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Cosa sono i media

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Cos’è un media?

Anche se più correttamente dovremmo dire: “cos’è un medium?”.

Media, plurale di medium, è una parola che deriva dal latino e significa “mezzo, strumento“. Il termine è usato solitamente al plurale (es: mass media) sia in italiano sia in inglese, mentre il singolare medium è adoperato raramente.

I media sono strumenti attraverso cui avviene la trasmissione di informazioni su eventi vicini e lontani a cui non assistiamo direttamente.

Idealmente il primo e più antico strumento (medium) a disposizione dell’uomo per comunicare informazioni è il suo stesso corpo, in grado di esprimersi attraverso gesti e suoni. Per migliaia di anni la trasmissione delle conoscenze tramandate da generazione in generazione ha permesso all’uomo di mantenere ciò che era stato appreso in precedenza e quindi di evolvere.

Nel tempo insieme all’uomo anche gli strumenti (media) si sono evoluti, per esempio con l’invenzione della scrittura, ma i canali di trasmissione dell’informazione sono sempre rimasti gli stessi: la vista e l’udito. Anche ai giorni d’oggi la natura dei media si fonda su testo scritto e immagini (vista) e sui suoni (udito). Dai papiri agli ipertesti del web, dai graffiti ai filmati, dalla voce umana ai suoni registrati su supporti più moderni, la natura dei media è rimasta sostanzialmente inalterata.

Con la stampa si è assistito alla comparsa dei mass media o dei mezzi di comunicazione di massa (fine del XV secolo). Alla fine del XIX secolo sono comparse le registrazioni audio, seguite dal cinema come mass media visivo (inizio del 1900 circa), dalla radio (1910) come primo mezzo di trasmissione veloce a distanza e dalla televisione (1950 circa). Nei tempi recenti abbiamo vissuto la comparsa di internet (dal 1990 circa) con i suoi ipertesti, la trasmissione ultraveloce di contenuti audio e visivi.

Nel post “I media e la visione della realtà” abbiamo visto che di solito un media di massa è un’organizzazione complessa di persone e mezzi con l’obiettivo di divulgare informazioni a molte persone attraverso uno o più canali. Il ruolo dei media di massa dovrebbe essere quello di informare le persone/cittadini sui fatti, in modo da permettere loro di comprendere la realtà e vederla per quella che è. Questo in quanto le nostre scelte e quindi le nostre azioni dipendono dalla nostra visione della realtà.

I media comunicano informazioni che influenzano la nostra visione della realtà e che quindi influenzano le nostre decisioni. Questo è stato dimostrato dalle numerose ricerche psicologiche e sociali relative alla comunicazione e ai mass media. Per tutto il 20° secolo fino a oggi si sono studiati gli effetti dei media sul pubblico, la loro influenza e la loro persuasione.

Si è scoperto per esempio come i media possono influenzare in base alle scelte delle notizie comunicate e allo spazio a loro concesso (agenda setting). In sostanza l’idea è che la gente pensa agli argomenti che le vengono suggeriti dai mass media, che decidono gli argomenti e lo spazio da dedicare in base alle pressioni cui sono sottoposti. Maggiore è l’importanza che i media dedicano alla questione, maggiore è il riconoscimento pubblico che l’argomento presentato riceve. I mass media non riflettono la realtà, ma piuttosto la filtrano e la modellano, concentrando la loro attenzione su pochi temi scelti e facendo credere al pubblico che siano i più importanti, distogliendola da altri temi scomodi per farli scomparire oltre l’orizzonte del pubblico.

Si è scoperto che i media rafforzano facilmente le opinioni esistenti, mentre solo una piccola percentuale di pubblico è portata a cambiare opinione, più per effetto degli opinion leader che per i media stessi. L’opinion leader è un utente attivo dei media che interpreta il significato o il contenuto dei messaggi mediatici per utenti che hanno fiducia in lui (es: perché lo considerano più competente su un dato argomento).

Inoltre si è scoperto che una persona singola è disincentivata dall’esprimere apertamente e riconoscere a sé stessa un’opinione che percepisce essere contraria all’opinione della maggioranza per paura di riprovazione e isolamento da parte della presunta maggioranza (spirale del silenzio). Il contemporaneo, ridondante e contorto afflusso di notizie da parte dei media può, col passare del tempo, causare un’incapacità nel pubblico nel selezionare e comprendere i processi di percezione e di influenza dei media e provocando così la spirale del silenzio. Oltre a generare nel pubblico omologazione e conformismo.

Infine negli anni 90 del secolo scorso si è verificato l’effetto del framing (inquadrare, porre una questione dentro una cornice determinata), un’operazione concettuale e linguistica in cui il senso delle parole non indica solo il senso delle cose di cui si sta parlando, ma lo orienta e lo “inquadra” dando o togliendo dalle cose certe loro qualità (Noblejas, 2006).

“Possiamo definire framing come il processo di cogliere alcuni degli elementi di una realtà percepita e di assemblarli in una narrazione che sottolinea le connessioni fra di loro, allo scopo di promuovere un’interpretazione particolare” (Entman). Il framing funziona e visti gli effetti e le implicazioni politiche e commerciali è oggetto di studio tutt’oggi.

Come probabilmente ti sarai accorto, è facile trovare parallelismi tra questi studi e la retorica, l’arte del discorso pubblico, e non a caso. Perché in fondo è quello di cui stiamo parlando, sempre di discorso pubblico, di comunicazione di informazioni, di modulare l’informazione per lavorare sui meccanismi psicologici e sociali umani. Con l’unica differenza che il discorso pubblico oggi è mediato dai mezzi di comunicazione sociale, con tutti i limiti e le caratteristiche che questi mezzi portano con sé.

Ed è per tutto quello che abbiamo visto finora che i media sono inevitabilmente oggetto di interesse da parte di chi vuole manipolare le persone, in quanto controllando i media e l’informazione che diffondono, si influenza e manipola la visione della realtà di lettori/spettatori, quindi si influenzano le loro scelte e i loro comportamenti. Arrivando in questo modo anche a indurre le persone a prendere decisioni contrarie al loro interesse, ma favorevoli agli interessi di chi i media li possiede o li controlla.

Non a caso negli ultimi trent’anni i media si sono concentrati nelle mani di pochi proprietari, di solito grandi gruppi privati, di solito poco interessati a produrre buona informazione. I mass media oggi sono di proprietà o sono influenzati da una ristretta élite che mira ai propri interessi.

Ecco cosa sono i media, i mass media oggi.

A presto ;D

I 9 sensi e il flusso

Mario - Attribution-ShareAlike

Nei post “I 7 sensi” (1 e 2) abbiamo visto come noi esseri umani percepiamo e interagiamo con la realtà attraverso i nostri sensi, attraverso di essi riceviamo il continuo flusso di informazioni che il nostro cervello traduce in visione, suoni, sapori, eccetera con cui delineiamo il mondo intorno a noi.

Oggi voglio riproporti i temi di quei post aggiornati nel quaderno “I 9 Sensi e il Flusso”. Lo puoi scaricare gratuitamente insieme agli altri quaderni registrandoti attraverso il link nella barra qui a fianco o nella pagina dei “Quaderni di ViteConsapevoli”. Riceverai direttamente nella tua posta elettronica i link per scaricarli, saranno sempre a tua disposizione, anche gli aggiornamenti futuri, e quando verranno pubblicati altri quaderni li riceverai altrettanto comodamente.

Questo è un estratto:

I 9 sensi e il flusso

La realtà intorno a noi è fatta di cose, il mondo è come vediamo la realtà attraverso i nostri sensi. I sensi ci mostrano aspetti della realtà, portano al cervello flussi di informazioni: dalla visione della pioggia fuori dalla finestra alla lettura di un libro, dal profumo del cibo alla lettura del linguaggio corporeo dei propri simili, dal trillo del cellulare alle carezze della persona amata.

Informazione è qualunque stimolo che attraverso i nostri sensi raggiunge il cervello. Informazione è qualunque notizia o testimonianza che riceviamo attraverso la comunicazione, in qualunque forma si svolga, informazione sono i dati in un archivio, ciò che capiamo e percepiamo del mondo intorno a noi, gli eventi e le tracce che lasciano, le intuizioni e le scoperte compiute da ognuno di noi. E molto altro ancora.

I sensi sono nove. Sì, proprio nove, dico sul serio. Sono sensi tutti gli organi che ci permettono di interagire con la realtà, quindi:

  1. la vista
  2. l’udito
  3. il tatto
  4. l’olfatto
  5. il gusto
  6. il senso dell’equilibrio
  7. la propriocezione (senso posturale)
  8. la termopercezione
  9. e la nocicezione (senso del dolore).

La vista

I nostri occhi hanno la capacità di tradurre la luce attorno a noi in immagini. La luce è un flusso di onde elettromagnetiche la cui lunghezza d’onda determina il colore delle cose che ci circondano. Ogni oggetto colpito dalla luce, ne assorbe una parte, il restante viene riflesso e quando raggiunge i nostri occhi, l’onda luminosa stimola la retina (più di cento milioni di recettori), l’organo deputato a tradurre lo stimolo in impulsi elettrici, il linguaggio del cervello. Attraverso il nervo ottico gli impulsi raggiungono il cervello dove vengono elaborati in immagini.

Così sembra facile, vero? In effetti non lo è.

L’occhio è lo strumento che raccoglie lo stimolo luminoso, ma la mente è quello che lo traduce nella visione e in molto altro. Gli occhi sono straordinari, ma hanno molti limiti di cui normalmente non ci rendiamo conto. Se ti dicessi che l’immagine che colpisce la retina è rovesciata, sopra-sotto, destra-sinistra? E che è il cervello che la “raddrizza”. Sai che le nostre retine hanno un punto cieco? Sai che una buona parte del nostro campo visivo in realtà non è “a fuoco”?

È il cervello che compensa, ma fa ben altro: mentre tu guardi ti fornisce il senso della profondità, cioè traduce le immagini dei singoli occhi in un’immagine tridimensionale, a cui aggiunge la percezione prospettica, cioè a seconda delle dimensioni di un oggetto o di una persona ne interpreta la distanza, attività che può dar vita a interessanti illusioni visive. Inoltre il cervello riconosce i contorni delle cose e le identifica, riconosce i movimenti e i tratti dei volti, la loro espressività e l’emotività che esprimono. E molto altro.

L’udito

Il suono non è altro che un flusso di onde sonore, cioè di onde di energia generate dalla vibrazione di un corpo che si propagano attraverso l’aria e hanno frequenze percepibili dall’orecchio umano, l’organo preposto a udire. Quando le onde sonore colpiscono il padiglione auricolare, vengono convogliate nell’orecchio interno, amplificate e trasformate in impulsi elettrici dalla coclea. Attraverso il nervo acustico, gli impulsi raggiungono quelle aree del cervello che si occupano di tradurli in informazioni comprensibili. La memoria ci aiuta a identificare il suono.

Anche per l’udito il vero organo sensoriale è il cervello e non l’orecchio. Il nostro cervello riconosce direzione e distanza del suono confrontando gli impulsi provenienti dai due timpani, ne valuta l’intensità e la lunghezza d’onda, è capace di riconoscere echi e distorsioni. In presenza di parole il cervello non si limita a interpretare il messaggio, ma valuta anche il tono, il volume, il timbro con cui vengono dette, la velocità e le pause di chi parla e in presenza di informazioni visive le collega alla postura, all’espressività del viso e così via.

L’olfatto

Percepire odori significa riconoscere le sostanze volatili che entrano nel naso. Nella parte più alta del nostro naso, l’epitelio olfattivo, un tappeto di recettori interagisce chimicamente con le sostanze presenti nell’aria che inspiriamo anche in quantità molto piccole e traduce l’informazione chimica in impulsi elettrici destinati al cervello.

Questi raggiungono aree speciali del cervello capaci di interpretarli, hanno accesso privilegiato alla memoria e sono capaci di attivare ricordi remoti e le emozioni legati a essi. Questo perché il sistema olfattivo è collegato in modo diretto con l’ippocampo, che gestisce la memoria, con l’amigdala e il sistema limbico, che invece governano le emozioni.

Il Gusto

Quando mangiamo o beviamo un fiume di sostanze vengono a contatto con le papille gustative presenti sulla lingua e in altre parti della bocca. Questi piccoli organi contengono cellule specializzate capaci di riconoscere i composti chimici, sali, zuccheri, acidi e molto altro e quindi di riconoscere i gusti a loro associati: salato, dolce, aspro, amaro e umami. Le papille trasformano le reazioni chimiche di interazione in impulsi trasmessi attraverso i nervi della lingua fino al cervello.

Lo scopo principale del gusto è riconoscere i cibi commestibili, non dimentichiamo che il modo più veloce per avere problemi di salute è quello di ingerire sostanze tossiche o nocive. Se l’olfatto non ci avverte, il gusto è l’ultima difesa.

Il Tatto

Dopo vista il tatto è il principale strumento di percezione del mondo attorno a noi e non a caso risiede nella pelle. In ogni sua parte, la pelle è dotata di cellule sensibili alla pressione che traducono il contatto in impulsi elettrici trasmessi al cervello attraverso i nervi. Così sembra semplice, ma non lo è affatto.

Il tatto significa contatto, significa esperienza diretta, corpo a corpo, intimità. Chiudi gli occhi e immagina di non poter vedere. Come scopri il mondo intorno a te? Toccando gli oggetti, leggendone i contorni, toccando le persone, i volti, usando bastoni come prolungamento per percepire gli ostacoli sul tuo cammino. Ora apri gli occhi e pensa alle persone con cui hai contatti, che tocchi nella tua giornata, nella tua vita. Tua moglie, tuo marito, la tua fidanzata, tua madre, i tuoi figli, le tue amiche, i tuoi amici. Ora pensa a come li tocchi. Non parlo di sesso, intendo quando e come vi toccate. Toccarsi significa instaurare un contatto, un rapporto.

Il flusso

Quindi i sensi che madre natura ci ha fornito sono nove e noi percepiamo la realtà attraverso loro: le informazioni arrivano dal mondo intorno a noi, passano attraverso i sensi e giungono al cervello, capace di elaborarle a velocità sorprendenti.

Ora, ti sei mai chiesto quante informazioni riceviamo ed elaboriamo ogni giorno?

Ogni singolo istante, il mondo ci inonda con un flusso continuo di stimoli sensoriali. Viviamo in un flusso di informazioni che ci avvolge come un vento di parole, immagini, odori, e così via. La nostra mente cosciente percepisce solo una piccola parte del flusso di informazioni, la maggior parte lo ignora, lo delega all’inconscio, perché non ha il tempo per considerare e valutare una a una tutte le informazioni che la raggiungono.

Il nostro cervello è dotato di strumenti di analisi veloci ed efficaci che non si limitano a individuare cosa è importante e ad attirare l’attenzione delle mente conscia su certe informazioni. Il cervello vaglia tutte le informazioni secondo categorie e priorità, e se possibile applica a ognuna delle vere e proprie “scorciatoie”, schemi mentali profondamente definiti nel nostro cervello.

Provo a spiegarmi meglio.

Cammini per strada con un amico, state parlando. La tua mente è “focalizzata” in buona parte sul discorso, sulle parole, sul tono della voce, sul volto, sulla gestualità. D’altra parte non solo camminate, ma evitate gli altri passanti, vi fermate agli incroci e riconoscete lo stato del semaforo, vi soffermate ai passaggi pedonali e scegliete il momento per passare. Lanciate uno sguardo alla scollatura della ragazza che sistema la vetrina o al didietro del ragazzo che sta aprendo il lucchetto della bici, vi orientate fino al ristorante in cui mangerete.

Tutte queste attività “secondarie” sono quasi automatiche perché la nostra mente riceve ed elabora tutto quello che vediamo, ascoltiamo, riceviamo attraverso i sensi. Proprio tutto. Anche se ne siamo a malapena coscienti o del tutto incoscienti.

Il resto lo puoi trovare nel quaderno “I 9 Sensi e il Flusso”. Scaricalo gratuitamente insieme agli altri quaderni registrandoti attraverso il link nella barra qui a fianco o nella pagina dei “Quaderni di ViteConsapevoli”. Riceverai direttamente nella tua posta elettronica i link per scaricarli, saranno sempre a tua disposizione, anche gli aggiornamenti futuri, e quando verranno pubblicati altri quaderni li riceverai altrettanto comodamente.

Buon lettura e a presto ;D

I Quaderni di ViteConsapevoli

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Quando ho ripreso in mano il vecchio blog mi sono chiesto: come posso offrirti contenuti di valore?

Ho buttato giù diverse risposte. Una è “riprendere” i vecchi quaderni tematici che avevo pubblicato gli anni scorsi. Alcuni sono stati molto apprezzati, quindi ho deciso di trasformare i quaderni in miniguide utili a chi non ha mai approfondito gli argomenti trattati da ViteConsapevoli.

Seguendo i suggerimenti di alcuni lettori, ho rieditato i quaderni già pubblicati e revisionato la pagina dedicata. Ora i quaderni sono scaricabili facilmente attraverso una registrazione, come spiegato più sotto. Lo scopo della registrazione è poter rimanere in contatto con te per offrirti comodamente le prossime pubblicazioni.

Ho deciso completare le 3 collane a tema: Informazione, Consapevolezza e Scelte, come progettato a suo tempo, ma rivedendone forma e contenuti, anche più volte. Quindi non sorprenderti se ti proporrò aggiornamenti dei quaderni già pubblicati arricchiti di nuovi contenuti.

Spero troverai interessanti questi miei Quaderni e spero ti siano d’aiuto nelle tue ricerche e nel tuo cammino.

Perché dovresti spendere il tuo tempo per leggerli?

Perché trattano di aspetti della vita e della realtà importanti ma che difficilmente ci insegnano sui banchi di scuola. Prova a leggere il primo dei vecchi quaderni, clicca sull’immagine qui sotto:

A chi appartengono i giornali

I quaderni pubblicati finora sono:

  1. A CHI APPARTENGONO I GIORNALI ITALIANI?

I giornali di proprietà di un privato o di un gruppo di privati non hanno come primo obiettivo quello di informare i propri lettori paganti, ma fare profitto. E quando un giornale viene comprato da un’azienda o da un gruppo la cui attività principale non riguarda l’informazione, il media diventa uno strumento che usa l’informazione per altri scopi, principalmente per influenzare le persone. Se conosciamo chi è l’editore, o chi siede nel consiglio di amministrazione dei giornali o delle aziende a cui appartengono, allora possiamo comprendere anche quali sono i veri interessi dietro al giornale e alla sua linea editoriale.

  1. I 9 SENSI E IL FLUSSO

L’uomo percepisce e definisce la realtà che lo circonda con i sensi che l’evoluzione gli ha fornito. Nello stesso modo acquisisce le informazioni: dalla visione della pioggia fuori dalla finestra alla lettura di un libro, dal profumo del cibo alla lettura del linguaggio corporeo dei propri simili, dal trillo del cellulare alle carezze della persona amata. Informazione è qualunque stimolo che attraverso i nostri sensi raggiunge il cervello. Informazione è qualunque notizia o testimonianza che riceviamo attraverso la comunicazione, in qualunque forma si svolga, informazione sono i dati in un archivio, ciò che capiamo e percepiamo del mondo intorno a noi, gli eventi e le tracce che lasciano, le intuizioni e le scoperte compiute da ognuno di noi. E molto altro ancora.

  1. METTI A FUOCO LA VITA

Ogni istante la realtà ci inonda con un flusso continuo di stimoli sensoriali. Viviamo in un flusso di informazioni che ci avvolge come un vento di parole, immagini, odori e molto altro. La nostra mente cosciente percepisce solo una piccola parte del flusso, la maggior parte lo delega all’inconscio perché non ha le risorse né il tempo per considerare e valutare una a una tutte le informazioni che la raggiungono. L’attenzione è la messa a fuoco della mente su un particolare stimolo sensoriale, la temporanea importanza che la nostra mente dedica a una parte del flusso. Ciò su cui focalizziamo la nostra attenzione influenza i nostri stati d’animo e determina l’esperienza della nostra vita.

  1. CIO’ CHE SPINGE L’UOMO

Cosa ci fa agire? Cosa ci fa scegliere un’alternativa piuttosto che un’altra? Cosa ci attrae e pretende soddisfazione? La nostra vita è un cammino di scelte, facili e difficili, rischiose o insignificanti, certe volte giuste e altre sbagliate, scelte che talvolta ci premiano e altre volte ci fanno soffrire. Tutte queste scelte ci hanno reso quelli che siamo. Noi siamo la somma delle decisioni che abbiamo preso fino ad oggi. Cosa determina le nostre decisioni?

  1. PROBLEMI E SCELTE

I problemi fanno parte della vita e non è possibile eliminarli perché sono in realtà necessità che dobbiamo soddisfare, desideri che cerchiamo di esaudire, ostacoli tra noi e i nostri obiettivi. I problemi richiedono decisioni per essere risolti o superati, viceversa le decisioni sono la chiave per risolvere i problemi che la vita ci mette di fronte. Problemi uguale scelte da compiere. Quali sono le strategie efficaci per prendere le decisioni migliori e risolvere i nostri problemi?

  1. I MITI DEL CAPITALISMO

Oggi possiamo dirlo senza timore di sbagliare o di smentite: il capitalismo è il sistema economico-sociale che ha prevalso. Ha prevalso anche sulla cultura e sulla società umana. Per riuscirci ha usato e manipolato la comunicazione, alterato il linguaggio e la cultura, diffondendo miti e menzogne per giustificare se stesso e le proprie azioni.

  1. SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

Ciò che introduciamo nel nostro corpo non solo ne assicura la sopravvivenza e la vita, ma diventa parte di noi. Quindi dobbiamo fare attenzione a quello che mettiamo in tavola e soprattutto a quello che mettiamo in bocca. L’eccesso di cibo, specialmente di cibo industriale, e un’alimentazione sbilanciata colpiscono la nostra salute. Dobbiamo smettere di essere consumatori passivi. Dobbiamo essere noi a decidere cosa mangiare.

Che ne pensi? Ti interessano?

Per scaricare questi quaderni e ricevere le prossime pubblicazioni, clicca sul link qui sotto:

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Verrai diretto alla pagina di iscrizione, dove ti verrà chiesto di inserire la tua mail e di accordare la tua autorizzazione.

Dopo averti inviato i link per scaricare i quaderni, la mail che hai lasciato verrà usata solo per spedirti le prossime pubblicazioni e occasionali informazioni sul blog.

La tua mail è al sicuro. Non è mia intenzione disturbarti o riempirti la posta di spam. Odio lo spam quanto te. In ogni momento potrai disiscriverti cliccando sull’apposito link in fondo alle mail che riceverai.

I prossimi Quaderni in programma saranno dedicati a:

  1. Valutazione delle fonti di informazioni e dei media
  2. Manipolazione dell’informazione
  3. Persuasione
  4. Credenze e Convinzioni

Quando verranno pubblicati, se ti sarai registrato riceverai la comunicazione e il link per scaricarli nella tua casella di posta. E se me lo permetti ogni tanto ti informerò anche sugli aggiornamenti più significativi del sito.

Cosa ne pensi?

Se hai consigli non esitare a lasciare un commento o a scrivermi.

Grazie e a presto ;D

Fonti Attendibili

Stasera introduciamo un aspetto fondamentale dell’informazione: l’attendibilità delle fonti e dell’informazione. E ripartiamo da quello che avevamo anticipato nel post “Fonti da cui abbeverarsi”. Ricordi?

Una fonte di informazioni è in sostanza una persona, un’attività o il prodotto di un’attività umana che mira a comunicare informazioni dietro compenso o gratuitamente. Può essere la vicina di casa, il servizio di un’agenzia di stampa, oppure un qualunque media (tv, giornali, blog o siti web). Una fonte è caratterizzata da affidabilità, frequenza, specializzazione, argomento.

La prima domanda che dovremmo farci quando apriamo un giornale, un sito, ci sediamo davanti alla tv è: “quanto è affidabile la fonte?”. Quando la nostra vicina ci racconta i fatti della famiglia del piano di sopra, noi la conosciamo e sappiamo che ama arricchire i suoi racconti e mettere zizzania, perciò siamo scettici su quello che racconta. Quando invece leggiamo il giornale o guardiamo la tv spesso siamo poco critici e presumiamo che le informazioni siano affidabili a priori, solo perché le dà l’elettrodomestico luminoso con le persone dentro.

Nello stesso modo con cui pesiamo le parole di uno sconosciuto, dobbiamo diffidare delle fonti di informazioni. Questo significa porsi una serie di domande tipo “come e dove prende le informazioni?”, “chi è il proprietario della fonte?”, “chi è l’autore?”, “qual è la linea editoriale?” e via dicendo. Questo significa anche verificare le informazioni, per esempio confrontandole con fonti affidabili per controllarne la correttezza e la completezza. In breve questo significa applicare il nostro senso critico alla fonte non meno che all’informazione, perché questa influenza o determina le nostre scelte.

Cosa sia il senso critico lo sappiamo, ricordi? Il senso critico è la capacità di analizzare e valutare la realtà. Ne abbiamo parlato in un post recente molto interessante, “Il senso critico”. In caso di dubbi ti invito a rileggerlo.

Andiamo al punto: cosa si intende per fonte affidabile? Quando e perché riteniamo una fonte affidabile?

Consideriamo un fonte affidabile quando possiede uno o più dei seguenti requisiti:

  1. Serietà: una fonte è affidabile quanto più le sue informazioni sono accurate, aggiornate, approfondite, ben contestualizzate e soprattutto quanto più le sue informazioni risultano vere;

  2. Coerenza: una fonte è affidabile quanto più è coerente, priva di contraddizioni e di errori;

  3. Riconoscimento sociale: una fonte è affidabile quanto più l’autore dell’informazione è autorevole (con autorevolezza si intende di solito il presunto grado di esperienza), quanto più è autorevole la fonte stessa e quante più persone la consultano;

  4. Completezza: una fonte è affidabile quanto più le informazioni che fornisce sono articolate, tengono conto di punti di vista diversi, sono identificabili per data e autore e contengono rimandi ad altre fonti affidabili;

  5. Imparzialità: una fonte è affidabile quanto più è neutrale, non è orientata o allineata, non cerca di convincerti e non ha interessi diretti o indiretti sull’oggetto dell’informazione;

  6. Chiarezza: una fonte è affidabile quanto più è comprensibile e chiara nel trasmettere l’informazione;

  7. Rapidità di accesso: una fonte è affidabile quanto più è efficace ed efficiente nella trasmissione dell’informazione, quanto più facile e veloce è l’accesso e la consultazione;

  8. Identificabilità: una fonte è affidabile quanto più è identificabile la sua posizione e il suo pensiero relativo all’argomento o all’informazione che propone.

Più requisiti possiede la fonte, maggiore è la sua affidabilità, viceversa non è affatto detto che una fonte con molti requisiti sia affidabile. Se consideriamo uno a uno i requisiti sopra elencati, è facile capire come una fonte possa dimostrare almeno a una prima valutazione di possedere diversi dei requisiti sopracitati. Per esempio, una grande quantità di informazioni non è sinonimo di affidabilità, nè lo è la sola autorevolezza, l’identificabilità e così via.

Come possiamo essere certi dell’affidabilità di una fonte?

Non possiamo essere certi al 100% di una fonte, ma possiamo verificare la sua affidabilità attraverso una valutazione. Quando ci troviamo di fronte a una fonte di informazioni è fondamentale non limitarsi a una valutazione superficiale. Maggiore è la nostra conoscenza di una fonte e migliore sarà la nostra valutazione sulla sua affidabilità. Quindi la valutazione della fonte è fondamentale e non deve limitarsi al primo contatto, ma deve essere ripetuta nel tempo con costanza.

Come si valuta una fonte?

Sostanzialmente applicando il nostro senso critico, nella pratica ponendo le giuste domande e cercandone le risposte. Stasera mi sono molto dilungato, per questo ne parleremo in modo approfondito nel prossimo post sull’argomento. Nel frattempo ti offro una domanda: una fonte affidabile lo è sempre, per tutte le informazioni, su tutti gli argomenti?

Ti invito a considerarla con attenzione, la risposta è piuttosto importante. Grazie dell’attenzione e a presto ;D

Orientarsi in un mare di menzogne

Ti piace il titolo provocatorio? Quello originale era “Orientarsi nel mare dell’informazione”, poi mi reso conto che il mare dell’informazione è una sfida sia per la quantità di informazioni a disposizione, sia per il rumor bianco che disturba e distoglie, ma soprattutto per l’affidabilità delle informazioni.

Con questo post riprendiamo i nostri approfondimenti sui media e le fonti di informazioni a cui noi cittadini ci affidiamo per conoscere quello che accade, per capire e per prendere le nostre decisioni.

Ognuno di noi esseri umani vede il mondo attraverso i propri sensi, non possiamo conoscere quello che accade oltre i limiti dei nostri sensi se non grazie a strumenti che li ampliano (es: telecamere, registrazioni, ecc) o qualcun altro che ce lo racconta: i testimoni diretti di quello che accade, oppure un tramite che riporta il racconto dei testimoni. I media sono i tramite che ci permettono di conoscere quello che accade, giornali, tv, internet, radio e così via.

Qual è il punto?

L’informazione ci permette di conoscere, il mondo e gli eventi, e di agire di conseguenza, di scegliere cosa fare e come farlo. È intuitivo che sapere più e prima degli altri ci permette di agire meglio e prima, di avvantaggiarci rispetto agli altri. Altrettanto intuitivo è comprendere che manipolare l’informazione che gli altri ricevono, permette di manipolare la loro realtà e quindi le loro scelte. L’informazione è potere. Chi controlla l’informazione ha questo potere.

Lo sappiamo ed è per questo che diffidiamo degli altri, di ciò che ci dicono. Se qualcuno non è credibile ai nostri occhi non accettiamo o consideriamo quello che dice. Dal vicino sbruffone, al commesso incompetente, alla zia fantasista, fin dal primo incontro valutiamo l’affidabilità di chi abbiamo davanti. Questo perché da bambini abbiamo imparato cos’è la menzogna e come si può modificare il comportamento degli altri modificando le informazioni che forniamo loro. Gli adulti mentono fin da bambini. Perché ci avvantaggia socialmente.

Lo sappiamo eppure spesso lo dimentichiamo. I media sono sistemi, strumenti per diffondere informazioni, eppure non diffidiamo adeguatamente di loro, di solito per motivi irrazionali. Ci fidiamo della scatola che parla, piena di immagini che non smettono mai di scorrere e persone che non smettono mai di parlare. Perché?

Non “perché ci fidiamo?”, domanda complessa che approfondiremo in un altro post, ma “perché non diffidiamo?”. Non solo dovremmo chiederci chi è colui o colei che scrive sul giornale o sul sito web che stiamo leggendo, quanto affidabile è il giornalista, conduttore o chi altri sta parlando dallo schermo televisivo. E questo solo per iniziare. Dovremmo chiederci a chi appartiene il media? E’ pubblico o privato? Qual è la linea editoriale del giornale e della televisione? Chi la decide? Chi lo conduce? Come guadagna, chi lo finanzia? In quali modi raccoglie le informazioni? E molte altre ancora.

Dalle risposte a queste domande scopriremmo che la maggior parte dei media appartiene a privati o organizzazioni come partiti, banche, industriali; che le linee editoriali sono decise dal consiglio di amministrazione secondo gli interessi privati della proprietà; che il primo obiettivo del media non è informazione, ma guadagnare per esempio raccogliendo inserzioni pubblicitarie, o altro ancora. Ti invito a leggere questi post: A chi appartengono i giornali uno, due, tre e quattro o a scaricarti questo ebook. Sono dedicati ai giornali, ma offrono un’idea precisa del problema principale dei media oggi.

I media sono organizzazioni costose che appartengono a privati che li usano per obiettivi e interessi privati, in primis influenzare i cittadini che li utilizzano. Inoltre i media non offrono informazioni di prima mano, ma nella maggior parte dei casi offrono informazioni fornite da fonti istituzionali, da sempre la prima fonte di informazione, o da agenzie di stampa che si occupano della raccolta e della preparazione della notizia/informazione.

Quindi perché dovremmo considerare affidabili i media?

Non dovremmo, anzi non dobbiamo.

Quindi da dove attingiamo le informazioni?

Domanda di non facile risposta a cui cercheremo di rispondere nei prossimo post sull’informazione. Per stasera ci fermiamo qui.

Se hai opinioni o consigli non esitare a lasciare un commento.

Grazie e a presto ;D


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