Ogni scelta modella la tua vita. Diventa consapevole delle tue scelte

Articoli con tag ‘cosa’

Cosa sono i media

system-2457626_1920

Cos’è un media?

Anche se più correttamente dovremmo dire: “cos’è un medium?”.

Media, plurale di medium, è una parola che deriva dal latino e significa “mezzo, strumento“. Il termine è usato solitamente al plurale (es: mass media) sia in italiano sia in inglese, mentre il singolare medium è adoperato raramente.

I media sono strumenti attraverso cui avviene la trasmissione di informazioni su eventi vicini e lontani a cui non assistiamo direttamente.

Idealmente il primo e più antico strumento (medium) a disposizione dell’uomo per comunicare informazioni è il suo stesso corpo, in grado di esprimersi attraverso gesti e suoni. Per migliaia di anni la trasmissione delle conoscenze tramandate da generazione in generazione ha permesso all’uomo di mantenere ciò che era stato appreso in precedenza e quindi di evolvere.

Nel tempo insieme all’uomo anche gli strumenti (media) si sono evoluti, per esempio con l’invenzione della scrittura, ma i canali di trasmissione dell’informazione sono sempre rimasti gli stessi: la vista e l’udito. Anche ai giorni d’oggi la natura dei media si fonda su testo scritto e immagini (vista) e sui suoni (udito). Dai papiri agli ipertesti del web, dai graffiti ai filmati, dalla voce umana ai suoni registrati su supporti più moderni, la natura dei media è rimasta sostanzialmente inalterata.

Con la stampa si è assistito alla comparsa dei mass media o dei mezzi di comunicazione di massa (fine del XV secolo). Alla fine del XIX secolo sono comparse le registrazioni audio, seguite dal cinema come mass media visivo (inizio del 1900 circa), dalla radio (1910) come primo mezzo di trasmissione veloce a distanza e dalla televisione (1950 circa). Nei tempi recenti abbiamo vissuto la comparsa di internet (dal 1990 circa) con i suoi ipertesti, la trasmissione ultraveloce di contenuti audio e visivi.

Nel post “I media e la visione della realtà” abbiamo visto che di solito un media di massa è un’organizzazione complessa di persone e mezzi con l’obiettivo di divulgare informazioni a molte persone attraverso uno o più canali. Il ruolo dei media di massa dovrebbe essere quello di informare le persone/cittadini sui fatti, in modo da permettere loro di comprendere la realtà e vederla per quella che è. Questo in quanto le nostre scelte e quindi le nostre azioni dipendono dalla nostra visione della realtà.

I media comunicano informazioni che influenzano la nostra visione della realtà e che quindi influenzano le nostre decisioni. Questo è stato dimostrato dalle numerose ricerche psicologiche e sociali relative alla comunicazione e ai mass media. Per tutto il 20° secolo fino a oggi si sono studiati gli effetti dei media sul pubblico, la loro influenza e la loro persuasione.

Si è scoperto per esempio come i media possono influenzare in base alle scelte delle notizie comunicate e allo spazio a loro concesso (agenda setting). In sostanza l’idea è che la gente pensa agli argomenti che le vengono suggeriti dai mass media, che decidono gli argomenti e lo spazio da dedicare in base alle pressioni cui sono sottoposti. Maggiore è l’importanza che i media dedicano alla questione, maggiore è il riconoscimento pubblico che l’argomento presentato riceve. I mass media non riflettono la realtà, ma piuttosto la filtrano e la modellano, concentrando la loro attenzione su pochi temi scelti e facendo credere al pubblico che siano i più importanti, distogliendola da altri temi scomodi per farli scomparire oltre l’orizzonte del pubblico.

Si è scoperto che i media rafforzano facilmente le opinioni esistenti, mentre solo una piccola percentuale di pubblico è portata a cambiare opinione, più per effetto degli opinion leader che per i media stessi. L’opinion leader è un utente attivo dei media che interpreta il significato o il contenuto dei messaggi mediatici per utenti che hanno fiducia in lui (es: perché lo considerano più competente su un dato argomento).

Inoltre si è scoperto che una persona singola è disincentivata dall’esprimere apertamente e riconoscere a sé stessa un’opinione che percepisce essere contraria all’opinione della maggioranza per paura di riprovazione e isolamento da parte della presunta maggioranza (spirale del silenzio). Il contemporaneo, ridondante e contorto afflusso di notizie da parte dei media può, col passare del tempo, causare un’incapacità nel pubblico nel selezionare e comprendere i processi di percezione e di influenza dei media e provocando così la spirale del silenzio. Oltre a generare nel pubblico omologazione e conformismo.

Infine negli anni 90 del secolo scorso si è verificato l’effetto del framing (inquadrare, porre una questione dentro una cornice determinata), un’operazione concettuale e linguistica in cui il senso delle parole non indica solo il senso delle cose di cui si sta parlando, ma lo orienta e lo “inquadra” dando o togliendo dalle cose certe loro qualità (Noblejas, 2006).

“Possiamo definire framing come il processo di cogliere alcuni degli elementi di una realtà percepita e di assemblarli in una narrazione che sottolinea le connessioni fra di loro, allo scopo di promuovere un’interpretazione particolare” (Entman). Il framing funziona e visti gli effetti e le implicazioni politiche e commerciali è oggetto di studio tutt’oggi.

Come probabilmente ti sarai accorto, è facile trovare parallelismi tra questi studi e la retorica, l’arte del discorso pubblico, e non a caso. Perché in fondo è quello di cui stiamo parlando, sempre di discorso pubblico, di comunicazione di informazioni, di modulare l’informazione per lavorare sui meccanismi psicologici e sociali umani. Con l’unica differenza che il discorso pubblico oggi è mediato dai mezzi di comunicazione sociale, con tutti i limiti e le caratteristiche che questi mezzi portano con sé.

Ed è per tutto quello che abbiamo visto finora che i media sono inevitabilmente oggetto di interesse da parte di chi vuole manipolare le persone, in quanto controllando i media e l’informazione che diffondono, si influenza e manipola la visione della realtà di lettori/spettatori, quindi si influenzano le loro scelte e i loro comportamenti. Arrivando in questo modo anche a indurre le persone a prendere decisioni contrarie al loro interesse, ma favorevoli agli interessi di chi i media li possiede o li controlla.

Non a caso negli ultimi trent’anni i media si sono concentrati nelle mani di pochi proprietari, di solito grandi gruppi privati, di solito poco interessati a produrre buona informazione. I mass media oggi sono di proprietà o sono influenzati da una ristretta élite che mira ai propri interessi.

Ecco cosa sono i media, i mass media oggi.

A presto ;D

Una cosa sola o divisi?

Lacrima

Qualche giorno fa discorrevo di filosofia e cultura occidentale con alcuni colleghi e per caso siamo incappati in un momento di illuminazione che vorrei condividere con te.

Tutto parte da un aspetto della nostra cultura su cui non mi ero soffermato abbastanza: il modo con cui noi occidentali ci vediamo. Divisi.

Noi occidentali pensiamo che il nostro corpo sia il mezzo con cui ci muoviamo nella vita, qualcosa di distinto dal nostro essere, dalla nostra coscienza, qualcosa di sostituibile, di riparabile come una macchina. E’ un’idea, una visione dell’uomo che deriva dai progressi scientifici, dalla cultura illuminista, dalla religione cristiana e da certi sviluppi della filosofia, senza dimenticare i progressi della medicina fino alla possibilità di sostituire gli organi con altri. La letteratura, la cinematografia, l’arte ce lo suggeriscono, ce lo rivelano, ci mostrano casi, storie e situazioni in cui la mente o l’anima possono trasferirsi da un corpo all’altro, o possono sopravvivergli.

In fondo il corpo è solo un mezzo, una macchina organica, qualcosa che ci appartiene, ma non siamo noi.

E’ così?

Cosa ne pensi?

Le grandi religioni monoteiste, quella cristiana e quella musulmana, insegnano che l’uomo ha un’anima, una parte spirituale che non muore con il corpo, ma che trascende e sale al cielo alla fine della nostra vita. Oltre a essere un insegnamento che ci spinge a credere o a fingere di essere immortali, i credenti pensano che l’anima sia la parte spirituale di noi stessi, l’elemento che ci rende a “immagine e somiglianza di dio”, distinto dal corpo e dalla mente, che la nostra essenza, quello che siamo realmente, la luce, il nostro vero essere.

E’ così?

Pensi anche tu che dentro di noi ci sia un’anima immortale, il nostro vero essere?

E’ tempo di parlare della mente, l’aspetto dell’essere umano in cui la maggior parte di noi occidentali si immedesima. Pensiamo di essere la nostra mente, la manifestazione cosciente del nostro cervello, della macchina meravigliosa che ci portiamo in testa senza sapere chiaramente come funziona. E ci dimentichiamo che la massa grassa e grigia che abbiamo nel cranio si occupa più che altro e per la maggior parte del tempo di far funzionare bene il nostro corpo, la nostra chimica, il nostro agire prima che il nostro pensare. Eppure noi pensiamo di essere la nostra mente, anzi la maggior parte di noi pensa di essere il pensiero, la manifestazione della nostra mente. E più siamo intelligenti e più ne siamo convinti: la logica, l’acume, l’intuito, la creatività, tutto è lì, nella nostra mente. Noi siamo la nostra mente.

Di nuovo: è proprio così?

Eppure l’esperienza ci mostra spesso che non è così. Non importa quanto vogliamo mentirci, noi siamo il nostro corpo e se questo è malato, sofferente, allora lo siamo anche noi, se il nostro corpo non è in forma, non si muove, noi non ci sentiamo in forze, se il nostro corpo invecchia allora invecchiamo anche noi.

D’altra parta se ci soffermiamo sul presente, se non ascoltiamo le voci nella nostra mente che ci parla del futuro, del passato, dell’ego, se ci focalizziamo sul presente con tutto noi stessi i pensieri si spengono. E nel silenzio scopriamo che noi non siamo la mente, ma c’è altro dentro di noi, di intenso e vivido, qualcosa che non parla, ma ascolta e guarda, qualcosa di grande.

E’ l’anima?

Può essere. Ma non è questa la domanda che ti propongo. Mente, anima e corpo sono divisi o uniti?

Da quanto visto finora, sono parti che possiamo distinguere, parti che comunicano ognuna con un suo linguaggio, tutte presenti in noi.

Ma possiamo fare a meno di una sola di esse?

No, anch’io lo penso. Sono aspetti di noi esseri umani di cui non possiamo fare a meno, che ci rendono quello che siamo: fragili, emotivi, terribili, sorprendenti, eleganti, stupidi, possenti, eccetera, eccetera… umani.

Quindi noi esseri umani siamo allo stesso tempo divisi e una cosa sola.

Grazie di avermi ascoltato fin qui e a presto ;D

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: