Ogni scelta modella la tua vita. Diventa consapevole delle tue scelte

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Uno sguardo al futuro

Oggi voglio proporti un video interessante e ricco di spunti di riflessione.

È l’intervento del sociologo Domenico De Masi alla Festa di Scienza e Filosofia del 2016 a Foligno che cerca di rispondere alla domanda: “che futuro ci attende?”. Attraverso i dati di economia, sviluppo tecnologico e sviluppo sociale offre una lunga serie di prospettive anche fuori dagli schemi che ti costringono a riconsiderare il tuo futuro.

De Masi non parla del futuro lontano, ma di quello imminente, del 2030, tra dodici anni.

Tra ottimismo e pessimismo, De Masi si chiede: quanto a lungo vivremo? Come vivremo? Come lavoreremo? Come cambierà la società? E la cultura? Quali saranno i principali sviluppi sociali? Quale sarà l’impatto sull’ambiente?

Ti invito ad ascoltare con attenzione e ad approfondire le informazioni e le prospettive più interessanti.

Ti consiglio anche di ascoltare con attenzione la seconda parte del video, quella delle domande del pubblico. Le risposte sono interessanti.

Domenico De Masi è professore di sociologia del lavoro presso l’università La Sapienza di Roma, è fondatore della S3–Studium e della SIT, ha pubblicato numerosi saggi tra cui “L’ozio creativo” e “Mappa Mundi”. Qui, qui o qui puoi trovare i suoi libri. Qui il suo sito web e qui la sua biografia. Qui trovi quello che riporta Wikipedia. Qui trovi la pagina del festival.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quello che viene detto. Usa la tua testa e non regalare la tua fiducia.

Buona visione

Come potrebbe essere il mondo

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Stasera vorrei condividere con te una riflessione che mi ha colto ieri mattina presto mentre ammiravo il paesaggio ricoperto di brina dietro casa mia, con sullo sfondo gli alberi e oltre il profilo delle colline imbiancate dalle recenti nevicate, mentre l’alba a poco a poco ridava voce ai colori e scacciava gli ultimi refoli di buio. Splendido.

Viviamo in un mondo incantevole. Nonostante noi esseri umani lottiamo per renderlo un inferno. Anzi lottiamo tra noi, indifferenti alle conseguenze delle nostre azioni e così facendo sfregiamo questo mondo di cui dovremmo avere massima cura.

Adesso dovrei parlare dell’ecosistema in pericolo, del conservare l’eredità destinata ai nostri figli, di quanta inutilità c’è nei nostri desideri e nelle nostre brame, dell’assurdità della fede del profitto fatto a ogni costo, a scapito di tutto e di tutti, perfino e soprattutto i nostri simili.

Invece parlerò della ricchezza, il mondo non ha mai avuto così tanta abbondanza come oggi, e della tecnologia talmente evoluta da offrire possibilità che 50 anni fa nessuno immaginava.

Il mondo ha la ricchezza e la tecnologia per costruire futuri da sogno. Per dare il minimo indispensabile a tutto il genere umano, per sanare le ferite che abbiamo inflitto alla terra e agli oceani, per realizzare la nostra vera natura, empatica e collaborativa, vivendo in pace e prosperità.

Invece viviamo in un’epoca misera.

Un’epoca di soprusi e di declino, di conflitti e menzogne, dominata da progetti di dominio e impero, dal disegno di un futuro ancora peggiore.

Assistiamo a cambiamenti sempre più veloci e profondi nella tecnologia e ai loro effetti sulla società, ma invece di dare forma a un futuro spettacolare, quello che guida l’establishment è il profitto, l’avidità, l’ossessione per il potere, il peggio dell’animo umano, disgregato, corrotto.

L’establishment impone ai popoli le sue paure, le sue tare mentali, la sua mediocrità. Il genere umano è costretto a soddisfare i sogni malati di vecchi infelici.

I popoli sono trattati come greggi, bestie da soma, schiavi. La tecnologia è usata per questo, per controllare i popoli sempre più numerosi e coscienti. Le società sono disgregate dai loro stessi vertici, mossi dalla paura e dalla follia.

E il futuro che si annuncia sarà cupo per l’umanità.

Vacanze estive

vacanze estive

Buonasera a te. Nelle ultime settimane avrai notato un calo della mia presenza sul blog. No, non è dovuto alle vacanze estive. Diciamo che è un periodo animato, soprattutto a livello lavorativo, e trovarsi a tarda ora davanti al monitor per scrivere un post interessante non è una cosa semplice, soprattutto quando sei stanco o preoccupato.

Il periodo turbolento non è ancora passato, ma le vacanze estive sono arrivate, in un modo o nell’altro. Quindi nelle prossime settimane non sarò molto presente, anzi sarò piuttosto impegnato a cambiare la rotta della mia vita.

Se riesco a ritagliarmi un poco di tempo posterò, la lista degli argomenti che voglio affrontare è molto lunga, ma non posso garantirtelo.

Tu, invece?

Andrai in vacanza? Sei già andato? Come scorre la tua vita?

Il futuro si prospetta cupo e interessante. Tu ne sarai coinvolto? Sarai costretto a cambiare il tuo stile di vita? A cambiare lavoro o residenza? Se non tu, i tuoi parenti o i tuoi amici?

Se hai voglia di raccontarti, non esitare a lasciare un commento.

Sarà un piacere. A me piace ascoltare le storie vere delle persone.

Buone vacanze e a presto ;D

ANDIAMO A VOTARE

voto d'inverno

Ci siamo. Domenica si vota, ma questo non è il solito voto politico, non è una scelta tra un partito e l’altro, ma che in fondo si somigliano troppo, e non è la scelta del meno peggio o del danno minore. Questo è un voto diverso, un voto che dall’estero seguono con attenzione e sai perché?

Esatto!

Ma i motivi sono due. Il primo è che chiunque esca vincitore da queste elezioni dovrà affrontare quello che Monti a lasciato: un’economia in recessione a causa dalla politica di austerità del precedente governo, per esaudire le richieste di questa Europa. Questo vincitore dovrà decidere se continuare sulla politica precedente, dimostratasi fallimentare nei fatti, o trovare un’alternativa, quindi ridiscutere gli accordi già presi, o perfino uscire dall’euro.

Il secondo motivo è proprio quello che hai detto: nonostante il silenzio o la disinformazione della quasi totalità di media tradizionali e allineati, qualcosa di diverso si è fatto strada in una campagna elettorale da farsa, qualcosa di nuovo a turbato la vecchia politica dei partiti, i cui vecchi “leader” fanno a gara a chi spara la “patacca” più grossa nella speranza di raccogliere voti a sufficienza per rimanere in sella. Sì, il Movimento 5 Stelle.

Aldilà dei comizi di Grillo, della sua presa emotiva sulla gente, abbiamo visto che il movimento non è Grillo, il movimento non è un partito, prende forza dalla partecipazione dei cittadini, comunica in modo diverso, propone soluzioni diverse ai problemi della gente e dello stato e, a volerla fare breve, fa una politica diversa.

Qualcosa di nuovo che ha già cambiato e per sempre il modo di far politica in questo paese, e ha già cambiato la percezione e il punto di vista di un numero grande e crescente di cittadini. Qualcosa di nuovo in momento critico che può cambiare il futuro.

Ma il prossimo passo che cambierà il futuro di questo paese passa dalla nostre mani, mie e tue, passa dalla nostra scelta, dal nostro voto domenica.

Sei pronto?

Hai già fatto la tua scelta?

No, non è mia intenzione convincerti a votare il M5S, la scelta è tua e ti invito a usare la tua testa, a ragionare con calma, informarti sulle alternative, sui programmi e sui curricula dei candidati.

Se mi permetti, già che ne stiamo parlando, ti invito anche a ignorare le promesse da venditore, perché difficilmente saranno mantenute, e ti invito a non votare un’ideologia, ma un programma che è un progetto politico. Ti invito a non scegliere sull’onda emotiva di un discorso e a ignorare le minacce di chi tenta di far leva sulla paura. E ovviamente ti invito a non votare chi ha già tradito le tue speranze e la tua fiducia.

In breve scegli con la tua testa, non farlo con le emozioni e spendi tempo per informarti.

Quello che ti chiedo è: vai a votare.

Perché dovresti?

Perché se non fai la tua scelta, se scegli di non votare, altri sceglieranno per te. E forse la loro scelta non ti piacerebbe. Perché votare significa esercitare la tua sovranità di cittadino. Perché votare significa poter cambiare il futuro, quello tuo, dei tuoi figli e della società di cui fai parte.

Grazie della pazienza e a presto ;D

VOTARE D’INVERNO

voto d'inverno

Questa sera ho deciso di proporti una riflessione su cui mi sono soffermato le scorse settimane, una riflessione che riguarda le imminenti elezioni.

Alla fine dell’anno appena concluso, il governo Monti si è dimesso senza discussione parlamentare e senza sfiducia parlamentare. Per la prima volta nella storia della repubblica italiana.

Non pensi ci sia qualcosa di strano in questo?

Non sono tre i poteri dello stato? E il parlamento? Non conta più nulla?

E la costituzione? Chi difende la costituzione?

Ancora prima delle dimissioni del governo tecnico, presidente e ministri hanno deciso che le elezioni si sarebbero tenute alla fine di febbraio. Per la prima volta nella storia della repubblica italiana.

Normalmente le elezioni e i referendum si tengono a maggio o giugno, per favorire la partecipazione dei cittadini, per ridurre i costi, per avere tempo di fare campagna elettorale. Di solito la politica quando vuole ridurre la partecipazione dei cittadini, cerca di spostare avanti le date a dopo la chiusura delle scuole, a giugno inoltrato, quando le vacanze smorzano l’interesse al voto. Secondo te, perché questa volta votiamo a febbraio?

Certo, è chiaro, ma lo è agli occhi di tutti?

Il governo si è dimesso in anticipo per permettere a Napolitano di gestire l’elezione di un nuovo governo, in quanto il suo mandato finisce prima di maggio. Il governo si è dimesso in anticipo per tentare di escludere il Movimento 5 Stelle dalle prossime elezioni perché il tempo necessario per la raccolta delle firme dei cittadini necessarie a partecipare è in questo modo limitato. Il governo si è dimesso in anticipo per tentare di ridurre i voti che il M5S potrebbe ricevere alle prossime elezioni, perché la campagna elettorale è stata ridotta da cinque mesi a uno. E infine non dimentichiamo che le elezioni in pieno inverno scoraggiano i cittadini ad andare a votare.

Perché lo fanno?

Certo che lo sai, ma un ripasso non fa male.

Alla fine del 2011, il colpo di stato capeggiato da Napolitano, ha messo in piedi un governo di “tecnici”, che sembrava pensato da un banchiere di Goldman Sachs, guidato da Monti. Questo governo, in nome della salvezza dell’Italia, ci ha regalato un anno di leggi massacranti: tasse, più iva, imu, tagli alle regioni, licenziamenti, tagli alla sanità, tagli ai servizi, svendita di beni pubblici, tagli ai comuni, la modifica vergognosa di quattro articoli della costituzione per introdurre il pareggio di bilancio, una follia economica, l’approvazione del MES e conseguente indebitamento per 125 miliardi solo per iniziare, il Fiscal compact, cioè l’impegno di ridurre il debito pubblico di 1000 miliardi in 20 anni, tutto senza toccare le classi abbienti, agevolando le grandi imprese e aumentando il debito italiano di 100 miliardi. Una serie di colpi mortali al tessuto economico italiano, i cui risultati si vedono ora: recessione, disoccupazione, migliaia di piccole aziende che chiudono, povertà.

Più che soluzioni per una crisi, tutto questo sembra il modo più efficace per mandare in crisi l’economia del paese.

E’ in questo modo che salvano l’Italia?

E poi da chi o cosa ci dovrebbero salvare?

Lo scontento è cresciuto molto verso l’estate e i risultati delle elezioni regionali in Sicilia lo hanno espresso appieno. Il Movimento 5 Stelle raccoglie il voto di protesta degli elettori italiani stanchi o consapevoli e minaccia lo status quo e i progetti dei potenti. C’è il rischio di sconvolgere i risultati delle elezioni del 2013. Per questo si attacca Grillo e il movimento con ogni pretesto e con tutti i mezzi di informazione allineati. Per questo hanno cercato di emanare una nuova legge elettorale capace di fermare il M5S, ma la classe politica e le classi dominanti non sono riusciti a trovare un accordo. Ora stanno correndo contro il tempo per limitare la diffusione del malcontento, della protesta, dell’intenzione lucida di cambiare quella politica che ha permesso questo scempio.

Sì, è evidente, hai ragione. Lo hanno perfino detto loro stessi, in modo chiaro, nelle interviste, in tv, sui media allineati.

Andiamo al punto: il 24 febbraio si vota, il momento in cui il tuo voto ha un peso determinante, il momento in cui puoi far parte di una scelta diversa, in cui puoi cambiare il futuro.

Stanno facendo di tutto per far sì che buona parte degli italiani non vada a votare, perché quando i cittadini si disinteressano e lascia nelle mani di pochi l’esercizio della propria sovranità, in quel momento le classi dirigenti possono controllare i risultati a proprio vantaggio.

E’ quello che vuoi?

Che continuino a creare un futuro a vantaggio di pochi?

L’ultimo weekend di febbraio prendi una decisione per te stesso, per il tuo futuro, per il futuro dei tuoi figli: vai a votare. Chiunque tu voglia sostenere, vai a votare.

Grazie dell’attenzione e della pazienza.

A presto ;D

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