Cos’è la paura?

Cos’è la paura?

24 gennaio 2018 1 Di Pier

Quest’oggi torniamo a parlare di emozioni, cioè delle reazioni della parte più profonda di noi esseri umani a stimoli esterni e interni, perfino ai nostri stessi pensieri. In particolare parleremo della paura, la più scura tra le emozioni primarie.

Nel post “Cosa sono le emozioni” abbiamo introdotto le emozioni, abbiamo visto che si distinguono in fondamentali e complesse. Le fondamentali o primarie sono paura, disgusto, gioia, tristezza, rabbia e sorpresa, si manifestano nel primo periodo della vita umana e ci accomunano a molte specie animali evolute. Le emozioni complesse o secondarie derivano dalla combinazione delle primarie e si sviluppano durante la crescita dell’individuo attraverso l’interazione sociale: l’invidia, l’allegria, la vergogna, l’ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, l’offesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione.

Le emozioni hanno diverse funzioni importanti, per esempio rendere più efficace la reazione dell’individuo ai fini della sopravvivenza, ma anche favorire la comunicazione sociale, farci comprendere i nostri cambiamenti psicofisici, renderci consapevoli dei nostri bisogni e dei nostri obiettivi, spingerci ad apprendere da eventi e situazioni, e altro ancora.

Nel post “La Rabbia” abbiamo approfondito l’emozione più esplosiva. La rabbia è la reazione umana alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica, provocata dalla volontà di ostacolare, ferire, o costringere che attribuiamo a chi riteniamo responsabile della nostra situazione. In parole semplici ci arrabbiamo quando qualcosa o qualcuno si oppone alla realizzazione di un nostro bisogno, soprattutto quando percepiamo l’intenzionalità nel farlo.

Cos’è la paura?

Citando dal dizionario di psicologia di Galimberti: la paura è una “emozione primaria di difesa provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza, disponendolo all’apprestamento delle difese che si traducono solitamente in atteggiamenti di lotta o fuga”.

La paura è quindi la reazione a una minaccia alla nostra esistenza o integrità, o a quella delle persone che amiamo o a cui siamo legati, o all’integrità di estensioni della nostra personalità, come l’auto, il cane, la casa, ecc. La paura può nascere da una minaccia immediata, o solo potenziale, sia concreta che immaginata o evocata dai ricordi.

La reazione istintiva di un essere vivente a una minaccia è quella di aggredire per allontanare o eliminare l’origine della paura, o di fuggire da essa per evitare di essere feriti, uccisi o più in generale danneggiati.

La paura è accompagnata da reazioni fisiologiche provocate principalmente dalla produzione di adrenalina e cortisolo, come l’accelerazione del battito cardiaco, la dilatazione della pupilla, tensione muscolare e sudorazione, il calo della temperatura corporea e altro ancora. Queste reazioni servono all’organismo per prepararsi ad affrontare il pericolo nel modo più efficace.

La paura può essere provata in diversi gradi di intensità a seconda del soggetto, dello stato psicofisico e delle situazioni. Non a caso la paura può essere descritta come timore, ansietà, paura, panico, terrore e orrore. In particolare il panico si manifesta come una reazione intensa e spesso incontrollata a una minaccia di morte, reale o percepita. Il terrore invece è la forma più estrema della paura e scatena un impulso irresistibile alla fuga che, se non può sfogarsi, può generare stati di paralisi. Talvolta può generare anche conseguenze psicologiche anche gravi.

Quali sono le cause della paura?

La prima è una minaccia reale diretta, che spinge l’oggetto della minaccia a reagire, scegliendo tra fuga e l’aggressione. Un esempio è un tentativo di stupro o rapina che ci fanno scappare o reagire.

La seconda è una minaccia reale potenziale, cioè una minaccia futura alla nostra vita o integrità, che ci spinge ad agire per prevenirla. Un esempio potrebbe essere per un bambino la minaccia di essere sculacciati dalla mamma quando scoprirà che lui ha rotto qualcosa a cui lei teneva.

La terza causa che può provocare paura in noi esseri umani è una minaccia non reale, ma che noi crediamo reale, anche solo per breve tempo. Un esempio è la paura che proviamo guardando un film horror che non può nuocerci, ma che ci fa paura perché ci immedesimiamo nelle immagini.

La quarta causa di paura è ricordare una minaccia alla nostra incolumità. Per esempio rammentare i momenti dell’incidente automobilistico a cui siamo scampati o sopravvissuti.

Un’altra fonte della paura sono le paure acquisite subendo esperienze fisiche traumatiche. Esempi tipici sono le paure acquisite tramite traumi infantili subiti da esseri viventi, per esempio la paura dei cani perché siamo stati aggrediti, ma anche verso oggetti e contesti, come la paura del fuoco da quando ci siamo bruciati per la prima volta, o la paura dell’altezza quando ci siamo fatti male cadendo da una certa altezza.

In teoria qualunque oggetto o situazione che abbia recato un danno reale o supposto, fisico o psicologico o che sia anche solo legato a uno stimolo nocivo può diventare fonte di paura per un bambino. E in determinate situazioni anche per un adulto.

La paura, come la rabbia, può scatenarsi come risposta al dolore. D’altra parte se alla paura segue l’ira e questa prende il sopravvento, la paura può venire sopraffatta e svanire, come può anche provocare reazioni d’ira più intense e senza inibizioni.

Una rara causa della paura, o di una maggiore sensibilità alla paura, è quella di essere portatore di particolari patologie genetiche.

Un’ulteriore causa possono essere traumi interiori emotivi, specialmente se subiti da bambini, per esempio determinati da maltrattamenti e costrizioni, o da situazioni di stress eccessivo, come nel caso di feroci litigi dei genitori che divorziano, da scarsa considerazione e indifferenza verso i loro bisogni emotivi.

Le paure possono essere acquisite per contagio dai familiari, quando i genitori trasmettono al bambino le proprie paure per imitazione o perché sono costretti a subirle dai genitori. Per esempio genitori ansiosi che hanno paura che qualcuno rapisca i propri figli possono trasmettere loro la paura verso gli estranei.

La paura si apprende da piccoli

Buona parte delle paure si provano e si acquisiscono da bambini per le cause sopracitate, soprattutto per traumi fisici, emotivi o psicologici, o per contagio da parte dei familiari. Nel bambino piccolo alcune paure sono considerate parte integrante del normale processo evolutivo (es: paura del buio, degli estranei, degli animali che mordono), se hanno un carattere transitorio e non interferiscono con lo sviluppo psicoaffettivo.

Nella prima infanzia le paure più frequenti sono quelle dell’abbandono, dei temporali, dell’uomo nero, mentre in età prescolare e scolare sono tipiche le paure del buio, degli animali e delle malattie.

Paure innate e apprese.

Le paure si distinguono tra innate, perché caratteristiche di tutti gli esseri umani, e apprese, se determinate dall’esperienza di ogni essere umano. Le paure innate sono scatenate da: rumori, immagini o eventi improvvisi, persone sconosciute, da stimoli dolorosi e situazioni naturali che mettono a rischio la nostra incolumità. Le paure apprese sono quelle che non riguardano minacce dirette alla sopravvivenza o che derivano da esperienze pericolose che hanno condizionato l’individuo.

La paura provocata da esperienze traumatiche, specie se acuta, può generare modifiche comportamentali anche rilevanti e stati mentali di disagio. Quindi la paura negli esseri umani non è solo l’emozione momentanea provocata da una minaccia che finisce al terminare della minaccia, situazione naturale per esempio per la maggior parte degli animali, ma può divenire un sentimento profondo e complesso, condizionamenti che influenzano i comportamenti, in certi casi anche patologie.

Un esempio di questo sono le fobie. La fobia è qualcosa di diverso dalla paura, è un timore irrazionale e ingiustificato per esempio verso un oggetto il cui contatto o perfino la sola presenza determina paura o angoscia. La fobia non scompare di fronte a una verifica della realtà.

Come guarire dalla paura?

La paura ha una funzione importante, è finalizzata alla sopravvivenza. Le cure contro la paura riguardano solo i casi patologici, come chi soffre di fobie, attacchi di panico o ansia. Le cure contro la paura patologica sono di solito di due tipi: l’approccio comportamentista, che mira alla eliminazione del sintomo della manifestazione della paura attraverso esposizione e assuefazione allo stimolo che provoca paura; e l’approccio cognitivista, finalizzato all’eliminazione della causa della paura lavorando sulla percezione e la valutazione degli stimoli o degli eventi “pericolosi”.

Riconoscere la paura

La paura è riconoscibile dalla tipica espressività non verbale: occhi sbarrati, bocca aperta, sopracciglia avvicinate, fronte aggrottata, uno stato di tensione muscolare nel viso che è ben riconoscibile anche in età precoce e in culture diverse.

Inoltre già detto la paura è accompagnata da reazioni fisiologiche come la dilatazione della pupilla, tensione muscolare e sudorazione, l’accelerazione del battito cardiaco, il calo della temperatura corporea e altro ancora. Reazioni che sono facilmente percepibili sia a livello conscio che a livello inconscio.

Quali sono le funzioni della paura?

La paura è utile alla conservazione e alla sopravvivenza dell’individuo e della specie. La paura prepara l’individuo a reagire in modo più efficace a una minaccia alla propria incolumità. Inoltre la paura segnala agli altri membri del gruppo della presenza di un pericolo.

Quali sono gli svantaggi della paura?

Come ben sappiamo la paura tende a ridurre lucidità e capacità mentali, soprattutto quelle analitiche, spingendo l’individuo ad assecondare i meccanismi innati o inconsci, che non necessariamente sono i più efficaci. La paura può spingere alla paranoia verso gli altri esseri umani, spingendo a comportamenti socialmente negativi o distruttivi. Inoltre se la paura viene estremizzata può incidere anche profondamente sulla mente, modificare i comportamenti e diventare ansia, fobia o panico, fino a perdere le sue funzioni fondamentali.

Conclusioni

La paura è un’emozione potente che come esseri umani intelligenti ed evoluti dobbiamo imparare a conoscere e gestire fin da piccoli. Dobbiamo essere in grado di riconoscerne i sintomi e quali meccanismi e comportamenti attiva dentro di noi. Dobbiamo imparare ad affrontarla e a controllarla attraverso l’uso di tecniche pratiche, come il controllo della respirazione, attività per controllo dello stress, visualizzazioni specifiche, eccetera.

Il problema è che normalmente i genitori non insegnano ai propri figli la gestione delle emozioni, né lo fa la scuola se non attraverso l’iniziativa personale degli insegnanti. La conseguenza è che buona parte della società è impreparata da gestire la paura in modo consapevole, specialmente quando è più utile farlo. Anche per questo la società umana è molto sensibile all’utilizzo della paura come strumento per il suo controllo.

Ti ringrazio per avermi seguito fino a qui. Spero che questo considerazioni siano state interessanti e possano essere utili.

A presto ;D