La corruzione nelle istituzioni europee

La corruzione nelle istituzioni europee

25 aprile 2014 0 Di Pier

Questa sera vorrei attirare la tua attenzione sul rapporto di Transparency International sulla corruzione nelle istituzioni europee.

Cos’è Transparency International?

TI è un’organizzazione non governativa la cui missione è la lotta alla corruzione, attraverso l’informazione, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e la collaborazione con governi e imprese e istituzioni. Qui puoi trovare la pagina di TI e qui quella di TI Italia.

Il rapporto uscito qualche giorno fa denuncia i rischi a cui sono esposte le istituzioni europee a causa della corruzione e sorprendentemente dipinge una situazione allarmante, molto italiana e poco nord-europea. Qui puoi trovare il report.

Cosa succede?

Transparency rileva che il 70% dei cittadini europei ritiene che la corruzione sia un fenomeno diffuso nelle istituzioni europee.

La mancanza di fiducia è dovuta in primo luogo alla mancanza di trasparenza sui meccanismi decisionali, opachi e fin troppo spesso nascosti al pubblico, come accade per le riunioni a porte chiuse tra consiglio, parlamento e commissione nelle quali vengono discusse e negoziate le leggi europee.

Inoltre non ci sono regole e vincoli per i lobbisti che influenzano le decisioni dei vari organismi a favore di aziende, banche o organizzazioni. A Bruxelles ci sono più di 15 mila lobbisti e non ci sono regole efficaci che controllano o registrano le loro attività. Per esempio non esiste un registro dei lobbisti per il Consiglio e le rappresentazione permanenti, né esiste l’obbligo per i legislatori di divulgare contatti e incontri durante le attività delle istituzioni. Di fatto non ci sono limiti all’influenza degli interessi delle lobby, nè ci sono difese o garanzie contro eventuali abusi.

Considera che l’unione europea gestisce 140 miliardi di euro l’anno e decide e legifera su materie molto delicate, relative ai settori più disparati e critici come, per esempio, quello bancario e quello alimentare.

Il report spiega che il problema non è nell’assenza di norme, ma nella mancata applicazione delle stesse. Il sistema è compromesso da “cattive pratiche, dalla mancanza di volontà politica o dalla scarsità di risorse e personale”. Un esempio è quello della reticenza che la commissione europea mostra nell’impedire alle imprese corrotte di partecipare agli appalti pubblici. Un altro esempio è l’assenza di verifiche sulle dichiarazioni patrimoniali dei membri del parlamento europeo e sulla presenza di conflitti di interesse. E a questo proposito, mancano proprio le regole per evitare conflitti di interesse ai vertici delle istituzioni.

Non ti pare una situazione familiare?

Mi sembra di sentir parlare delle faccende italiane.

A conferma di una situazione pessima, il rapporto riporta alcuni scandali clamorosi che hanno coinvolto parlamentari europei corrotti per sostenere emendamenti ad hoc per le lobby, e sottolinea le interferenze del parlamento europeo nelle indagini dell’Olaf, l’ufficio antifrode che si occupa dei controlli sulle istituzioni europee.

A un mese dalle elezioni europee penso sia importante riflettere sullo stato delle istituzioni europee, sull’eccesso di lobbisti che le assediano, sul giro enorme di denaro e di possibili guadagni per chi può influenzare le attività del parlamento, del consiglio e delle commissioni.

Quali garanzie hanno i cittadini che le istituzioni europee difendano i loro diritti e facciano il loro dovere?

A quel che sembra, poche.

Via via che il potere viene sottratto agli stati e accentrato nelle istituzioni europee, lontano dal controllo della cittadinanza, cresce la possibilità di abusi a svantaggio dei cittadini degli stati europei.

Tu cosa ne pensi?

Ti invito a esprimere la tua opinione e lasciare un commento a proposito.

Grazie e a presto ;D