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I media e la visione della realtà

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Alcuni tra i miei lettori mi hanno chiesto perché stia dedicando tanto tempo alla politica e ai media. La risposta è semplice: perché per vivere una vita consapevole è necessario comprendere come politica e informazione influenzano la nostra vita e le nostre scelte.

Stasera attiro ancora la tua attenzione sui media per approfondirne il ruolo ideale e reale. Un media è un mezzo di informazione e di divulgazione, come giornali, riviste, cinema, radio e televisione, che ha lo scopo di trasmettere informazioni a molte persone distanti.

Come già ripetuto in altri post, noi esseri umani percepiamo la realtà attraverso i nostri sensi, organi straordinari ma con numerosi limiti. Le nostre scelte e le nostre azioni dipendono dalla nostra visione della realtà. I media sono un modo per raccogliere informazioni oltre i nostri limiti, in quanto trasmettono le testimonianze di altri esseri umani. O così dovrebbe essere.

Di solito un media di massa è un’organizzazione complessa di persone e mezzi con l’obiettivo di divulgare informazioni a molte persone attraverso uno o più canali. Dopo 4 secoli di dominio della carta stampata (esistente fin dalla fine del XV secolo), altri mezzi di comunicazione si sono succeduti fino ai giorni nostri: registrazioni audio (dalla fine del 19° secolo), cinema (dal 1900 circa), radio (dal 1910 circa), televisione (dal 1950 circa) ed infine il web (dal 1990 circa).

Nonostante i mezzi di comunicazione sempre più numerosi, la natura della comunicazione non è cambiata in quanto si deve adattare alla natura dell’utente, l’uomo, che riceve informazioni attraverso i suoni, le immagini e la scrittura. Qualunque sia il mezzo con cui l’informazione ci raggiunge, le caratteristiche fondamentali che questa deve avere è l’autenticità e l’affidabilità. L’informazione di qualità deve anche essere completa e precisa, per permetterci di comprendere e definire una visione più vicina possibile alla realtà.

Perché?

Perché abbiamo bisogno di una visione corretta e previsa della realtà per poter prendere decisioni adeguate e corrette. Una visione distorta, limitata, manipolata ci porta fuori strada, ci spinge a prendere decisioni sbagliate di cui pagheremo il prezzo.

Il ruolo dei media di massa dovrebbe essere quello di informare le persone/cittadini sui fatti, in modo da permettere loro di comprendere la realtà e vederla per quella che è.

Paradossalmente è proprio per questo che i media sono inevitabilmente oggetto di interesse da parte di chi vuole manipolare le persone, in quanto controllando i media e l’informazione che diffondono, si influenza e manipola la visione delle realtà di lettori/spettatori/utenti, quindi si influenzano le loro scelte e i loro comportamenti.

Arrivando in questo modo anche a indurre le persone a prendere decisioni contrarie al loro interesse, ma favorevoli agli interessi di chi i media li possiede o li controlla o li influenza. Non a caso negli ultimi trent’anni i media si sono concentrati nelle mani di pochi proprietari, di solito grandi gruppi privati, di solito poco interessati a produrre buona informazione.

I media oggi sono influenzati da una ristretta élite, da una minoranza potente che mira ai propri interessi. Per questo non possono essere considerati fonti credibili o affidabili. E come tutte le fonti non affidabili dovrebbe essere abbandonate, ignorate o consultate con la dovuta attenzione o cautela.

Invece nonostante la maggioranza dei lettori sappia che non sono credibili, continuano ad essere seguiti e citati. Parlo delle tv private e pubbliche, parlo di giornali e periodici, parlo di siti web.

Dovremmo lanciare campagne di boicottaggio nei confronti di questi media, per costringerli a fare il loro mestiere o a fallire e chiudere. Che senso ha leggere un giornale che sai che manipola l’informazione politica ed economica? Che senso ha guardare una trasmissione condotta nel rispetto assoluto dello status quo, invece che del buon giornalismo di inchiesta?

L’attenzione, il nostro tempo sono le cose veramente preziose, sono la nostra vita. Perché li regaliamo, li sprechiamo leggendo o ascoltando fonti inaffidabili che mirano a manipolare le nostre scelte?

Boicottiamo i media allineati.

Se vuoi esprimere la tua opinione in proposito ti invito a lasciare un commento.

Grazie per la tua attenzione e a presto ;D

La realtà e i mondi in cui viviamo

La realtà e il mondo

Cos’è la realtà?

Forse non c’è domanda più semplice e allo stesso più complessa, vero?

Sai perché? Perché confondiamo la realtà con il mondo in cui viviamo. Anche se dovrei dire “con le visioni del mondo in cui viviamo”. E dovrei anche aggiungere che raramente viviamo in un solo mondo.

La realtà è qui e ora, è il luogo e il tempo in cui viviamo, la realtà è fatta di cose, persone, energia, cose concrete della stessa materia di cui siamo fatti noi. Una delle principali caratteristiche della realtà è la concretezza, come la solidità della pietra, la fluidità dell’acqua, il gelo del vuoto e il morso affilato di una lama o di un bordo.

Riconoscere la realtà è semplice, basta toccarla, fermarsi abbastanza per colpirla abbastanza forte. La realtà è fatta di oggetti, forze ed energia.

Un altro aspetto della realtà è l’inesorabilità: se non mangi muori, se ti ferisci soffri, se non ti curi muori, se non bevi muori, se colpisci abbastanza forte una superficie ti ferisci o muori, il fuoco brucia e uccide, il vuoto uccide, il troppo freddo o il troppo caldo uccide, sostanze velenose uccidono, sostanze inquinanti tossiche uccidono lentamente. Potremmo continuare a lungo, ma penso che sia abbastanza chiaro a entrambi cosa sia la realtà.

I mondi umani sono invece fatti di eventi e di rapporti umani. No, è così. Pensaci.

Noi esseri umani non vediamo la realtà per quella che è, la viviamo attraverso le limitazioni dei nostri sensi, ma a piccole porzioni alla volta e sempre attraverso una serie di filtri e di semplificazioni che ce la rendono più comprensibile e gestibile. Quello che vediamo della realtà è sempre e solo l’interpretazione che il cervello da delle informazioni che arrivano attraverso i nostri sensi.

Siamo fatti così, i nostri sensi e il nostro cervello si sono sviluppati privilegiando le caratteristiche che ci rendono maggiormente in grado di affrontare la realtà. Così anche quando la realtà è semplice e brutale, raramente la vediamo per quella che è, ma tendiamo a correlarla, a darne interpretazioni, a vederla sotto punti di vista diversi che possono moltiplicarsi in presenza dei nostri simili, quindi dell’incessante comunicazione sociale.

Noi viviamo in un mondo che chiamiamo lavoro, in un altro che chiamiamo famiglia e altri che chiamiamo amici, parenti, chiesa, compagni di scuola, eccetera. Ogni mondo è una visione personale di una porzione della realtà in cui interagiamo con un gruppo di nostri simili.

Pensa al lavoro o alla scuola che frequenti. Ci vai quasi ogni giorno, fai attività in gran parte ripetitive, interagisci con altri esseri umani per uno o più scopi comuni, motivato da ragioni sociali o personali. Vai a scuola, hai sempre a che fare con un gruppo di tuoi coetanei e un gruppo di professori con cui fai miriadi di attività con lo scopo di apprendere, di socializzare, di conformarti alla struttura sociale dominante. Vai al lavoro, se sei fortunato è un lavoro che ti piace, hai a che fare con pochi o molti colleghi, clienti e fornitori, con lo scopo di guadagnare o far guadagnare la tua azienda.

In entrambe le situazioni ti adegui alla visione comune, una visione distorta della realtà, un mondo definito dal gruppo sociale di cui fai parte con confini fisici e mentali definiti, in cui è più importante la rete di relazioni e la comunicazione tra individui piuttosto che la realtà concreta delle cose, che sfuma, diventa di contorno, lo sfondo davanti al quale viviamo porzioni importanti della nostra giornata, della nostra vita.

Ma è veramente la realtà quella in cui viviamo?

No, viviamo in mondi costruiti su porzioni di realtà e il modo con cui vediamo le cose, vediamo gli altri, perfino il nome che diamo alle cose produce una distorsione nella nostra visione.

A voler essere precisi non è solo una questione di interpretazione del flusso sensoriale, ma dipende anche da emozioni e sentimenti, dalla nostra cultura, dalla conoscenza dei mille diversi aspetti della realtà, fino a come i flussi informativi, dei media, sociali, modellano la nostra visione generale. Del mondo e talvolta della realtà. Quindi a seconda dei significati diamo agli eventi e alle intenzioni delle azioni umane e non, la nostra visione della realtà e quindi il nostro mondo cambiano.

Raramente vediamo la realtà per quello che è, semplice, limpida e brutale, mentre siamo sintonizzati costantemente su uno o un altro dei mondi in cui viviamo la nostra vita. Indossiamo le maschere, i ruoli e le divise come le convenzioni sociali ci hanno insegnato a fare, comunichiamo continuamente coi nostri simili nei limiti delle convenzioni del gruppo, ci focalizziamo e spendiamo le nostre energie per scopi, obiettivi e desideri che la società e i media ci hanno insegnato a volere.

Non è così male in fondo, anche se non riuscire a vedere la realtà per quello che è viene di solito considerata una patologia mentale, che un tempo veniva curata con farmaci o peggio. Al giorno d’oggi l’incapacità di vedere la realtà è voluta da chi comanda per ovvie ragioni, soprattutto perché vedere la realtà per quello che è permette anche di riconoscere i mondi in cui viviamo per quello che sono, con le loro lacune e i loro inganni e ci rende meno manipolabili.

Punti di vista diversi danno una maggiore ampiezza e profondità di campo visivo, cioè una maggiore consapevolezza e comprensione di quello che osserviamo. Per questo il mio ovvio consiglio è cercare di vedere la realtà oltre i nostri mondi, oltre la vita quotidiana, la famiglia, il lavoro, la chiesa, il partito, il circolo e tutto quello che noi chiamiamo vita.

La realtà insegna a modo suo, ma soprattutto offre una visione unica di noi stessi, della nostra vita e della nostra società.

Come possiamo vedere la realtà per quello che è?

È piuttosto facile, ma un argomento che approfondiremo in un altro post.

Per stasera finiamo qui

A presto ;D

La realtà che non vediamo

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Una delle rivelazioni più importanti della nostra infanzia è che esistono mondi che non vediamo, aldilà dei nostri sensi, che appartengono ad aspetti nascosti della realtà, nascosti e misteriosi.

I nostri genitori, consciamente o inconsciamente, ci trasmettono il loro modello interpretativo della realtà, la loro visione delle cose, di come comportarsi in certe situazioni piuttosto che in altre. Di conseguenza a seconda del loro rapporto con la realtà possiamo considerare il mondo come un parco giochi in cui scorrazzare liberamente fino a trovarne i confini, o imparare a temerne certi aspetti, di solito senza comprendere bene perché, solo per la paura che i nostri genitori provano a proposito.

In entrambi i casi è solo questione di tempo prima che ci imbattiamo in confini invisibili di mondi che non vediamo. Sì, davvero! E in quanto invisibili ci vengono svelati da chi li conosce già, in primo luogo dai nostri genitori.

Quali sono questi mondi nascosti?

I primi mondi invisibili in cui ci imbattiamo di solito sono quelli delle cose molto piccole e delle cose molto distanti. Ma altri seguono via via che cresciamo: il mondo del tempo, il mondo degli adulti, il mondo dello spazio oltre la terra, il mondo delle storie e del c’era una volta, il mondo della morte e dei defunti, il mondo delle parole non dette, il mondo delle domande senza risposte e molti altri ancora.

E sono questi mondi che non vediamo che mettono a prova l’infallibilità dei nostri genitori. Cercando di conoscerli scopriamo che neppure loro li conoscono, o non li conoscono abbastanza per la nostra curiosità.

Stasera torniamo indietro per approfondire la nostra conoscenza dei mondi invisibili, perché la loro comprensione è fondamentale per lo sviluppo della nostra consapevolezza e troppo spesso, quando siamo bambini, nelle nostre esplorazioni parziali ci lasciamo indietro parti di noi o dei nostri possibili futuri.

Partiamo dal mondo del molto piccolo.

La nostra vista è un senso straordinario, ma ha numerosi limiti che raramente comprendiamo a fondo, non da bambini. Uno di questi limiti è la percezione delle cose piccole.

Quanto deve esser grande un oggetto o una macchia perché lo possiamo vedere?

Circa 1 decimo di millimetro, o poco meno. Ma in realtà possiamo percepire anche oggetti più piccoli se posti su uno sfondo in contrasto, per esempio nero su bianco, o su un piano retroilluminato, o se consideriamo linee o oggetti di una certa forma. In questi casi arriviamo anche a dimensioni di un centesimo di millimetro e talvolta anche meno.

Da bambini seguiamo curiosi i minuscoli insetti che zampettano, studiamo con attenzione le piccole macchie sopra gli specchi, osserviamo da vicino i pori e la trama della pelle della mamma. Questo finché il comportamento e dal tono della voce dei genitori dei nostri genitori non ci rivela che ci sono cose ancora più piccole, per esempio la polvere che magicamente appare sulle superficie quando non guardiamo. Oppure non incappiamo in certe esperienze che ci fanno dubitare dell’assolutezza dei nostri occhi, anzi della nostra vista.

Così nella luce estiva o in quella fredda di un faro che illumina il buio possiamo scoprire la polvere che vortica nell’aria, visibile solo nel fascio e non fuori. O facciamo la conoscenza delle muffe che compaiono magicamente sul formaggio e nelle fughe delle piastrelle. Mentre il nostro tatto ci dà conferma che le superfici che crediamo lisce sono spesso ruvide o granulose.

Finché qualcuno finalmente ci racconta delle cellule che compongono il nostro corpo, degli atomi che compongono la materia e, se siamo fortunati, ci rivelano alcuni dei limiti della vista umana e degli altri sensi. Allora ci emozioniamo di fronte ai miraggi o alle illusioni ottiche di certe figure dalle forme e dai colori ingannevoli.

Dopo aver passato anni a convincerci che il mondo fosse concreto e sicuro, ecco che scopriamo che una fetta della realtà non la vediamo affatto. Nel tempo i nostri genitori o la scuola ce ne mostrano le immagini: acari, batteri, superfici viste e ingrandite attraverso i microscopi e molto altro, ma raramente ci viene data una visione d’insieme, uno sguardo panoramico.

In questo e nei prossimi post cerchiamo di porre rimedio a questa lacuna.

L’aria attorno a noi

Molto raramente diventiamo consapevoli di ciò che c’è nell’aria attorno a lui, la vediamo limpida a meno di giornate nebbiose o del fumo di un fuoco o di una ciminiera, o di evidenze indirette come il cielo biancastro di nubi o foschia, la sabbia caduta insieme alla pioggia sui vetri e sulle superfici riflettenti, odori intensi che pervadono l’aria, la polvere che certa luce o certi fasci di luce evidenziano ai nostri occhi.

Raramente l’aria è pulita come l’immaginiamo, anzi per noi che viviamo in città, lungo strade percorse da centinaia o migliaia di veicoli ogni giorno l’aria è una sospensione di polveri vorticanti di varia natura, di sostanze chimiche odorose o meno generate da piante, rilasciate da oggetti o emesse da macchine di solito per combustione. Ma anche di batteri, spore, microorganismi e residui organici di varia natura, come per esempio scaglie della nostra pelle.

Quando ci muoviamo tutto questo si deposita su di noi, sui nostri vestiti, aderisce alla nostra pelle. Ad ogni respiro ne inspiriamo una porzione dentro i nostri polmoni. Buona parte delle polveri e delle sostanze si fermano nel naso e nella bocca, nella prima parte del nostro sistema respiratorio, depositandosi su mucose, lingua, gola, eccetera, che per fortuna hanno i loro sistemi di pulizia che cattura, rende inerte ed espelle polveri, sostanze e microorganismi. A meno che non siano troppo piccoli, come nel caso delle polveri sottili generate da combustione ad alta temperatura (es: inceneritori), allora tutto finisce nei polmoni e da qui in circolo e perfino nelle cellule.

L’aria di montagna ci appare pulita perché la concentrazione di polveri e microorganismi è minore, sia perché ci sono meno fonti artificiali, ma più naturali, sia perché correnti e precipitazioni ne accelerano l’abbattimento. Ma in realtà a terra l’aria è sempre pervasa da polveri, sostanze chimiche, microrganismi, eccetera. La civiltà moderna ne ha aumentato le concentrazioni e la pericolosità.

L’acqua che scava le montagne

L’acqua dei mari e dei fiumi, ma anche l’acqua che beviamo è in realtà una soluzione se non un brodo di sostanze, particelle e organismi. Non a caso l’acqua è un potente solvente che scava le montagne ed è anche la culla della vita. Noi siamo fatti prevalentemente di acqua.

L’acqua scioglie ogni cosa e se non la scioglie la scava, la trasporta per poi rilasciarla sul fondo di mari, laghi e fiumi. L’acqua del mare è salata perché scioglie i sali minerali dalla roccia e dal terreno, ma è anche ospite di innumerevoli creature viventi, la maggior parte piccola per i nostri occhi, come il plancton, ma fondamentale per la vita degli oceani.

E l’acqua che beviamo?

L’acqua che esce dai rubinetti è depurata, cioè viene rimossa la maggior parte dei materiali sospesi, per esempio tramite filtrazione, e la maggior parte dei microrganismi e delle sostanze organiche tramite trattamenti chimici, come la clorazione. Disciogliere sostanze a base cloro serve a rendere l’acqua potabile, ma comporta l’introduzione e la formazione di sostanze che rimangono nell’acqua che beviamo.

Quindi dobbiamo bere acqua minerale in bottiglia?

Anche l’acqua minerale è in realtà una soluzione di sali e organismi e, anche se non viene trattata, di solito, gli studi indipendenti compiuti provano che non è significativamente migliore dell’acqua potabile che arriva nei rubinetti, mentre genera rifiuti inquinanti che rientrano nella catena alimentare.

Ma non è mia intenzione dare consigli sull’acqua da bere o invitare a comportamenti rispettosi dell’ambiente. Tra l’altro è doveroso aggiungere che il nostro organismo è in grado fino a un certo punto di bere acque non potabili, ma rischiando esposizioni a malattie ed inquinanti che tendono ad accorciare la vita umana.

Quello che voglio sottolineare è che quando ci versiamo da bere, l’acqua che ci appare così limpida contiene disciolti sali, aria e sostanze volatili e non solo nelle bollicine che vediamo salire, poi contiene tutte le sostanze che ha trovato nelle tubature o nella bottiglia e nel bicchiere. Per esempio la polvere che si depositata nel bicchiere vuoto, i residui del lavaggio del bicchiere, soprattutto delle sostanze contenute nel sapone usato, se è uscito dalla lavastoviglie anche residui del brillantante che rende il bicchiere così belle e luminoso.

Per sua natura l’acqua scioglie le montagne e la maggior parte delle sostanze che ci sono in natura, è quindi naturale che in essa si trovino innumerevoli sostanze, polveri ed organismi.

Le superfici e i loro abitanti

Il mondo delle superfici è un mondo quasi alieno hai nostri occhi, le superfici che crediamo piane e lisce viste da molto vicino sono in realtà un susseguirsi di rilievi a vallate, crepacci e molto altro a seconda del materiale di cui sono fatte. Se questi è intuitivo per i materiali di origine naturale, come il legno o la pietra, meno lo è di fronte a materiali artificiali come vetro, plastica e metalli, ma vale in assoluto. La superficie può essere levigata e lucidata fino a ottenere superfici quasi piane, perfino specchi, ma la normalità è quella di una superficie solo in apparenza piana.

Il resto viene dall’aria o dall’acqua che scorre. Come tutti sappiamo per esperienza, tutto ciò che è in aria prima o poi ricade a terra, quindi ogni superficie viene prima o poi ricoperta di polvere e altro. Come già accennato anche noi ne siamo ricoperti, tutto ciò che è in aria ricade su di noi, sui nostri vestiti, sulla nostra pelle.

Quindi in realtà ogni superficie è una distesa più o meno fitta di polveri, microrganismi, insetti piccolissimi, residui organici o inorganici che noi chiamiamo sporco, fatti delle cose più disparate. Esempio? I residui degli esseri viventi, come le scaglie della nostra pelle, o microgocce di saliva, o altri fluidi o resti, come frammenti, ceneri o fibre di materiali portati dal vento. E molto altro.

Quindi quando puliamo le superfici, non facciamo altro che trasferire lo sporco a un panno usando liquidi detergenti o solventi che favoriscono il distacco dalla superficie e l’attrazione del panno.

Mentre quando usiamo l’acqua la pulizia è relativamente più efficace, se coadiuvata da sostanze detergenti o dal calore e se le si dà il tempo di esercitare la sua capacità solvente. Così come l’acqua porta via, l’acqua lascia residui. Ciò che portava in sé, per esempio tracce dei detergenti usati, o dello sporco prelevato da altrove o presente nei contenitori, ma in quantità di solito minori.

Questi sono solo alcuni dei punti di vista con cui si dovrebbe guardare il mondo piccolo, per comprendere la sua estensione e come sia interconnesso al mondo in cui viviamo. Per esempio per comprendere che è composto da molti mondi diversi a seconda della dimensione su cui ci soffermiamo, il millesimo di millimetro piuttosto che il milionesimo di millimetro o meno ancora. Tutti volti diversi di quella parte della realtà che non vediamo.

Approfondiremo ancora questo argomento con punti di vista diversi e altrettanto interessanti.

Alla prossima ;D

La realtà non è come ci appare di Carlo Rovelli

Stasera ti propongo un altro libro che non può mancare tra le tue letture, un libro che offre una visione unica della realtà, quella della fisica quantistica.

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La realtà non è come ci appare

La struttura elementare delle cose

di Carlo Rovelli

Che la realtà non sia quella che ci appare è un fatto che oramai tutti conosciamo e comprendiamo, in un modo o nell’altro, ma che aspetto abbia la realtà è invece una conoscenza chiara a pochi, filosofi, scienziati, illuminati. Questo libro di divulgazione scientifica vuole mostrarci il punto di vista scientifico di un fisico teorico e noto divulgatore, Carlo Rovelli.

Rovelli comincia da lontano, dalla Grecia di Democrito per ripercorrere i passi principali dell’evoluzione della scienza e della fisica in particolare. Attraverso venticinque secoli ci mostra come la visione del mondo è cambiata nel tempo grazie all’intuito di studiosi, scienziati e visionari come Galileo, Newton, Faraday, Maxwell, Einstein, Bohr, Heisenberg, Dirac. L’appassionato racconto converge verso la fisica moderna e culmina nel presente con gli ultimi sviluppi della fisica quantistica.

Così scopriamo aspetti della realtà per niente intuitivi, ma stupefacenti, come per esempio che tempo e spazio sono quantizzati e non continui, o che il tempo in realtà non esiste a livello base, ma solo a livello macroscopico, come misura delle interazioni spaziali.

Questo è un libro di divulgazione scientifica ed è anche un appassionato racconto della storia della fisica, ma è soprattutto un punto di vista diverso della realtà spiegato in modo semplice e comprensibile a buona parte dei lettori.

Lo consiglio a chi ama la scienza, ma anche a chi cerca punti di vista diversi della realtà. Ho apprezzato l’abilità comunicativa dell’autore e la sua apertura mentale, l’assenza di dogmatismi e l’umiltà con cui sottolinea i limiti degli studi e l’importanza di attingere a discipline ed esperienze diverse per poter progredire negli studi scientifici.

È una lettura che secondo me non deve mancare nell’esperienza e nella libreria di tutti.

Carlo Rovelli è fisico teorico, ricercatore all’università di Aix–Marsiglia e filosofo della scienza. Ha introdotto la teoria della gravitazione quantistica a loop, attualmente la più accreditata in ambito fisico. È acquistato notorietà grazie al suo libro dal titolo “Sette brevi lezioni di fisica”. Qui puoi trovare la sua pagina su Wikipedia, qui la pagina con le sue pubblicazioni, qui la sua pagina facebook.

Buona lettura e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri post della rubrica.

Che importanza hanno le informazioni nella vita di un essere umano

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Questa sera vorrei condividere con te alcune riflessioni nate da una discussione che ho avuto qualche giorno fa dal mio barbiere, incentrata su media e informazione.

Perché è importante essere informati?

Perché le nostre decisioni, le scelte che compiamo ogni giorno si basano sulle informazioni che possediamo e che raccogliamo ogni giorno. Come detto più volte in molti post, la fonte principale delle informazioni sono i nostri sensi, quindi come primi testimoni degli eventi della nostra vita è nostra responsabilità comprendere e interpretare correttamente le informazioni che raccogliamo. E non sempre ci riusciamo, sia perché siamo esseri umani, sia perché per quanto testimoni non abbiamo una visione completa dei fatti.

Quando però le informazioni vengono da altre fonti, la situazione cambia drasticamente. Sappiamo entrambi quanto è importante l’affidabilità delle fonti, vero? Se la fonte è il testimone dei fatti allora abbiamo informazioni di prima mano che possiamo valutare direttamente, secondo le nostre capacità e la nostra conoscenza della fonte. Quando invece la fonte non è diretta, ma l’informazione ci arriva per interposta persona, sia essa il vicino di casa, il collega, il giornale, la tv o qualunque media, allora non possiamo valutare direttamente l’attendibilità della fonte, ma indirettamente.

Nel post “Fonti attendibili” abbiamo visto come valutare una fonte di informazioni: analisi dei requisiti come serietà, ma , completezza, eccetera, ma abbiamo anche compreso che questa valutazione è incerta, in quanto parte dei requisiti non sono misurabili o non lo sono univocamente, ma dipendono da altro. Questo rende possibile manipolare l’informazione che arriva a noi, modificando la nostra percezione della realtà, quindi modificando la nostra realtà.

Provo a spiegarmi con qualche esempio. Abbiamo bisogno di cambiare le gomme e se sapessimo che il gommista in periferia fa prezzi migliori rispetto al nostro gommista, allora probabilmente andremmo da lui. Ovvio, no? Il commercio si basa in modo significativo sulla scarsità di informazioni, chi sa di più vince e strappa il prezzo migliore. E la stessa cosa vale per qualunque tipo di negoziazione, dal richiedere un aumento di stipendio, all’assunzione di un professionista per risolvere un problema, in casa per esempio.

Altri esempi, le notizie dei media sono allarmanti, parlano di una nuova malattia, di un’epidemia che si può diffondere anche qui. Quale affetto avrà sulle mie scelte e sulla mia vita? I media parlano di crisi, di lavoro che non si trova, di disoccupazione e povertà, come cambia la mia prospettiva sul futuro e come cambiano le mie scelte?

Come percepiamo la realtà determina le nostre scelte, ci può spingere a comportamenti più emotivi, a rafforzare o cambiare le nostre abitudini, a non agire, a non cogliere occasioni importanti. La percezione della realtà è determinata dalle informazioni che riceviamo su di essa, quando qualcuno le manipola allora manipola la nostra realtà e le nostre scelte. E ogni scelta può cambiare il corso della nostra vita.

Pensa a quanti sono i tuoi comportamenti che sono determinati da informazioni provenienti dai media e da fonti indirette. Perché fai acquisti al supermercato? Perché ti vesti in quel modo? Perché vuoi comprare casa? Perché paghi le bollette? Perché vai al mare in vacanza? Perché vuoi un lavoro dipendente? Perché paghi le tasse? Perché vai dal dottore così spesso?

Le domande ti sembrano strane?

Non lo sono, pensaci. Presta attenzione ai tuoi comportamenti e chiediti perché lo fai. Rimarrai sorpreso.

Quando parli con qualcuno valuti con attenzione quello che ti dice e ogni accenno di incoerenza nella sua comunicazione ti spinge a diffidare sulle informazioni che ti trasmette e sulle sue intenzioni. Allora perché non fai lo stesso con i media?

Perché le informazioni sono stampate sulla carta? Perché ti arrivano da una scatola parlante?

Dovresti sempre diffidare delle informazioni delle informazioni dei media, proprio perché sono indirette e manipolabili.

Il mio barbiere dice che sa che tv e giornali raccontano “patacche”, ma che non c’è nulla di meglio. Tu cosa ne pensi?

Ne parleremo insieme nei prossimi post, ma vorrei anche approfondire ulteriormente quanto è importante l’informazione per ognuno di noi. Ognuno di noi è consapevole istintivamente dell’importanza dell’informazione, ma non comprende quanto critica sia questa necessità.

Ti ringrazio di avermi seguito fino a qui. Buona serata e a presto ;D

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