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Noi decidiamo il nostro destino

Anche oggi, come in passato, l’umanità sembra in balia di una minoranza, no, di alcune minoranze affamate di privilegi e di potere, soprattutto del potere di decidere della vita degli altri e del futuro di tutti. La chiamiamo classe dominante, classi dirigenti, politica, il potere, l’establishment, l’ombra dietro la politica, i signori del mondo, le corporations, i banchieri.

Nel lontano passato costoro costringevano e manipolavano le masse per imporsi sopra di esse, per godere di privilegi che gli altri non avevano, per il piacere di decidere del destino dei molti. Oggi fanno lo stesso. Con strumenti più potenti, pervasivi e sottili, ma l’obiettivo è lo stesso.

Eppure gli esseri umani oggi sono 7 miliardi. 7 miliardi. Come possono alcune centinaia di migliaia di persone prevalere sopra 7 miliardi di individui?

In apparenza gli strumenti di controllo di oggi sembrano riuscirci: l’organizzazione, l’abbondanza delle risorse, i media, la manipolazione del linguaggio, la manipolazione della psicologia umana, la manipolazione della cultura, la corruzione pervasiva, la manipolazione della visione della realtà e tutto il resto.

E’ davvero così?

No. Nella realtà è la maggioranza a decidere il suo destino, ma lo fa quando e se lo vuole.

Ed è per questo che la minoranza che comanda detiene il potere. Se l’umanità non prende in mano il suo destino è perché non sa di poterlo fare, oppure lo sa ma non vuole farlo.

La maggior parte degli esseri umani ha paura del cambiamento, di qualunque cambiamento anche se in meglio. Abbiamo paura di abbandonare la situazione in cui viviamo, le nostre abitudini, le cose e i luoghi che ci sono familiari.

Per poter affrontare i cambiamenti abbiamo bisogno di essere consapevoli di noi stessi e della realtà, e per diventare consapevoli abbiamo bisogno di studiare, tanto. Ma la maggior parte degli esseri umani non ha tempo di studiare. E non a caso.

Ti sei mai chiesto perché oggi continuiamo a spendere buona parte della nostra vita a lavorare quando la tecnologia ci permetterebbe di produrre quanto ci serve con poca spesa e poco tempo?

In primo luogo, chi comanda non vuole che la maggioranza decida autonomamente, in quanto perderebbe i loro privilegi, ma c’è un altro motivo: buona parte della maggioranza anche se avesse più tempo da dedicare a se stessa e allo studio non saprebbe gestire il proprio tempo.

Gestire il tempo richiede maturità, richiede di aver fatto un percorso difficile, forse il più difficile per un essere umano, in quanto gestire il proprio tempo significa confrontarsi con se stessi.

E il compito più difficile dell’uomo è conoscere se stesso.

L’uomo che conosce se stesso è consapevole e in grado di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Pochi lo fanno, la maggioranza preferisce che lo facciano gli altri, preferisce omologarsi, perché è più comodo e facile. Anche per questo ci sono minoranze che dominano buona parte del mondo.

Eppure queste poche persone organizzate, intelligenti e influenti, che in realtà vogliono il male della maggioranza, la vogliono mantenere sottomessa e nell’inconsapevolezza, ebbene costoro hanno un ruolo, volenti o nolenti. Quello di spingerci lungo il cammino della consapevolezza. Più disordine e sofferenza infliggono, più l’umanità viene costretta ad affrontare le proprie responsabilità, a prendere il mano il proprio destino.

Questa consapevolezza si sta diffondendo, in forme diverse e con parole diverse. Queste sono le parole di Davide Storelli, protagonista del video qui sopra e penso siano degne di attenzione. Se hai tempo prima di vedere video in alto ascolta il suo intero intervento che trovi nei video qui sotto.

Davide Storelli è avvocato civilista. Oltre alla laurea in giurisprudenza ha anche conseguito un master universitario in economia e diritto dell’impresa. E’ stato docente presso la scuola forense di Trani per otto anni e si è occupato di usura bancaria e di tassi di interesse anatocistici. Ha scritto e pubblicato due libri, l’ultimo è “Alchemy – Moneta, valore, rapporto tra le parti”, che ha ricevuto applicazione pratica in una piattaforma per monete locali complementari, pecuswap.com. Storelli tiene lezioni in ambito accademico e scolastico e svolge attività di conferenziere per divulgare la cultura monetaria. Qui e qui puoi trovare i suoi libri, qui la sua pagina facebook.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Usa la tua testa, approfondisci i temi che ti colpiscono o che non comprendi pienamente. Non regalare la tua fiducia, pensa con la tua testa.

A presto ;D




La felicità e l’uomo

L’uomo può essere felice?

Sì, l’uomo può essere felice, ma per esserlo ha bisogno di:

  1. essere libero 
  2. conoscere sé stesso

Questo è intuitivo, non credi? Uno schiavo difficilmente può essere felice e un uomo che non sa cosa lo rende felice non può scegliere e agire per raggiungere la felicità.

Naturalmente queste sono semplificazioni, in due espressioni c’è tutto quello che riguarda la natura dell’uomo: i suoi bisogni, fisici ed emotivi, come vediamo la realtà, la struttura della nostra mente, i modi con cui possiamo essere influenzati, i desideri. E il resto.

Tutto quello che dovremmo conoscere fin da bambini, che dovrebbero spiegarci i nostri genitori e insegnarci a scuola, ma che nessuno in realtà ci svela. Alla fine dobbiamo impararlo da soli, sbagliando, lottando contro la cultura e la visione del mondo distorta che i nostri genitori ci trasmettono, inconsapevoli delle loro lacune e delle conseguenze che avranno sulla nostra vita.

I nostri istinti ci spingono alla felicità e alla gioia e rifuggono il dolore, ma per la maggior parte di noi buona parte della vita è vissuta nel dolore, più che fisico, emotivo e mentale. Un dolore che ha origine nel vissuto della nostra infanzia, nell’ignoranza di noi stessi e delle nostre emozioni, nel vivere in una società distorta per rispondere agli scopi di minoranze egoiste e ceche quanto noi.

La maggior parte della sofferenza per noi occidentali oggi è evitabile, sia essa subita/causata da autorità superiori, o subita da relazioni con altri esseri umani o gruppi. Non è sofferenza dovuta al caso o alla natura, ma è sofferenza causata da altri o da noi stessi.

Quindi non solo non ci viene spiegato come raggiungere la felicità, ma veniamo educati da genitori e maestri condizionati e distorti per conformarci a strutture sociali che esistono e vivono nutrendosi del nostro tempo e delle nostre energie.

Noi dobbiamo adattarci alla società in cui nasciamo, a imitazione dei molti che ne fanno parte, per l’influenza dei media allineati che modellano la nostra visione della realtà, per le pressioni e il controllo delle minoranze che manovrano e manipolano le grandi strutture sociali attraverso status quo, informazione manipolata e influenze sulla maggioranza degli elementi della società.

Viviamo con una visione distorta della realtà, scegliendo ciò che altri hanno già deciso, troppo distratti da falsi problemi e paure, presi da mille traumi irrisolti, desideri indotti e sentimenti che non comprendiamo fino in fondo.

Nonostante questo, noi uomini non smettiamo di cercare la felicità, perché la felicità non è un diritto, ma un bisogno naturale dell’essere umano.

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