventi, la maggior parte piccola per i nostri occhi, come il plancton, ma fondamentale per la vita degli oceani.

E l’acqua che beviamo?

L’acqua che esce dai rubinetti è depurata, cioè viene rimossa la maggior parte dei materiali sospesi, per esempio tramite filtrazione, e la maggior parte dei microrganismi e delle sostanze organiche tramite trattamenti chimici, come la clorazione. Disciogliere sostanze a base cloro serve a rendere l’acqua potabile, ma comporta l’introduzione e la formazione di sostanze che rimangono nell’acqua che beviamo.

Quindi dobbiamo bere acqua minerale in bottiglia?

Anche l’acqua minerale è in realtà una soluzione di sali e organismi e, anche se non viene trattata, di solito, gli studi indipendenti compiuti provano che non è significativamente migliore dell’acqua potabile che arriva nei rubinetti, mentre genera rifiuti inquinanti che rientrano nella catena alimentare.

Ma non è mia intenzione dare consigli sull’acqua da bere o invitare a comportamenti rispettosi dell’ambiente. Tra l’altro è doveroso aggiungere che il nostro organismo è in grado fino a un certo punto di bere acque non potabili, ma rischiando esposizioni a malattie ed inquinanti che tendono ad accorciare la vita umana.

Quello che voglio sottolineare è che quando ci versiamo da bere, l’acqua che ci appare così limpida contiene disciolti sali, aria e sostanze volatili e non solo nelle bollicine che vediamo salire, poi contiene tutte le sostanze che ha trovato nelle tubature o nella bottiglia e nel bicchiere. Per esempio la polvere che si depositata nel bicchiere vuoto, i residui del lavaggio del bicchiere, soprattutto delle sostanze contenute nel sapone usato, se è uscito dalla lavastoviglie anche residui del brillantante che rende il bicchiere così belle e luminoso.

Per sua natura l’acqua scioglie le montagne e la maggior parte delle sostanze che ci sono in natura, è quindi naturale che in essa si trovino innumerevoli sostanze, polveri ed organismi.

Le superfici e i loro abitanti

Il mondo delle superfici è un mondo quasi alieno hai nostri occhi, le superfici che crediamo piane e lisce viste da molto vicino sono in realtà un susseguirsi di rilievi a vallate, crepacci e molto altro a seconda del materiale di cui sono fatte. Se questi è intuitivo per i materiali di origine naturale, come il legno o la pietra, meno lo è di fronte a materiali artificiali come vetro, plastica e metalli, ma vale in assoluto. La superficie può essere levigata e lucidata fino a ottenere superfici quasi piane, perfino specchi, ma la normalità è quella di una superficie solo in apparenza piana.

Il resto viene dall’aria o dall’acqua che scorre. Come tutti sappiamo per esperienza, tutto ciò che è in aria prima o poi ricade a terra, quindi ogni superficie viene prima o poi ricoperta di polvere e altro. Come già accennato anche noi ne siamo ricoperti, tutto ciò che è in aria ricade su di noi, sui nostri vestiti, sulla nostra pelle.

Quindi in realtà ogni superficie è una distesa più o meno fitta di polveri, microrganismi, insetti piccolissimi, residui organici o inorganici che noi chiamiamo sporco, fatti delle cose più disparate. Esempio? I residui degli esseri viventi, come le scaglie della nostra pelle, o microgocce di saliva, o altri fluidi o resti, come frammenti, ceneri o fibre di materiali portati dal vento. E molto altro.

Quindi quando puliamo le superfici, non facciamo altro che trasferire lo sporco a un panno usando liquidi detergenti o solventi che favoriscono il distacco dalla superficie e l’attrazione del panno.

Mentre quando usiamo l’acqua la pulizia è relativamente più efficace, se coadiuvata da sostanze detergenti o dal calore e se le si dà il tempo di esercitare la sua capacità solvente. Così come l’acqua porta via, l’acqua lascia residui. Ciò che portava in sé, per esempio tracce dei detergenti usati, o dello sporco prelevato da altrove o presente nei contenitori, ma in quantità di solito minori.

Questi sono solo alcuni dei punti di vista con cui si dovrebbe guardare il mondo piccolo, per comprendere la sua estensione e come sia interconnesso al mondo in cui viviamo. Per esempio per comprendere che è composto da molti mondi diversi a seconda della dimensione su cui ci soffermiamo, il millesimo di millimetro piuttosto che il milionesimo di millimetro o meno ancora. Tutti volti diversi di quella parte della realtà che non vediamo.

Approfondiremo ancora questo argomento con punti di vista diversi e altrettanto interessanti.

Alla prossima ;D

La realtà non è come ci appare di Carlo Rovelli

Stasera ti propongo un altro libro che non può mancare tra le tue letture, un libro che offre una visione unica della realtà, quella della fisica quantistica.

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La realtà non è come ci appare

La struttura elementare delle cose

di Carlo Rovelli

Che la realtà non sia quella che ci appare è un fatto che oramai tutti conosciamo e comprendiamo, in un modo o nell’altro, ma che aspetto abbia la realtà è invece una conoscenza chiara a pochi, filosofi, scienziati, illuminati. Questo libro di divulgazione scientifica vuole mostrarci il punto di vista scientifico di un fisico teorico e noto divulgatore, Carlo Rovelli.

Rovelli comincia da lontano, dalla Grecia di Democrito per ripercorrere i passi principali dell’evoluzione della scienza e della fisica in particolare. Attraverso venticinque secoli ci mostra come la visione del mondo è cambiata nel tempo grazie all’intuito di studiosi, scienziati e visionari come Galileo, Newton, Faraday, Maxwell, Einstein, Bohr, Heisenberg, Dirac. L’appassionato racconto converge verso la fisica moderna e culmina nel presente con gli ultimi sviluppi della fisica quantistica.

Così scopriamo aspetti della realtà per niente intuitivi, ma stupefacenti, come per esempio che tempo e spazio sono quantizzati e non continui, o che il tempo in realtà non esiste a livello base, ma solo a livello macroscopico, come misura delle interazioni spaziali.

Questo è un libro di divulgazione scientifica ed è anche un appassionato racconto della storia della fisica, ma è soprattutto un punto di vista diverso della realtà spiegato in modo semplice e comprensibile a buona parte dei lettori.

Lo consiglio a chi ama la scienza, ma anche a chi cerca punti di vista diversi della realtà. Ho apprezzato l’abilità comunicativa dell’autore e la sua apertura mentale, l’assenza di dogmatismi e l’umiltà con cui sottolinea i limiti degli studi e l’importanza di attingere a discipline ed esperienze diverse per poter progredire negli studi scientifici.

È una lettura che secondo me non deve mancare nell’esperienza e nella libreria di tutti.

Carlo Rovelli è fisico teorico, ricercatore all’università di Aix–Marsiglia e filosofo della scienza. Ha introdotto la teoria della gravitazione quantistica a loop, attualmente la più accreditata in ambito fisico. È acquistato notorietà grazie al suo libro dal titolo “Sette brevi lezioni di fisica”. Qui puoi trovare la sua pagina su Wikipedia, qui la pagina con le sue pubblicazioni, qui la sua pagina facebook.

Buona lettura e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri post della rubrica.

Che importanza hanno le informazioni nella vita di un essere umano

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Questa sera vorrei condividere con te alcune riflessioni nate da una discussione che ho avuto qualche giorno fa dal mio barbiere, incentrata su media e informazione.

Perché è importante essere informati?

Perché le nostre decisioni, le scelte che compiamo ogni giorno si basano sulle informazioni che possediamo e che raccogliamo ogni giorno. Come detto più volte in molti post, la fonte principale delle informazioni sono i nostri sensi, quindi come primi testimoni degli eventi della nostra vita è nostra responsabilità comprendere e interpretare correttamente le informazioni che raccogliamo. E non sempre ci riusciamo, sia perché siamo esseri umani, sia perché per quanto testimoni non abbiamo una visione completa dei fatti.

Quando però le informazioni vengono da altre fonti, la situazione cambia drasticamente. Sappiamo entrambi quanto è importante l’affidabilità delle fonti, vero? Se la fonte è il testimone dei fatti allora abbiamo informazioni di prima mano che possiamo valutare direttamente, secondo le nostre capacità e la nostra conoscenza della fonte. Quando invece la fonte non è diretta, ma l’informazione ci arriva per interposta persona, sia essa il vicino di casa, il collega, il giornale, la tv o qualunque media, allora non possiamo valutare direttamente l’attendibilità della fonte, ma indirettamente.

Nel post “Fonti attendibili” abbiamo visto come valutare una fonte di informazioni: analisi dei requisiti come serietà, ma , completezza, eccetera, ma abbiamo anche compreso che questa valutazione è incerta, in quanto parte dei requisiti non sono misurabili o non lo sono univocamente, ma dipendono da altro. Questo rende possibile manipolare l’informazione che arriva a noi, modificando la nostra percezione della realtà, quindi modificando la nostra realtà.

Provo a spiegarmi con qualche esempio. Abbiamo bisogno di cambiare le gomme e se sapessimo che il gommista in periferia fa prezzi migliori rispetto al nostro gommista, allora probabilmente andremmo da lui. Ovvio, no? Il commercio si basa in modo significativo sulla scarsità di informazioni, chi sa di più vince e strappa il prezzo migliore. E la stessa cosa vale per qualunque tipo di negoziazione, dal richiedere un aumento di stipendio, all’assunzione di un professionista per risolvere un problema, in casa per esempio.

Altri esempi, le notizie dei media sono allarmanti, parlano di una nuova malattia, di un’epidemia che si può diffondere anche qui. Quale affetto avrà sulle mie scelte e sulla mia vita? I media parlano di crisi, di lavoro che non si trova, di disoccupazione e povertà, come cambia la mia prospettiva sul futuro e come cambiano le mie scelte?

Come percepiamo la realtà determina le nostre scelte, ci può spingere a comportamenti più emotivi, a rafforzare o cambiare le nostre abitudini, a non agire, a non cogliere occasioni importanti. La percezione della realtà è determinata dalle informazioni che riceviamo su di essa, quando qualcuno le manipola allora manipola la nostra realtà e le nostre scelte. E ogni scelta può cambiare il corso della nostra vita.

Pensa a quanti sono i tuoi comportamenti che sono determinati da informazioni provenienti dai media e da fonti indirette. Perché fai acquisti al supermercato? Perché ti vesti in quel modo? Perché vuoi comprare casa? Perché paghi le bollette? Perché vai al mare in vacanza? Perché vuoi un lavoro dipendente? Perché paghi le tasse? Perché vai dal dottore così spesso?

Le domande ti sembrano strane?

Non lo sono, pensaci. Presta attenzione ai tuoi comportamenti e chiediti perché lo fai. Rimarrai sorpreso.

Quando parli con qualcuno valuti con attenzione quello che ti dice e ogni accenno di incoerenza nella sua comunicazione ti spinge a diffidare sulle informazioni che ti trasmette e sulle sue intenzioni. Allora perché non fai lo stesso con i media?

Perché le informazioni sono stampate sulla carta? Perché ti arrivano da una scatola parlante?

Dovresti sempre diffidare delle informazioni delle informazioni dei media, proprio perché sono indirette e manipolabili.

Il mio barbiere dice che sa che tv e giornali raccontano “patacche”, ma che non c’è nulla di meglio. Tu cosa ne pensi?

Ne parleremo insieme nei prossimi post, ma vorrei anche approfondire ulteriormente quanto è importante l’informazione per ognuno di noi. Ognuno di noi è consapevole istintivamente dell’importanza dell’informazione, ma non comprende quanto critica sia questa necessità.

Ti ringrazio di avermi seguito fino a qui. Buona serata e a presto ;D

Senso civico

Senso civico

Tra le notizie dell’ennesimo scandalo di corruzione e saccheggio dei beni pubblici e il rumore continuo dei media allineati che cantano suadenti di una realtà che non esiste, mi scopro ancora a chiedermi se noi italiani sappiamo cosa sia il senso civico.

Cos’è il senso civico?

E’ la coscienza di essere parte di una comunità, senza la quale non possiamo vivere, che influenza la qualità della nostra vita e verso cui quindi abbiamo delle responsabilità. Siamo consapevoli che dipendiamo dagli altri e quindi sappiamo quanto è importante contribuire a migliorare la società in cui viviamo.

Non è una questione di altruismo, né una questione di egoismo, tutt’al più è una questione di opportunismo, è la consapevolezza dell’interdipendenza tra gli esseri umani che ci spinge a contribuire al benessere comune, perché migliore è la comunità, maggiori saranno le nostre possibilità e migliore sarà la nostra vita.

Ebbene noi italiani abbiamo poco senso civico. Nonostante siamo il paese più cattolico al mondo, continuiamo a pensare che la comunità si limiti alla famiglia o poco di più. La comunità, le istituzioni, i beni comuni sono visti più che altro come una risorsa da sfruttare per il vantaggio personale. Abbiamo case e giardini curati, ma strade sporche e piene di rifiuti.

C’è da stupirsi quindi che i nostri amministratori, i politici che abbiamo eletto passino il tempo a cercare modi sempre nuovi per saccheggiare le risorse del paese?

Che lo vogliamo o meno, tutto parte dall’essere o meno consapevoli di essere parte di una comunità da cui dipendiamo e che influenza la qualità della nostra vita. Se lo siamo allora dedichiamo un poco di attenzione anche agli altri, solo un poco. E’ un atteggiamento mentale che si nota dalle piccole cose.

Come ti comporti in strada, nei mezzi pubblici, negli uffici pubblici?

Sei cortese?

Butti i rifiuti dove capita?

Spegni o abbassi il cellulare nei luoghi pubblici?

Hai rispetto e cura dei beni pubblici o altrui?

Rispetti le norme della circolazione e della buona convivenza?

Tutto inizia dalle piccole cose e dall’esempio che diamo ogni giorno. Dobbiamo cercare di trasmettere l’idea che la comunità è un bene da conservare e far crescere, perché determina la qualità della nostra vita e del nsotro futuro.

Qual è l’utilità dell’avere atteggiamenti egoistici e asociali, offensivi e distruttivi?

Nessuno.

Se tutti lo facessimo come sarebbe il nostro paese?

Migliore.

Con un piccolo contributo di tutti, possiamo cambiare volto alla nostra comunità e alla nostra vita. E in molti lo sanno e lo fanno, ma la maggior parte di noi continua a far finta che il mondo finisca sulla porta di casa.

Tu cosa ne pensi?

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

Ma in che mondo vivono?

Alice e il brucaliffo

Sono giorni impegnativi per il sottoscritto, un brutto periodo per la salute di amici e parenti, diversi funerali hanno rattristato le mie giornate e c’è tempesta nella mia vita lavorativa. E non è certo un bel momento per cercarsi un’alternativa. Ma nel caso, cercarmi un altro lavoro non mi spaventa, anzi è sempre un’occasione per cambiare ;D

Quando riesco, mi ritaglio qualche minuto per aggiornarmi sulle notizie, sul web, leggere un giornale, no, non guardo la tv, è spazzatura, spegni la tv, ti frolla il cervello e ti spegne l’anima. Come dicevo quando trovo qualche minuto per informarmi sui fatti del mondo rimango basito, anzi stupefatto. Adesso ti spiego.

In primo luogo per come vengono date le notizie, per cosa è diventata l’informazione in Italia. Mi chiedo come un giornalista degno di questo nome possa dire e fare certe cose. Ed è una cosa generalizzata e onnipresente. In secondo luogo rimango esterrefatto di quello che dicono e fanno i politici, i banchieri e gli imprenditori che appaiono sui media.

Ma in che mondo vivono?

E’ questo che mi chiedo quando li sento mentire senza ritegno, soprattutto sulla realtà delle cose, quando riscrivono anzi ridipingono la realtà.

Dai! Ma pensate veramente che siamo stupidi?

Evidentemente sì, visto che lo fanno giorno dopo giorno. Evidentemente una fetta enorme di cittadini crede veramente a quello che dicono, o fa finta di crederlo.

La legge elettorale è anticostituzionale, ma che scoperta! Lo sapevamo già, solo la corte ci ha messo nove anni per annunciarlo. La conseguenza ovvia è che tutti i governi eletti con questa legge e tutto quello che hanno fatto è nullo. E il presidente dice subito che governo e parlamento sono legittimi, senza dare spiegazioni, solo perché lo dice lui, quello illegittimo al secondo mandato che, invece di fare il garante di tutti i cittadini italiani, fa il re, briga, indica, ordina.

Renzi ha vinto le primarie. Evviva? Ma chi è Renzi? Oltre a essere il candidato della “finanza”. Cosa ha fatto di straordinario? E poi come pensa il Pd di continuare ad esistere dopo che ha governato con Berlusconi e tradito gli elettori? E’ un partito morente dedito agli affari propri che non rappresenta più le classi lavoratrici, gli operai, anzi non rappresenta più nessuno oltre a se stesso.

E mister B.? Il pregiudicato continua ad abusare dei mezzi di informazione per trarre ogni minimo vantaggio personale dal poco tempo che gli rimane. Mentre Alfano e quelli che lo hanno seguito si stanno rendendo conto che non sono così tanti, né così influenti, e soprattutto che non verranno rieletti.

Il governo illegittimo che gli italiani non hanno voluto, fatto da Napolitano e sostenuto da destra e sinistra, è ancora lì e farà di tutto per non andare al voto. Un governo di chiacchiere e vergogna che ha fatto molto poco, niente per risolvere la recessione economica. A parte sostenere a più riprese che la crisi è passata.

Come no! Ma dove vivi? Nel mondo delle favole?

Come se non fossero loro gli esecutori delle direttive dell’Europa e quindi i responsabili del declino economico che l’Italia sta vivendo, della recessione e dell’austerità.

La loro ricetta per il rilancio dell’economia italiana?

Tasse e tagli. Esattamente il contrario di quello che serve per uscire da questa situazione determinata dall’euro e dall’Europa. Perché la crisi è una favola, la crisi è causata dalle politiche monetarie ed economiche della comunità europea, che favoriscono alcuni a discapito degli altri stati e della moltitudine di cittadini che si trovano più poveri e senza diritti.

In che mondo vivono?

Ma soprattutto, in che mondo viviamo noi cittadini italiani?

Per dar loro ancora ascolto.

Buona serata e a presto ;D

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