L’Ungheria e l’europa

L’Ungheria e l’europa

27 settembre 2014 0 Di Pier

In questi mesi si parla poco dell’Ungheria, o meglio i media allineati ne parlano poco e male, mentre ci bombardano di propaganda pro europa.

Perché?

L’Ungheria è entrata in Europa nel 2004, ma ha continuato e continua ad usare la sua moneta storica, non avendo completato tutte le fasi dell’iter di ingresso. Peccato che nel 2010, a seguito di una crisi economica terribile, sia stato eletto Victor Orban che grazie a una maggioranza schiacciante dei due terzi ha di fatto fermato l’iter di ingresso, ha abbandonato le politiche liberiste imposte dall’Europa, ha nazionalizzato i fondi pensionistici e la banca centrale, ha condotto una politica monetaria di sostegno e rilancio dell’economia.

Dal 2006 l’Ungheria aveva perso 10 punti di Pil per seguire le richieste europee, quest’anno ne ha recuperati 4 e ha ridotto la disoccupazione all’8%. Questo mentre l’eurozona è travolta da una spirale deflattiva che affonda le economie di tutti i paesi, ripeto, di tutti i paesi, e riduce i consumi ai minimi termini e aumenta la disoccupazione.

Orban è intenzionato a riappropriarsi dei servizi, delle proprie risorse energetiche e delle aziende produttrici di energia. All’opposto delle politiche liberiste imposte dalla commissione europea, centrate sulla privatizzazione dei servizi pubblici e delle risorse nazionali.

Aldilà delle mie opinioni su Orban, i fatti dimostrano che la teoria economica che sostiene che “stampare” moneta provoca inflazione è sbagliata e falsa, che una nazione con la propria moneta sovrana può risollevare la sua economia con le giuste politiche economiche-monetarie, che le politiche europee sono recessive e demoliscono le economie degli stati, soprattutto di quelli meno competitivi.

Ora torniamo a chiederci: perché non si parla dell’Ungheria?

Perché è un esempio da seguire e la dimostrazione che l’europa è la causa della crisi.

Perché l’europa sostiene politiche recessive a danno degli stati membri e dei suoi cittadini?

Ritengo che per avere una risposta dobbiamo chiederci chi trae vantaggio da questo.

Chi trae vantaggio dall’europa e dalla crisi provocata dalle politiche europee?

Non i cittadini europei che la subiscono, quanto piuttosto le multinazionali, le lobby, le banche, gli industriali, le classi dominanti che traggono vantaggio dalla libera circolazione di beni, moneta e servizi, e non a caso in questi anni di crisi hanno continuato ad arricchirsi più di prima.

Tu cosa ne pensi?

Nei prossimi post, approfondiremo la storia dell’europa e l’analisi degli effetti delle politiche europee.

A presto ;D