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Articoli con tag ‘giornalismo’

Il tradimento dei giornalisti

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Stasera vorrei condividere con te una semplice riflessione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’acuirsi della propaganda attraverso i media pubblici e privati.

Se qualcuno ha dubbi in proposito lo invito a ricostruire la campagna elettorale Usa: il lungo confronto tra Trump e la Clinton ha visto la quasi totalità dei media occidentali al fianco della Clinton; oppure a rammentare la lunga campagna elettorale di Renzi e soci per il referendum costituzionale, durante la quale giornali e tv italiane pubbliche e private hanno cercato di convincerci a votare Si o a non votare affatto. Se ancora non fosse sufficiente lo inviterei questo qualcuno a rammentare i titoli sulla guerra in Siria, vere e proprie campagne mediatiche a sostegno della politica estera Usa, che troppo spesso sono andate oltre il confine della menzogna.

Non possiamo fare altro che constatare l’uso sistematico ed esteso dei media per scopi molto diversi da quelli dell’informazione del lettore/spettatore/ascoltatore. Da un lato abbiamo media pubblici oggetto dell’influenza e del controllo della politica, sfacciatamente evidente in Italia, dall’altro abbiamo media privati nelle mani di gruppi, corporation, banche e industriali con il principale e di solito unico obiettivo di soddisfare soci, proprietari, inserzionisti.

Ad ogni costo, senza alcun ritegno o scrupolo verso i cittadini paganti. E senza alcun rispetto dei principi del giornalismo.

Penso quindi sia opportuno chiedersi: che fine hanno fatto i giornalisti del mondo occidentale?

Mentre i media sprecavano la loro credibilità in campagne di propaganda a sostegno della maggioranza politica, dello status quo, dell’Ue o degli Usa, dell’agenda delle lobbies e dei potenti di turno, i giornalisti dov’erano?

Chi firmava gli articoli senza vergogna? Chi taceva davanti alle menzogne di politici, autorità e stati alleati? Chi non osava chiedere conto dell’ovvio? Chi manipolava il linguaggio e chi privilegiava le opinioni ai fatti? Dov’erano i principi del giornalismo, guardiano del potere in nome dei cittadini?

La risposta è semplice: obbedivano al loro padrone.

Quindi quale credibilità hanno costoro?

Nessuna.

Il giornalismo è morto, ucciso dalla propria vigliaccheria.

La stampa e i poteri finanziari

Bentrovato. Hai passato delle buone ferie? Sei pronto a riprendere il cammino?

Ebbene stasera vorrei parlare con te di stampa e di controllo dei poteri finanziari.

Ti sei mai chiesto perché la finanza è così noiosa e inavvicinabile?

Perché i giornalisti non spiegano la finanza come meriterebbe?

Il video in alto che ti propongo è uno degli incontri/conferenze che si è tenuto questa primavera al festival internazionale del giornalismo a Perugia. Ti invito ad ascoltarlo tutto per la ricchezza di spunti di riflessione.

E’ vero che la stampa è il cane da guardia del mondo economico-finanziario?

Oggi che il potere finanziario domina il mondo, sovrastando perfino il potere politico, c’è un controllo e un’informazione corretta e sufficiente che permetta ai lettori e ai cittadini di capire cos’è e come funziona la finanza mondiale?

No. La risposta è no.

I fatti degli ultimi anni, dal 2008 a oggi, dimostrano come giornali e media fanno di tutto per nascondere o manipolare le notizie sgradevoli a banche e finanza, mentre fanno molto poco per rendere più chiari e comprensibili i fatti e il linguaggio della finanza.

 Forse perché i giornali e le tv sono nelle mani delle banche, della politica e degli industriali e non c’è un consiglio di amministrazione senza un rappresentante del mondo finanziario.

Come dici?

Sì, hai ragione, in realtà c’è poco da stupirsi. L’Italia è il paese che non punisce affatto i reati dei colletti bianchi, specialmente quelli economici, e se perfino la politica si inchina di fronte agli interessi delle classi dirigenti e della finanza, come possiamo aspettarci che la stampa riesca a tenere sotto controllo il potere?

Ma a livello internazionale?

Lo stesso.

Dopo gli annunci roboanti con cui la grande politica ha promesso che non avrebbe mai più permesso un altro collasso dell’economia provocato dalla speculazione finanziaria, ebbene siamo tornati come prima. I soldi pubblici dati alle banche per tenere in piedi il sistema finanziario sono stati utilizzati per la speculazione e si è scaricata la responsabilità sulla finanza pubblica.

Com’è possibile questo?

Grazie alla propaganda che stampa e media diffondono giorno dopo giorno, grazie alla copertura o alla distorsione dei fatti che il giornalismo e i media allineati sistematicamente compiono.

Perché questo avviene?

Perché gli editori non sono solo editori e i media appartengono di fatto alle classi dirigenti, e queste o fanno parte del mondo finanziario, o fanno affari con, o sono influenzabili o manipolabili dal mondo finanziario che, lo ripeto, ormai domina la politica.

Ti invito ad ascoltare le parole di Nunzia Penelope intorno al 65simo minuto, dove racconta la sua esperienza sul sistema di controllo dei media da parte della finanza, dell’industria e del potere in generale, della censura e autocensura.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto nella conferenza. Prendi appunti e verifica le informazioni presso altre fonti di informazioni affidabili.

Il festival del giornalismo di Perugia, ormai giunto all’ottava edizione, è una manifestazione internazionale dedicata al giornalismo e l’occasione per il mondo dell’informazione per incontrarsi e dibattere sui temi più caldi del giornalismo e dei media. Qui e qui puoi trovare il sito della manifestazione, qui puoi trovare la pagina di wikipedia che lo riguarda. Qui trovi la sua pagina di facebook e qui il suo canale di youtube con tutti i video delle manifestazioni.

Buona visione e a presto ;D

Cos’è successo al giornalismo italiano?


Buonasera a te. Stasera vorrei proporti un interessante video ricco di spunti di riflessione.

E’ l’intervento di Marco Travaglio al Festival Internazionale del Giornalismo sul suo nuovo libro, “Viva il re”, il cui protagonista è Napolitano l’attuale Presidente della Repubblica. Il libro delinea un presidente molto diverso dall’immagine diffusa dai media compiacenti, che spiega i perché e i percome delle azioni di un politico “navigato” che dopo una lunga carriera ha raggiunto la più alta carica e l’ha anche ottenuta due volte.

Ma più che sul libro, che ti invito comunque a leggere, vorrei attirare la tua attenzione sul ritratto che Travaglio fa del giornalismo italiano oggi. Con ironia e sarcasmo, ricostruisce i tratti di un giornalismo servo e corrotto, che senza vergogna ha condotto questo paese al declino culturale, distorcendo e censurando giorno dopo giorno la realtà a vantaggio della classe politica, delle classi dominanti e del potere.

Come negare che media e giornalisti sono di fatto corresponsabili della situazione che oggi vediamo?

Marco Travaglio è un giornalista e uno scrittore italiano. Ha lavorato per numerose testate giornalistiche, a partire dal Giornale di Idro Montanelli, e attualmente è vicedirettore del Fatto Quotidiano, collabora con l’Espresso e Micromega e con Servizio pubblico di Santoro. E’ autore di molti libri di successo, tutti saggi relativi alla politica, il potere e la giustizia, a partire da “L’odore dei soldi”, fino all’ultimo “Viva il re”. Qui puoi trovare il suo blog sul Fatto Quotidiano, qui la sua pagina su facebook, qui la sua pagina su Twitter. Qui puoi trovare cosa ne dice wikipedia, qui la sua scheda sul blog VoglioScendere che teneva con Peter Gomez e Pino Corrias. Qui trovi l’elenco dei suoi libri, qui la pagina di Liquida che lo riguarda.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto e a verificare le informazioni presso altre fonti affidabili.

Buona visione e a presto ;D

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