Ogni scelta modella la tua vita. Diventa consapevole delle tue scelte

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La realtà e i mondi in cui viviamo

La realtà e il mondo

Cos’è la realtà?

Forse non c’è domanda più semplice e allo stesso più complessa, vero?

Sai perché? Perché confondiamo la realtà con il mondo in cui viviamo. Anche se dovrei dire “con le visioni del mondo in cui viviamo”. E dovrei anche aggiungere che raramente viviamo in un solo mondo.

La realtà è qui e ora, è il luogo e il tempo in cui viviamo, la realtà è fatta di cose, persone, energia, cose concrete della stessa materia di cui siamo fatti noi. Una delle principali caratteristiche della realtà è la concretezza, come la solidità della pietra, la fluidità dell’acqua, il gelo del vuoto e il morso affilato di una lama o di un bordo.

Riconoscere la realtà è semplice, basta toccarla, fermarsi abbastanza per colpirla abbastanza forte. La realtà è fatta di oggetti, forze ed energia.

Un altro aspetto della realtà è l’inesorabilità: se non mangi muori, se ti ferisci soffri, se non ti curi muori, se non bevi muori, se colpisci abbastanza forte una superficie ti ferisci o muori, il fuoco brucia e uccide, il vuoto uccide, il troppo freddo o il troppo caldo uccide, sostanze velenose uccidono, sostanze inquinanti tossiche uccidono lentamente. Potremmo continuare a lungo, ma penso che sia abbastanza chiaro a entrambi cosa sia la realtà.

I mondi umani sono invece fatti di eventi e di rapporti umani. No, è così. Pensaci.

Noi esseri umani non vediamo la realtà per quella che è, la viviamo attraverso le limitazioni dei nostri sensi, ma a piccole porzioni alla volta e sempre attraverso una serie di filtri e di semplificazioni che ce la rendono più comprensibile e gestibile. Quello che vediamo della realtà è sempre e solo l’interpretazione che il cervello da delle informazioni che arrivano attraverso i nostri sensi.

Siamo fatti così, i nostri sensi e il nostro cervello si sono sviluppati privilegiando le caratteristiche che ci rendono maggiormente in grado di affrontare la realtà. Così anche quando la realtà è semplice e brutale, raramente la vediamo per quella che è, ma tendiamo a correlarla, a darne interpretazioni, a vederla sotto punti di vista diversi che possono moltiplicarsi in presenza dei nostri simili, quindi dell’incessante comunicazione sociale.

Noi viviamo in un mondo che chiamiamo lavoro, in un altro che chiamiamo famiglia e altri che chiamiamo amici, parenti, chiesa, compagni di scuola, eccetera. Ogni mondo è una visione personale di una porzione della realtà in cui interagiamo con un gruppo di nostri simili.

Pensa al lavoro o alla scuola che frequenti. Ci vai quasi ogni giorno, fai attività in gran parte ripetitive, interagisci con altri esseri umani per uno o più scopi comuni, motivato da ragioni sociali o personali. Vai a scuola, hai sempre a che fare con un gruppo di tuoi coetanei e un gruppo di professori con cui fai miriadi di attività con lo scopo di apprendere, di socializzare, di conformarti alla struttura sociale dominante. Vai al lavoro, se sei fortunato è un lavoro che ti piace, hai a che fare con pochi o molti colleghi, clienti e fornitori, con lo scopo di guadagnare o far guadagnare la tua azienda.

In entrambe le situazioni ti adegui alla visione comune, una visione distorta della realtà, un mondo definito dal gruppo sociale di cui fai parte con confini fisici e mentali definiti, in cui è più importante la rete di relazioni e la comunicazione tra individui piuttosto che la realtà concreta delle cose, che sfuma, diventa di contorno, lo sfondo davanti al quale viviamo porzioni importanti della nostra giornata, della nostra vita.

Ma è veramente la realtà quella in cui viviamo?

No, viviamo in mondi costruiti su porzioni di realtà e il modo con cui vediamo le cose, vediamo gli altri, perfino il nome che diamo alle cose produce una distorsione nella nostra visione.

A voler essere precisi non è solo una questione di interpretazione del flusso sensoriale, ma dipende anche da emozioni e sentimenti, dalla nostra cultura, dalla conoscenza dei mille diversi aspetti della realtà, fino a come i flussi informativi, dei media, sociali, modellano la nostra visione generale. Del mondo e talvolta della realtà. Quindi a seconda dei significati diamo agli eventi e alle intenzioni delle azioni umane e non, la nostra visione della realtà e quindi il nostro mondo cambiano.

Raramente vediamo la realtà per quello che è, semplice, limpida e brutale, mentre siamo sintonizzati costantemente su uno o un altro dei mondi in cui viviamo la nostra vita. Indossiamo le maschere, i ruoli e le divise come le convenzioni sociali ci hanno insegnato a fare, comunichiamo continuamente coi nostri simili nei limiti delle convenzioni del gruppo, ci focalizziamo e spendiamo le nostre energie per scopi, obiettivi e desideri che la società e i media ci hanno insegnato a volere.

Non è così male in fondo, anche se non riuscire a vedere la realtà per quello che è viene di solito considerata una patologia mentale, che un tempo veniva curata con farmaci o peggio. Al giorno d’oggi l’incapacità di vedere la realtà è voluta da chi comanda per ovvie ragioni, soprattutto perché vedere la realtà per quello che è permette anche di riconoscere i mondi in cui viviamo per quello che sono, con le loro lacune e i loro inganni e ci rende meno manipolabili.

Punti di vista diversi danno una maggiore ampiezza e profondità di campo visivo, cioè una maggiore consapevolezza e comprensione di quello che osserviamo. Per questo il mio ovvio consiglio è cercare di vedere la realtà oltre i nostri mondi, oltre la vita quotidiana, la famiglia, il lavoro, la chiesa, il partito, il circolo e tutto quello che noi chiamiamo vita.

La realtà insegna a modo suo, ma soprattutto offre una visione unica di noi stessi, della nostra vita e della nostra società.

Come possiamo vedere la realtà per quello che è?

È piuttosto facile, ma un argomento che approfondiremo in un altro post.

Per stasera finiamo qui

A presto ;D

La psicologia dell’uomo e della società umana



Stasera ti propongo alcuni video interessanti che vale la pena ascoltare. Sono un estratto di un incontro formativo tenuto nel 2015 da Mauro Scardovelli, psicologo.

Scardovelli spiega la psicologia umana in modo semplice ed efficace. Nei suoi incontri guida le persone verso il cambiamento, di sé stessi innanzi tutto e di conseguenza della società. Perché l’interiorità degli esseri umani e la società umana sono correlate, l’una determina e influenza l’altra. E lo stato della società umana dei nostri giorni rivela come gli uomini hanno notevoli problemi interiori.

La società occidentale è nevrotica se non psicotica, è preda di un narcisismo che spinge gli esseri umani a disprezzare sé stessi o gli altri e induce quindi comportamenti nocivi e aberranti, in contraddizione con la nostra natura di esseri sociali ed empatici.

La classe dominante ne è preda e lo usa per manipolare e controllare le strutture sociali e gli individui, spingendoli nella solitudine e nella paura. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Mauro Scardovelli è giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph Biodinamica Umanistica, scuola di pensiero e crescita personale. Dal 2006 si occupa a tempo pieno di formazione, incontri terapeutici, supervisione, ricerca. Scardovelli è anche scrittore e puoi trovare i suoi numerosi libri qui, qui o qui. Qui puoi trovare il suo sito, qui la sua pagina youtube. Qui trovi il sito di Aleph, qui la pagina facebook. Qui puoi trovare il suo curriculum.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Rifletti e usa la tua testa e se necessario verifica e approfondisci quanto viene detto.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

Scegli la tua vita in modo consapevole


Oggi torniamo al tema centrale del blog: scegliere in modo consapevole.

Nel post “Compiere una scelta” abbiamo visto che scegliere significa fare propria una delle alternative che abbiamo di fronte e agire di conseguenza. E cancellare per sempre l’altra o le altre, perché una volta deciso non si torna indietro. Tornare indietro significa fare un’altra scelta con le sue conseguenze.

Nel post “Scegliere tutti i giorni” abbiamo compreso come le mille scelte quotidiane che compiamo modellano la nostra vita e ci definiscono. La nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente.

Nel post “Incapaci di scegliere” abbiamo visto come noi esseri umani siamo dotati naturalmente delle capacità necessarie per prendere decisioni, esse sono implicite nella nostra intelligenza e nella nostra consapevolezza, grazie alla quale possiamo andare oltre ai geni e alla cultura.

Nel post “Consapevolezza e capacità di scegliere” abbiamo visto come le nostre scelte non dipendono solo dalle informazioni che otteniamo sul problema, dal nostro stato emotivo o dalla nostra esperienza, ma dipendono anche dalla nostra consapevolezza. Maggiore è la consapevolezza di noi stessi, della realtà e della situazione e migliore sarà la nostra scelta.

Nel post “Liberi di scegliere” come la libertà è una condizione in cui un essere umano può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizione, in cui è libero di scegliere secondo la propria volontà. D’altra parte essere liberi di scegliere non significa necessariamente poter compiere scelte libere. In teoria ogni scelta dovrebbe essere presa in piena consapevolezza dei pro e dei contro delle diverse alternative, grazie a una precisa e attenta informazione su ogni aspetto, e pienamente rilassati, calmi, consapevoli di noi stessi e concentrati sul presente e sulla decisione. In realtà è molto raro che accada ciò.

Nel post “Cosa faresti della tua vita se fossi libero di scegliere?” abbiamo compreso che ognuno di noi dovrebbe porsi una domanda ogni volta che affronta una scelta importante: Cosa faresti se fossi veramente libero?

Con questa introduzione voglio attirare la tua attenzione su alcune considerazioni:

  1. ognuno di noi è in grado di affrontare le scelte della vita, anche se non le comprende, lo facciamo tutti i giorni migliaia di volta; 
  2. la maggior parte di noi è libero di affrontare le decisioni che la vita pone loro davanti, anche se spesso le alternative e la scelta non sono affatto libere, anche se spesso siamo profondamente influenzati dagli altri, anche se le informazioni sono di solito limitate e distorte, anche se non affrontiamo le decisioni nello stato emotivo più adeguato, anche se l’esperienza non ci ha preparato ad affrontare questa scelta o le sue conseguenza;
  3. per quanto in grado e liberi di scegliere, anche nelle condizioni migliori, spesso non siamo abbastanza consapevoli per affrontare la decisione nel miglior modo; non abbiamo sufficiente prospettiva, visione, profondità di campo su noi stessi, la realtà e la situazione per comprendere la scelta che abbiamo di fronte.

Cosa significa scegliere in modo consapevole?

Un tempo pensavo significasse informarsi abbastanza, avere già affrontato scelte analoghe, comprendere e controllare il mio stato emotivo durante la scelta e avere un metodo ripetibile per affrontare le decisioni.

Ora so che tutto questo è solo una parte della ricetta. Cosa manca?

La consapevolezza.

Parola dai molti sfuggenti significati, che sembra un modo per racchiudere, catturare il significato della vita. In realtà tentando di cogliere il significato delle miriadi di aspetti della vita, qualcosa cambia in noi stessi, i nostri punti di vista, l’ampiezza e la profondità della nostra visione.

Per poter scegliere dobbiamo essere consapevoli di noi stessi, chi siamo e dove andiamo, essere consapevoli della realtà, del suo volto e dei suoi contorni, essere consapevole degli altri, di quello che li spinge e perché.

E apprendere tutto questo può richiedere molto tempo, una vita intera, spesso molte più di una.

Non è un argomento trattato dai programmi scolastici, né dai libri sacri delle religioni, almeno non nel modo più utile e sincero.

Nasciamo già in grado di scegliere, ma per diventare capitano della nave, dobbiamo conoscerla, dobbiamo sapere dove condurla, dobbiamo conoscere il mare in cui navighiamo e dei venti che lo scuotono, le coste e le navi che incrociano le nostre rotte e almeno un poco delle sue profondità.

La consapevolezza è l’ingrediente fondamentale per rendere la vita quella che dovrebbe essere sempre per ognuno di noi: speciale.

Perché quando scegli in modo consapevole, il passato è più leggero, il futuro è ricco e abbondante e il presente è il meraviglioso alternarsi di miracoli, gioie e momenti indimenticabili. Quello che dovrebbe essere la vita di un essere umano.

Tu cosa ne pensi?

A presto ;D

I Quaderni di ViteConsapevoli

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Quando ho ripreso in mano il vecchio blog mi sono chiesto: come posso offrirti contenuti di valore?

Ho buttato giù diverse risposte. Una è “riprendere” i vecchi quaderni tematici che avevo pubblicato gli anni scorsi. Alcuni sono stati molto apprezzati, quindi ho deciso di trasformare i quaderni in miniguide utili a chi non ha mai approfondito gli argomenti trattati da ViteConsapevoli.

Seguendo i suggerimenti di alcuni lettori, ho rieditato i quaderni già pubblicati e revisionato la pagina dedicata. Ora i quaderni sono scaricabili facilmente attraverso una registrazione, come spiegato più sotto. Lo scopo della registrazione è poter rimanere in contatto con te per offrirti comodamente le prossime pubblicazioni.

Ho deciso completare le 3 collane a tema: Informazione, Consapevolezza e Scelte, come progettato a suo tempo, ma rivedendone forma e contenuti, anche più volte. Quindi non sorprenderti se ti proporrò aggiornamenti dei quaderni già pubblicati arricchiti di nuovi contenuti.

Spero troverai interessanti questi miei Quaderni e spero ti siano d’aiuto nelle tue ricerche e nel tuo cammino.

Perché dovresti spendere il tuo tempo per leggerli?

Perché trattano di aspetti della vita e della realtà importanti ma che difficilmente ci insegnano sui banchi di scuola. Prova a leggere il primo dei vecchi quaderni, clicca sull’immagine qui sotto:

A chi appartengono i giornali

I quaderni pubblicati finora sono:

  1. A CHI APPARTENGONO I GIORNALI ITALIANI?

I giornali di proprietà di un privato o di un gruppo di privati non hanno come primo obiettivo quello di informare i propri lettori paganti, ma fare profitto. E quando un giornale viene comprato da un’azienda o da un gruppo la cui attività principale non riguarda l’informazione, il media diventa uno strumento che usa l’informazione per altri scopi, principalmente per influenzare le persone. Se conosciamo chi è l’editore, o chi siede nel consiglio di amministrazione dei giornali o delle aziende a cui appartengono, allora possiamo comprendere anche quali sono i veri interessi dietro al giornale e alla sua linea editoriale.

  1. I 9 SENSI E IL FLUSSO

L’uomo percepisce e definisce la realtà che lo circonda con i sensi che l’evoluzione gli ha fornito. Nello stesso modo acquisisce le informazioni: dalla visione della pioggia fuori dalla finestra alla lettura di un libro, dal profumo del cibo alla lettura del linguaggio corporeo dei propri simili, dal trillo del cellulare alle carezze della persona amata. Informazione è qualunque stimolo che attraverso i nostri sensi raggiunge il cervello. Informazione è qualunque notizia o testimonianza che riceviamo attraverso la comunicazione, in qualunque forma si svolga, informazione sono i dati in un archivio, ciò che capiamo e percepiamo del mondo intorno a noi, gli eventi e le tracce che lasciano, le intuizioni e le scoperte compiute da ognuno di noi. E molto altro ancora.

  1. METTI A FUOCO LA VITA

Ogni istante la realtà ci inonda con un flusso continuo di stimoli sensoriali. Viviamo in un flusso di informazioni che ci avvolge come un vento di parole, immagini, odori e molto altro. La nostra mente cosciente percepisce solo una piccola parte del flusso, la maggior parte lo delega all’inconscio perché non ha le risorse né il tempo per considerare e valutare una a una tutte le informazioni che la raggiungono. L’attenzione è la messa a fuoco della mente su un particolare stimolo sensoriale, la temporanea importanza che la nostra mente dedica a una parte del flusso. Ciò su cui focalizziamo la nostra attenzione influenza i nostri stati d’animo e determina l’esperienza della nostra vita.

  1. CIO’ CHE SPINGE L’UOMO

Cosa ci fa agire? Cosa ci fa scegliere un’alternativa piuttosto che un’altra? Cosa ci attrae e pretende soddisfazione? La nostra vita è un cammino di scelte, facili e difficili, rischiose o insignificanti, certe volte giuste e altre sbagliate, scelte che talvolta ci premiano e altre volte ci fanno soffrire. Tutte queste scelte ci hanno reso quelli che siamo. Noi siamo la somma delle decisioni che abbiamo preso fino ad oggi. Cosa determina le nostre decisioni?

  1. PROBLEMI E SCELTE

I problemi fanno parte della vita e non è possibile eliminarli perché sono in realtà necessità che dobbiamo soddisfare, desideri che cerchiamo di esaudire, ostacoli tra noi e i nostri obiettivi. I problemi richiedono decisioni per essere risolti o superati, viceversa le decisioni sono la chiave per risolvere i problemi che la vita ci mette di fronte. Problemi uguale scelte da compiere. Quali sono le strategie efficaci per prendere le decisioni migliori e risolvere i nostri problemi?

  1. I MITI DEL CAPITALISMO

Oggi possiamo dirlo senza timore di sbagliare o di smentite: il capitalismo è il sistema economico-sociale che ha prevalso. Ha prevalso anche sulla cultura e sulla società umana. Per riuscirci ha usato e manipolato la comunicazione, alterato il linguaggio e la cultura, diffondendo miti e menzogne per giustificare se stesso e le proprie azioni.

  1. SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

Ciò che introduciamo nel nostro corpo non solo ne assicura la sopravvivenza e la vita, ma diventa parte di noi. Quindi dobbiamo fare attenzione a quello che mettiamo in tavola e soprattutto a quello che mettiamo in bocca. L’eccesso di cibo, specialmente di cibo industriale, e un’alimentazione sbilanciata colpiscono la nostra salute. Dobbiamo smettere di essere consumatori passivi. Dobbiamo essere noi a decidere cosa mangiare.

Che ne pensi? Ti interessano?

Per scaricare questi quaderni e ricevere le prossime pubblicazioni, clicca sul link qui sotto:

Link al form di iscrizione

Verrai diretto alla pagina di iscrizione, dove ti verrà chiesto di inserire la tua mail e di accordare la tua autorizzazione.

Dopo averti inviato i link per scaricare i quaderni, la mail che hai lasciato verrà usata solo per spedirti le prossime pubblicazioni e occasionali informazioni sul blog.

La tua mail è al sicuro. Non è mia intenzione disturbarti o riempirti la posta di spam. Odio lo spam quanto te. In ogni momento potrai disiscriverti cliccando sull’apposito link in fondo alle mail che riceverai.

I prossimi Quaderni in programma saranno dedicati a:

  1. Valutazione delle fonti di informazioni e dei media
  2. Manipolazione dell’informazione
  3. Persuasione
  4. Credenze e Convinzioni

Quando verranno pubblicati, se ti sarai registrato riceverai la comunicazione e il link per scaricarli nella tua casella di posta. E se me lo permetti ogni tanto ti informerò anche sugli aggiornamenti più significativi del sito.

Cosa ne pensi?

Se hai consigli non esitare a lasciare un commento o a scrivermi.

Grazie e a presto ;D

E se vivessi solo un altro anno?

L'ultimo anno

Il modo con cui vediamo il mondo e noi stessi determina il modo con cui viviamo la nostra vita, con cui prendiamo le nostre decisioni, i nostri obiettivi.

Per esempio, se abbiamo un figlio o un partner ci comportiamo in modo diverso di quando eravamo scapoli, se siamo stimati dalla nostra famiglia o da chi ci ama vediamo noi stessi e agiamo in un modo diverso di quando nessuno ci mostra stima incondizionata, se abbiamo paura cercheremo di evitare di provarla nuovamente. In realtà anche una differenza minima nell’immagine di noi stessi e nel flusso informativo può determinare un cambiamento notevole nella nostra visione del mondo e di noi stessi.

Per esempio, c’è il sole e noi amiamo la luce, l’estate e il sole, ci dà energia e buonumore, e oggi le nostre scelte saranno diverse rispetto a un giorno nuvoloso. Oppure hai appena fatto una bella doccia e ti senti pulito dentro e fuori, pronto ad affrontare tutto quello che la vita offre. O ancora cammini per strada e senti qualcuno ridere di cuore, nonostante la giornata non riesci a non sorridere e tutto sembra più luminoso.

Questo per chiarire come anche piccole differenze nel mondo attorno a noi, in quello che sappiamo o non sappiamo, nell’immagine che abbiamo di noi stessi, cambia il modo con cui vediamo la realtà e quindi il modo con cui prendiamo la nostre scelte.

Permettimi di offrirti un esempio classico, ma sempre efficace.

Domani hai mille impegni, il lavoro, il dottore, la palestra, la famiglia e via così, sarà un rodeo che ti lascerà esausto a fine giornata a pensare a quello che ti aspetta il giorno dopo. Mille cose ti legano a una vita che si consuma in fretta, triste o felice che sia.

Ora chiediti, cosa faresti se sapessi che morirai tra un anno, che hai rimasto un solo anno di vita?

È poco o tanto? Andresti al lavoro? E la casa? La famiglia? Come spenderesti i 365 giorni che ti rimangono?

È una domanda che dovremmo porci tutti e spesso, perché appunto ci offre prospettive che di solito non abbiamo.

Continueresti la tua vita di sempre? Cosa faresti e cosa no? Pensa alla tua vita, fai un elenco delle attività in cui spendi il tuo tempo e adesso chiediti: ho solo un anno di vita, cosa di queste farei durante questo anno.

Quello che faresti è quello che conta veramente per te.

Fatti queste domande, ponile agli amici, a chi ami e pensate cosa veramente conta per voi. E perché.

Una volta che avrai scoperto come passeresti l’ultimo anno della tua vita, una volta che hai tutto bene in mente, chiediti: e se ti dicessero che hai rimasto solo 2 anni di vita? Continueresti la tua vita di sempre? Cosa faresti e cosa no? Ripensa da capo a tutto quello che hai già pensato, sarà più facile, veloce.

Adesso chiediti e se fossero 3 anni?

Cosa faresti se ti rimanessero solo 3 anni di vita? Pensaci, davvero, non è un trucco, non voglio ingannarti.

Ora chiediti e se fossero 4 anni? 5 anni? 10 anni?

Vedi? Cogli quello che volevo mostrarti?

Crediamo di avere una visione chiara, ampia e definitiva delle cose, del mondo, di noi stessi. Oppure solo di alcune. Nella maggior parte dei casi è solo un’immagine parziale, spesso distorta e fumettistica. Eppure sono gli aspetti fondamentali della nostra vita. È la nostra vita. Quanto pensi di vivere? 80 anni? E come pensi di viverla la vita? Ci hai mai pensato veramente? Hai mai fatto un piano?

Ci insegnano a temere la morte e la vita, ci insegnano a credere che siamo immortali, che la vita sarà lunga, tanto lunga da essere eterna e chiudiamo gli occhi davanti alla caducità, alla morte. E viviamo inconsapevoli che ogni giorno è un gioiello, un fiore unico che sfiorisce e non tornerà più, un momento prezioso da vivere adesso, come se fosse l’unico, l’ultimo.

Perché 1 anno è poco? Perché passeresti quest’anno a vivere come vorresti? Perché non lo fai sempre? Credi che 5 anni siano tanti? Che lo siano 10, o 20? Vent’anni sono la giovinezza, sono la vecchiaia, sono il periodo migliore, il culmine della tua vita.

Cosa faresti se sapessi di poter vivere solo un altro anno?

Perché non lo fai ora?

Se pensi che siano domande senza senso, vuote provocazioni, passa oltre, non ci pensare. Se invece anche tu cogli il potere che certe domande contengono ed offrono, affronta queste domande e datti le risposte.

Se vuoi condividere con me qualcosa delle tue risposte non esitare a scrivermi o a lasciare un commento.

A presto ;D

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