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Articoli con tag ‘media’

La crisi morale e culturale


Stasera ti propongo un video interessante ricco di spunti di riflessione.

È l’intervento di Alberto Bagnai al convegno “Scuola ed economia: alla ricerca della soluzione alla comune crisi” svoltosi il 3 maggio scorso in cui si è discusso “del fallimento dell’euro e dell’attuale sistema finanziario occidentale e dell’alternativa presente nella storia della civiltà europea e di come sulla scuola sia stata imposta “senza alternative” la medesima “teoria morale” riassunta nel libero scambio (competizione al posto della cooperazione)”.

Invece di esporre il fiume di evidenze sul perché e percome l’euro è uno strumento politico di dominio oltre che una moneta troppo forte per l’Italia e per buona parte dell’Europa a vantaggio della Germania, Bagnai ha esposto i suoi punti di vista sulla crisi morale e culturale che ha portato alla colonizzazione dell’Italia, al dominio delle idee neoliberiste e alla situazione in cui ci troviamo.

Bagnai rileva che i media hanno grandi responsabilità in tutto questo. La distorsione estesa e sistematica della realtà che i media allineati da decenni compiono sui flussi informativi ha modificato la visione della maggioranza dei cittadini italiani e occidentali a vantaggio dell’establishment e delle minoranze che sfruttano il quadro interpretativo distorto per il loro interesse.

Parliamo di propaganda, dalla menzogna eclatante a tecniche evolute per distrarre e modificare il significato delle parole, fino alla riscrittura del passato.

Alberto Bagnai è economista e docente di politica economica all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara, è ricercatore associato al Centre de Recherche en Economie Appliquée à la Mondialisation dell’Università di Rouen e pubblica su riviste nazionali e internazionali di economia. Nel 2011 ha aperto Goofynomics, il blog di divulgazione su economia ed euro più seguito in Italia. Nel 2012 ha pubblicato il “Tramonto dell’euro”, vincitore del Premio Canova di Letteratura economica e finanziaria, poi ha pubblicato “L’Italia può farcela”. Qui trovi la sua pagina web, qui il suo blog Goofynomics e qui trovi il blog su il Fatto quotidiano.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e ti invito a verificare le informazioni presso fonti di informazioni affidabili. Usa la tua testa, non regalare la tua fiducia.

Buona visione e a presto ;D

Il problema sono i media

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Stasera vorrei proporti una riflessione sulla realtà in cui viviamo.

Come abbiamo già concluso in post precedenti, noi esseri umani percepiamo la realtà degli oggetti attraverso i sensi, questi hanno notevoli limiti, tra cui la località, cioè non vediamo oltre il raggio della nostra vista, non sentiamo oltre il nostro udito e così via. Noi siamo i testimoni della realtà e degli eventi attorno a noi.

Il resto del pianeta terra e gli eventi che accadono lontano possiamo conoscerli attraverso strumenti che prolungano i nostri sensi, come una videocamera che mostra in tempo reale quello che accade, o attraverso il racconto di intermediari. Quando siamo fortunati gli intermediari sono i testimoni o le registrazioni degli eventi, altrimenti ci sono altri intermediari che ci comunicano le testimonianze degli eventi e della realtà.

Già i testimoni sono soggetti ai limiti dei loro sensi e della loro mente, ai limiti eventuali del loro punto di vista dell’evento e della loro capacità di interpretarlo e ai limiti della loro capacità di comunicarlo. Cioè chi assiste a un incidente stradale può essere lontano o vicino, può essere lungo la strada o guardare attraverso una vetrina di un negozio o vederlo nello specchio retrovisore, e potrebbe essere un analfabeta o un giornalista, attore o politico.

Quando ci sono altri intermediari tra noi e i testimoni, che siano esseri umani o registrazioni, il messaggio/racconto che ci arriva non corrisponde con la testimonianza dei testimoni, mai. Perché noi esseri umani vediamo la realtà in modo complesso, per i limiti visti prima, ma anche per le caratteristiche della nostra mente. Dovremmo comunicare il messaggio del testimone senza modificarlo, ma raramente accade, sia nella vita di tutti i giorni, sia con i media, dove il mezzo limita e influenza il messaggio.

Quando interpretiamo un messaggio e lo riportiamo ad altri, quello che facciamo è filtrarlo attraverso il nostro punto di vista, attraverso quello che siamo. Se a questo aggiungi la possibile intenzione di modificare il messaggio per influenzare il ricevente/ascoltatore/lettore, allora non solo l’informazione è parziale, ma può essere manipolata anche in modo radicale.

Perché un intermediario dovrebbe voler manipolare l’informazione?

Se ricordi quand’eri bambino, quando hai imparato a mentire e a manipolare la comunicazione imitando i tuoi genitori, lo facevi per evitare una punizione, o per non far soffrire chi amavi. Diventati grandi le cose sono così diverse, ma quando sono i media che arrivano a milioni di lettori/ascoltatori, allora la manipolazione assume scopi diversi.

I media sono organizzazioni/imprese anche molto grandi e costose e in quanto tali, in un’economia capitalista devono sottostare alle regole del mercato e profitto. E possono essere comprati da chi ha i soldi per farlo. Così è stato negli ultimi 50 anni con un fenomeno di accentramento unico nelle mani di pochi gruppi privati. E quando un privato compra un media non lo fa solo per fare l’editore, ma per trarne profitto con i contenuti, la pubblicità e influenzando le informazione a proprio vantaggio.

Perché dovrebbe?

Perché alterando l’informazione il media altera il quadro interpretativo della realtà delle persone e le influenza per spingerle a comportarsi e a prendere decisioni sbagliate per loro stessi a vantaggio del mandante della manipolazione del media.

Se a questo aggiungiamo anche la manipolazione del significato del linguaggio e la manipolazione della psicologia e della sociologia umana, l’efficacia della manipolazione dell’informazione diventa tale che i media non solo possono distorcere la visione della realtà delle persone, ma se gli individui non sono preparati e consapevoli, possono cambiarne il comportamento, il passato, il linguaggio e il pensiero.

Guarda come la pubblicità cambia le abitudini e il linguaggio delle persone. Il linguaggio è il pensiero. Guarda come la politica introduce sempre più in fretta i termini del proprio linguaggio assecondata dai giornalisti e dai media. Ti sei mai chiesto perché?

Il problema sono i media.

Volendo essere più precisi i media sono la chiave di volta del declino odierno. Sono uno strumento di propaganda, influenza e di controllo usato dall’establishment in tutte le parti del pianeta per influenzare le persone ad andare dove loro vogliono che vadano.

Se non ci sono alternative le persone non possono evitare di informarsi presso i media allineati. Per fortuna che la rete ha permesso la nascita di nuovi media che offrono una diversa visione della realtà, contro tendenza. Eppure una maggioranza di persone continua a informarsi sui media allineati e si espone alla loro influenza.

Quindi?

Dobbiamo smettere di esporci agli effetti dei media, dobbiamo formarci sulla comunicazione in modo di essere preparati e consapevoli dei loro effetti, dobbiamo costruire alternative ai grandi media che siano affidabili, diffusi e poco esposti. Il problema è che la maggior parte di noi intuisce appena quello a cui è soggetta. Se ha il tempo per occuparsene.

Tu cosa ne pensi?

Cosa possiamo fare per combattere la manipolazione dell’informazione?

Io qualche idea ce l’avrei. Se vuoi ne parleremo insieme.

A presto ;D

Vivere diffidando dei media

Fatti e opinioni

Si può vivere senza media?

Il primo passo è stato abbandonare i tg, anzi la tv, poi per anni ho letto almeno 2 giornali ogni giorno, poi mi sono dato alla stampa estera, poi li ho abbandonati per il web. Che però è un mare dove i siti dei media non sono diversi della loro versione offline, dove chi come Google News offre notizie non è esente dalle stesse influenze e dalle stesse logiche dei media, dove ci sono centinaia di siti e blog che offrono informazione, ma che devono essere valutati prima di prenderli in considerazione. E chi sa come si valuta una fonte di informazione? Non è semplice.

Negli ultimi 8 anni abbiamo assistito a una deriva dei media allineati, la manipolazione sottile si è fatta pervasiva e poi è diventata propaganda. A poco a poco la cosa è diventata sempre più evidente: i titoli, i tempi o gli spazi, le posizioni o gli orari, i toni, il significato delle parole, i giornalisti che non fanno le domande importanti, ma lasciano parlare i politici, i media che si schierano per questo e per quello, le opinioni che vengono considerate come fossero fatti e via dicendo. Finché non si è arrivati alla menzogna.

E quando un media o un giornalista mentono bruciano la loro credibilità. E senza credibilità chi li ascolta più? Pochi. Ed è quello che sta succedendo: i giornali vendono sempre meno copie, in Italia vivono ormai con i contributi pubblici o con altre entrate, gli ascolti delle tv stanno scemando e sono destinati al declino, via via che le persone passano al web e muoiono.

Per quanto un individuo non abbia la formazione per comprendere perché e come, è solo una questione di tempo prima che cerchi alternative a media che manipolano sistematicamente l’informazione.

È iniziata la crisi dei media e del giornalismo. Hanno bruciato la loro credibilità e il declino è inarrestabile.

Possiamo vivere senza informazioni?

Sì, finché riguardano ciò che è lontano da noi, ma quando ci riguardano da vicino, allora abbiamo bisogno di sapere per poter prendere delle decisioni. Ma ora che i media allineati sono inaffidabili come facciamo? Ci rivolgiamo ai media del web? Ma chi ci garantisce che siano inaffidabili?

E poi chi ci dice che le fonti primarie delle informazioni siano affidabili? Specialmente se consideriamo che la maggior parte dell’informazione arriva da istituzioni.

Allora dove troviamo informazioni affidabili?

La risposta è che dobbiamo vivere diffidando dei media. Dobbiamo sviluppare e usare il nostro senso critico. Dobbiamo spendere tempo per verificare l’informazione e le fonti.

Dobbiamo imparare a vivere diffidando dell’informazione, soprattutto quella gratis.

A presto ;D

I media e la fabbrica della menzogna

Stasera ti propongo un video ricco di spunti su cui riflettere.

È l’intervento di Marcello Foa all’incontro-conferenza tenutosi il 18 febbraio 2017 a Bologna sui False flag e come si manipola l’informazione per manipolare l’opinione pubblica, il consenso, le persone.

Marcello Foa spiega come l’informazione e i media sono vulnerabili all’azione delle fonti istituzionali e degli spin doctor, esperti di comunicazione e psicologia che riescono a manipolare l’informazione con lo scopo di manipolare la visione della realtà di lettori/spettatori per fini politici, istituzionali, ma anche per l’interesse di minoranze senza scrupoli.

Ti invito ad ascoltare con attenzione e più volte il suo intervento.

Marcello Foa è un giornalista di scuola montanelliana e dirige il gruppo editoriale del Corriere Il Ticino, in Svizzera. Insegna Comunicazione e Giornalismo a Lugano e a Cattolica e studia appunto il modo con cui i governi e le istituzioni orientano i media, all’insaputa dei giornalisti e dell’opinione pubblica. Foa è anche scrittore e ha pubblicato alcuni libri, tra cui il saggio “Gli stregoni della notizia” in cui parla appunto delle tecniche usate per condizionare i media. Qui trovi il blog di Foa sul Giornale, qui la pagina di Wikipedia che lo riguarda. Qui trovi il suo profilo sul sito del gruppo Timedia e qui i libri pubblicati.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto e ad approfondire gli argomenti presso fonti affidabili. Non regalare la tua fiducia, usa la tua testa.

Riporto qui sotto l’intervento alla conferenza di Enrica Perucchietti, scrittrice e giornalista, autrice di “False Flag”.

Buona visione e a presto ;D

Certificare l’informazione indipendente

giornali

Come ripetuto più volte, siamo testimoni di un cambiamento epocale del mondo dell’informazione.

Dopo aver assistito, tra la fine del secolo scorso e l’inizio di questo, all’accentramento dei mezzi di informazione in pochi grandi gruppi che oggi controllano la maggior parte dei flussi informativi del pianeta, in questi ultimi anni stiamo assistendo a un cambio di marea.

Dopo decenni di manipolazione, l’opinione pubblica è diventata consapevole dell’inaffidabilità dei media allineati e della loro sistematica distorsione dei flussi informativi. E ha cercato fonti di informazione alternative. Il web ha permesso la diffusione di nuovi media, di fonti alternative che hanno evidenziato le incoerenze tra la realtà e la visione della realtà trasmessa dai media allineati.

Questo ha portato a un collasso della credibilità dei media allineati, ma invece di smettere di manipolare l’informazione, questi hanno attaccato il web e i nuovi media accusandoli di diffondere notizie false. Li accusano di fare quello che loro fanno da decenni. Questo perché i proprietari e chi dietro i media ha interesse a influenzare il consenso e l’opinione pubblica non sono interessati a media che informano, vogliono strumenti che influenzano la pubblica opinione.

La crisi dei media ha condotto alla guerra per l’informazione a cui stiamo assistendo ora e che si prospetta lunga e difficile. Che probabilmente avrà termine quando si ritroverà un nuovo equilibrio sociale e politico o quando verranno introdotti nuovi strumenti capaci di cambiare le prospettive dei mezzi di informazione.

Con alcuni amici ho cercato di rispondere a una semplice domanda: come è possibile migliorare la qualità dei flussi informativi? Come possiamo ridurre la manipolazione dell’informazione da parte dei media e delle fonti stesse?

Tra noi abbiamo considerato diverse risposte, alcune delle quali hanno portato ad approfondimenti e secondo me meritano la tua considerazione.

Una risposta potrebbe essere: è possibile creare una certificazione volontaria dei media che valuti e certifichi la qualità dell’informazione fornita, siano essi giornali, tv, siti web o altro.

Una certificazione è la dichiarazione con la quale una terza parte indipendente attesta che un sistema, un prodotto o un servizio è conforme ai requisiti di una norma o standard.

La proposta è creare un’organizzazione trasparente e trasversale, senza scopo di lucro, che proponga e sostenga la diffusione di una certificazione dell’affidabilità e dell’indipendenza dei media capace di offrire:

  1. a tutti la garanzia di informazione indipendente e affidabile,

  2. ai giornalisti di poter fregiarsi di un simbolo di prestigio e non dover subire l’imposizione di una linea editoriale strumentale,

  3. agli stati di garantire un’informazione affidabile ai propri cittadini,

  4. agli editori la possibilità di distinguersi tra i media per la qualità dell’informazione, ottenendo audience, lettori/ascoltatori e maggiori risultati aziendali.

Quali requisiti deve avere una certificazione dell’affidabilità dei media?

  1. Gestione democratica

L’organizzazione deve essere governata in modo democratico da membri riconosciuti e identificati appartenenti ai diversi ambiti e interessi del mondo dell’informazione: cittadini, giornalisti, editori, organismi pubblici, in breve tutti coloro che sono interessati a garantire un’informazione indipendente e affidabile.

  1. Settare e mantenere standard elevati

Definire uno schema di certificazione che offre le garanzie più elevate nella valutazione dell’affidabilità dei media e dell’indipendenza dell’informazione e garantirle nel tempo.

  1. Credibilità e rispetto

Guadagnare e mantenere una credibilità elevata attraverso pratiche chiare e trasparenti e attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di tutti le parti interessate. Buone pratiche come la rotazione degli auditors e degli enti certificatori, controlli frequenti di ogni elemento dell’equazione certificativa. Coinvolgimento ottenuto tramite formazione, informazione e promozione della visione e della missione della certificazione.

  1. Trasparenza

Ogni processo e decisione dell’organizzazione deve essere aperto e trasparente, accessibile al pubblico ed essere verificato regolarmente da terze parti indipendenti. La gestione della certificata non sarà diretta, ma delegata a enti certificatori accreditati da un’organizzazione indipendente, a sua volta verificata periodicamente da un altro ente di controllo. Tutti gli atti e le decisioni saranno trasparenti e accessibili.

  1. Certificazione adatta a tutti

Offrire una certificazione adeguata a tutti i media, siano della carta stampata, tv, siti, blog, nuovi media, anche alle agenzie di stampa. Una certificazione che non ha confini, ma che può essere applicabile ai media di tutto il pianeta.

  1. Glocal

Offrire una certificazione unica per il mondo intero, ma capace di tenere in considerazione le condizioni politiche o socioeconomiche locali. Che sappia offrire soluzioni e iter di sviluppo in grado di portare i media alla migliore informazione indipendente.

  1. Impatto positivo misurabile

Non limitarsi a certificare i media, ma valutarne il lavoro, aiutarli a sviluppare buone pratiche e coinvolgere tutte le parti interessate nel processo (es: lettori, giornalisti, ecc). Valutare gli effetti di un’informazione indipendente e affidabile.

  1. Indipendenza

Mantenere la propria indipendenza tramite trasparenza, controlli dei ruoli e delle carriere nell’organizzazione, proibizione di finanziamenti da parte di enti privati, limitazione da parte di quelli pubblici, badget pubblici.

Gli attori del progetto sono:

  1. Organizzazione
  2. Enti certificatori
  3. Ente accreditamento
  4. Auditor competenti
  5. Media
  6. Cittadini/utenti
  7. Altri stakeholders

Il meccanismo funziona grazie a:

  1. il bisogno dei cittadini di accedere a informazione indipendente ed affidabile per potersi informare e prendere le decisioni più corrette;

  2. il bisogno dei giornalisti di essere indipendenti e orgogliosi del proprio lavoro;

  3. il bisogno dei media di avere lettori o ascoltatori;

  4. il bisogno degli editori di avere media profittevoli.

Con il sostegno di rappresentanti di tutte le categorie coinvolte, ma soprattutto di utenti e giornalisti, si potrebbe garantire la diffusione della certificazione fino a renderla conosciuta da una buona parte dei cittadini. Una volta raggiunta la soglia critica di auto sviluppo, la certificazione dovrebbe diffondere in modo spontaneo e irreversibile. Questo finché verrà considerata affidabile, indipendente, eccetera.

Uno strumento di questo tipo darebbe fastidio a chi adesso usa i media come strumenti di manipolazione del consenso o per la propaganda. E potrebbe generare ritorsioni o strategie per la demolizione del progetto.

D’altra parte questo potrebbe essere uno strumento efficace per portare allo stesso tavolo media allineati e nuovi media, giornalisti, cittadini ed editori.

Tu cosa ne pensi?

Se vuoi puoi lasciare un commento con le tue impressioni.

A presto ;D

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