Manipolare l’informazione: framing

Manipolare l’informazione: framing

7 aprile 2018 0 Di Pier

Abbiamo ripetuto spesso che l’informazione è fondamentale per la nostra esistenza, determina la nostra visione della realtà e di conseguenza determina le nostre scelte e i nostri comportamenti.

Fin da bambini impariamo che un modo efficace per influenzare le scelte altrui a nostro vantaggio è quello di manipolare l’informazione tramite la comunicazione. Mentiamo ai genitori per evitare una punizione o per ottenere qualcosa che desideriamo, poi da grandi manipoliamo gli altri per ottenere vantaggi personali. Quando si è in grado di influenzare il prossimo attraverso grandi ricchezze, allora si usano i massmedia per influenzare i popoli a vantaggio dei nostri interessi. E si pagano esperti per farlo.

Manipolare non è solo mentire, quanto agire sulle credenze altrui per indurre comportamenti dannosi per altri o per la stessa persona che li adotta. (Franca D’Agostini)

Nel post “Orientarsi in un mare di menzogne” abbiamo visto come noi esseri umani vediamo il mondo attraverso i sensi e non possiamo conoscere quello che accade oltre i limiti dei nostri sensi, se non grazie a strumenti che li ampliano (es: telecamere, registrazioni, ecc), o a qualcun altro che ce lo racconta: come i testimoni diretti di quello che accade, oppure un tramite che riporta il loro racconto. I media sono il tramite che ci permette di conoscere quello che accade. L’informazione ci permette di conoscere il mondo, gli eventi e di agire di conseguenza, di scegliere cosa fare e come farlo.

Nel post “Cosa sono i media” abbiamo visto che il ruolo dei media di massa dovrebbe essere quello di informare le persone sui fatti in modo da permettere loro di comprendere la realtà, vederla per quella che è. Perché le nostre scelte e quindi le nostre azioni dipendono dalla nostra visione della realtà.

I media comunicano informazioni che influenzano la nostra visione della realtà e che quindi influenzano le nostre decisioni. Per questo sono inevitabilmente oggetto di interesse da parte di chi vuole manipolare le persone. Controllando i media e l’informazione che diffondono, si influenzano e manipolano i comportamenti di lettori e spettatori. Arrivando in questo modo anche a indurre le persone a prendere decisioni contrarie al loro interesse, ma favorevoli agli interessi di chi i media li controlla.

Nel post “Il problema sono i media” abbiamo ripetuto che alterando l’informazione il media altera il quadro interpretativo della realtà delle persone e le spinge a prendere decisioni sbagliate per loro stessi, a vantaggio del mandante della manipolazione. Se a questo aggiungiamo anche la manipolazione del significato del linguaggio e la manipolazione della psicologia e della sociologia umana, l’efficacia della manipolazione dell’informazione diventa tale che, se gli individui non sono preparati e consapevoli, i media possono cambiare le convinzioni, il comportamento, il passato, il linguaggio e il pensiero.

Nel post “Manipolare l’informazione: il priming” abbiamo spiegato cos’è il priming, uno strumento della nostra memoria, un sistema inconscio che permette di riconoscere successivamente, in modo rapido e senza averne consapevolezza, uno stimolo sensoriale al quale si è stati esposti una prima volta. Questa proprietà della memoria degli esseri umani ha notevoli ricadute sull’interpretazione e la valutazione dell’informazione. A livello di comunicazione, il priming viene usato per dare, imporre, o indurre un punto di riferimento in un certo contesto per spingere gli utenti dell’informazione ad affidarsi ad esso.

In sintesi quando si manipola l’informazione facendo leva sul priming, si sfrutta il meccanismo automatico dell’attivazione delle rappresentazioni mentali, si orienta l’attenzione e si va a influenzare i comportamenti, le interpretazioni e le decisioni di noi esseri umani. È difficile evitarlo, in quanto sfrutta una proprietà della nostra mente che funziona in modo inconscio.

Ora parliamo di un altro meccanismo di manipolazione dell’informazione che fa leva sulle caratteristiche della nostra psicologia e biologia: il framing.

Cos’è il framing?

Il framing è lo sforzo che una persona compie ogni volta che si trova in un nuovo contesto per riconoscere “cosa sta accadendo”. Non possiamo agire nella realtà se prima non la comprendiamo. Da un diverso punto di vista il framing è l’effetto dei nostri “frame” sulla nostra visione della realtà e quindi sui nostri comportamenti.

Cos’è un frame?

I “frame” sono scorciatoie mentali che consentono di interpretare rapidamente nuove informazioni e situazioni. I “frame” sono modelli mentali, schemi basilari che ci permettono di comprendere, di dare un senso alla realtà e agli eventi. Da un altro punto di vista sono una selezione di alcuni aspetti o prospettive di una realtà percepita, realizzata in modo da promuovere una particolare interpretazione. Per esempio, positiva, o viceversa negativa.

Il concetto di “frame” venne introdotto dall’antropologo Gregory Bateson che dimostrò che nessuna comunicazione, verbale o non verbale, potrebbe essere compresa senza un messaggio metacomunicativo che spieghi quale “frame interpretativo” va applicato alla comunicazione. Questo metamessaggio mette gli interlocutori in grado di decifrare l’intenzione dei comportamenti degli altri. Il sociologo Erving Goffman estese il concetto di “frame” alla realtà umana: gli esseri umani hanno bisogno di “incorniciare” le situazioni al fine di comprenderne il significato.

Ogni comunicazione tra gli esseri umani è suddivisa in comunicazione e metacomunicazione. La metacomunicazione fornisce un riferimento alla comunicazione, diventa la cornice (frame) in base alla quale interpretare il messaggio stesso.

Questi modelli interpretativi della realtà (frame) si acquisiscono un poco alla volta, a partire dall’infanzia, li apprendiamo dai nostri genitori, attraverso l’esperienza e soprattutto interagendo con le altre persone. Questo apprendimento è per lo più inconscio. La maggior parte di noi esseri umani non si rende conto di come reagisce a questi segnali, in modo automatico. Soprattutto non siamo consapevoli che sono solo segnali, che possono essere accettati o rifiutati, amplificati, manipolati, eccetera.

Una cosa è parlare direttamente con altri individui e interpretare correttamente ogni metasegnale per evitare incomprensioni, attenti a ogni incongruenza e variazione, diversa è la comunicazione dei media. I media usano canali limitati, codificati e spesso a senso unico, una porzione dello spettro della comunicazione che noi esseri umani gestiamo nello stesso modo, intuitivamente, cercando e cogliendo i metasegnali che servono per interpretare contesto e realtà. Tanto che arriviamo a reagire automaticamente ai titoli dei giornali, alle frasi e alle immagini della tv, alle parole di una pagina web.

Il mondo di oggi è permeato da un flusso d’informazione eccessivo e multimediale che ci bombarda di stimoli e segnali provenienti prevalentemente da media di proprietà o influenzati da privati che non si occupano di editoria, ma traggono profitto dall’influenza dei media su utenti e cittadini. Il rischio di manipolazione è concreto, che sia quella promozionale che tenta di iniettarci bisogni per farci comprare prodotti, che sia quella istituzionale che vive sul consenso dell’opinione pubblica e ha poche remore a manipolarla per giustificare le proprie politiche.

Come si manipolano i frame?

Ogni essere umano ha la sua raccolta di modelli mentali (frame), veri e propri filtri attraverso cui interpreta il mondo, a cui cerca inconsciamente di “adattare” tutto ciò che non corrisponde, per cui rifiuta ciò che i frame escludono o negano. Come abbiamo visto questi frame provengono dalla nostra educazione, dall’esperienza e dall’esposizione ai flussi informativi (libri, film, media, corsi, spettacoli, giornali, tv, eccetera).

Questi modelli mentali con cui interpretiamo la realtà possono cambiare, ma di solito accade lentamente o di fronte a macroscopiche incoerenze tra la realtà effettiva e quella dei nostri modelli. Un esempio recente è l’incoerenza tra il frame manipolato dai media negli ultimi anni sull’accoglienza dei profughi, di guerra o climatici, e la realtà dei migranti economici traghettati dalla marina militare e dalle ong che vivono a nostre spese.

In realtà i frame possono cambiare anche piuttosto velocemente sotto la pressione/manipolazione dei flussi informativi di soggetti “esterni” come politici, giornalisti e media, che attraverso la comunicazione modificano i nostri modelli e quindi il modo con cui vediamo la realtà. In modo analogo media e autorità possono iniettare nuovi frame, come per esempio con la teoria gender o il nemico russo, con l’obiettivo di introdurre nuove prospettive, priorità e argomenti, o viceversa con l’obiettivo di escluderle dai nostri modelli mentali.

Uno dei modi più efficaci di manipolare i frame è quello della narrazione (storytelling), usato tipicamente in ambito politico, specialmente nelle campagne elettorali, per indirizzare il consenso degli elettori attraverso la creazione di storie collettive che coinvolgono gli individui, soprattutto a livello emotivo, spingendoli ad adattarsi al loro ruolo nella storia o ad accettare il ruolo dei protagonisti della storia e a seguirli fino alla conclusione attesa.

Segni identificativi di questa tecnica di manipolazione è l’utilizzo mirato di storie e aneddoti vividi con cui “inquadrare” un tema, di slogan e parole d’ordine per fissare il frame nella mente delle persone e renderlo familiare, di metafore con cui programmare nuovi significati per confronti con altri, di rituali e cerimonie con cui definire un’organizzazione sociale attorno a valori caratteristici, l’impiego di simboli e manufatti con cui sottolineare e richiamare i valori dell’organizzazione.

Un’altra tecnica molto potente è quella della manipolazione del significato delle parole realizzata dai mass-media attraverso campagne pianificate e mirate che impiegano metafore, ridefinizioni per contrasto, associazioni, ampliamenti o riduzioni e altre tecniche di manipolazione linguistica. Un esempio recente riguarda la parola migranti, che ha sostituito immigrato clandestino, o populista, associato forzatamente con fascista.

È possibile evitare la manipolazione?

È possibile limitarla con la prevenzione, proteggendoci dal pervasivo flusso informativo, filtrandolo con attenzione, ma evitarla del tutto è molto difficile, perché sfrutta caratteristiche inconsce della nostra mente.

Per evitarlo dobbiamo prima diventare consci di come funziona e della nostra esposizione. Inoltre dovremmo imparare ed esercitare il nostro senso critico in modo sistematico. Non è semplice e richiede tempo ed energia. Infine dovremmo studiare il nostro set di modelli interpretativi nei diversi contesti per comprenderne l’origine e l’effettiva affidabilità ed efficacia, allo scopo di capire se sono stati manipolati, come e perché. Un lavoro di analisi difficile e dispendioso, per quanto utile per diventare più consapevoli di noi stessi e del modo con cui interpretiamo la realtà.

Come posso riconoscere le manipolazioni dei frame?

Sarebbe una delle molte materie che dovrebbero insegnare a scuola, ma che sono escluse dai programmi. A scuola l’insegnante insieme alle nozioni trasmette frame ai suoi studenti, ma non insegna loro a comprenderli e riconoscerli.

Soprattutto di fronte a manipolazioni basate su meccanismi inconsci della mente umana, come il priming e il framing, è necessario dotarsi di strumenti e tecniche di valutazione che permettano almeno a consuntivo di riconoscere alterazioni dei nostri modelli mentali.

La base di partenza è sviluppare il nostro senso critico. Il senso critico è la capacità di analizzare e valutare la realtà ed è la somma di abilità diverse quali lo spirito di osservazione, il ragionamento, l’obiettività, l’attenzione, la capacità di giudizio, la capacità di “cogliere le relazioni” e altro ancora.

In sintesi, esercitare il senso critico consiste nel saper:

  1. analizzare in modo oggettivo le informazioni, le situazioni e le esperienze,
  2. raccogliere informazioni accurate e affidabili sull’oggetto del nostro interesse
  3. distinguere la realtà dalle proprie impressioni soggettive e i propri pregiudizi,
  4. riconoscere i fattori che influenzano il pensiero e il comportamento proprio ed altrui.

Il senso critico è uno strumento efficace per riconoscere e opporsi alla manipolazione dell’informazione. Ma ne parleremo in modo esteso in un altro post.

Qualche riferimento con cui approfondire l’argomento praming:

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A presto ;D