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La politica dei nostri giorni

Volto del potere

Stasera vorrei condividere una riflessione che mi ha colto guardando i risultati delle elezioni tedesche.

In Germania la Merkel ha vinto, ma perdendo consensi come non accadeva da 70 anni. Mentre la destra perde voti come mai era accaduto prima e la destra nazionalista diventa il terzo partito assoluto. Questo a causa o nonostante le politiche del governo tedesco abbiano portato negli ultimi 20 anni a un aumento impressionante della povertà, a causa o nonostante l’accoglienza in poco tempo di circa un milione di migranti extraeuropei scarsamente scolarizzati, a causa o nonostante la ricchezza che l’euro ha procurato ai tedeschi sia andata nelle tasche di aziende, banche e ricchi.

Lo scontento cresce in tutta Europa, ma l’establishment occidentale prosegue nel suo obiettivo di smantellamento delle democrazie, delle conquiste sociali, delle culture locali, degli stati stessi a vantaggio di istituzioni non democratiche come l’UE, delle corporation e delle banche. Sostanzialmente a vantaggio di loro stessi. Con ogni mezzo e senza scrupoli.

In cinquant’anni i media sono diventati strumenti di propaganda che distorcono la visione della realtà dei cittadini per indurli a prendere decisioni sbagliate o a non prenderne affatto. Come? Li hanno comprati, fondati, finanziati, corrotti e manipolati.

In cinquant’anni l’establishment ha trasformato le classi politiche delle democrazie occidentale in collaboratori o alleati. Come? Tramite la corruzione, l’indottrinamento delle classi dirigenti e la distorsione dei meccanismi democratici (leggi elettorali, modifiche alle costituzioni, eccetera).

In cinquant’anni l’establishment ha sottratto la sovranità monetaria agli stati per affidarla a banche private. E chi controlla la moneta controlla l’economia e la società. Come? Tramite la privatizzazione delle banche, l’indipendenza delle banche centrali, lo smantellamento delle restrizioni legislative, l’indebolimento dei controlli pubblici, la corruzione e l’euro.

In cinquant’anni l’establishment ha finanziato, manipolato e infiltrato scuole e università dei paesi occidentali per trasformarle in crogiuoli di conformismo, per reclutare i migliori, per nascondere gli argomenti scomodi. E chi educa le menti controlla la società del futuro. Come? Attraverso la corruzione e la manipolazione dei programmi e delle fonti.

In questo modo siamo arrivati ai paradossi dei nostri giorni: al declino culturale e sociale, al declino delle democrazie, al controllo degli stati da parte di organismi sovranazionali non democratici, alla scarsa comprensione dei cittadini di quello che avviene.

Nonostante questo i cittadini sono sempre più consapevoli, minoranze informate denunciano ciò che accade e fette sempre più grandi della popolazione subiscono gli effetti negativi delle politiche liberiste.

Quindi?

Quindi niente. Non a breve termine.

A ottobre ci sono le elezioni in Austria che daranno altri segnali di dissenso e scontento, contaci, ma l’Austria è troppo piccola per creare problemi significativi. Quindi saranno le prossime elezioni politiche italiane a febbraio a dare una misura di quanto grande sia lo scontento. E lo daranno, non c’è dubbio: il Pd, la sinistra italiana, verrà pesantemente punita per il tradimento dei suoi ideali e il sostegno al liberismo, come tutte le altre sinistre europee, e probabilmente M5S e Lega saranno i vincitori assoluti (dopo l’assenteismo degli italiani disillusi dalla politica, o forse più realisti).

Peccato che ci siano tre problemi.

Primo, il M5S è un gatekeeper, un collettore di dissenso politico, come lo sono stati i radicali e l’IdV di DiPietro, costruiti per rappresentare e controllare le proteste e fare sempre opposizione. In questi mesi sta cambiando pelle, il M5S delle origini è scomparso e ha lasciato il posto a un partito tradizionale che si propone di sostituire il Pd nelle politiche proeuro e proUE. Si sta perfino organizzando, nel caso peggiore, a governare, anche se non ha competenze e struttura per riuscire a farlo.

Secondo, la Lega che si sta proponendo da almeno un anno come il partito populista no-euro e no-UE, nell’esempio della LePen in Francia, non è così diversa dalla lega di Bossi del periodo berlusconiano: è un partito storico prosistema composto da politici di carriera a partire da Salvini e che si è sempre ritagliato voti e spazi rivolgendosi alla pancia e raccogliendo lo scontento di certe classi sociali del nord Italia. Quanto sarà disposto in caso di vittoria a mantenere le promesse e a dare battaglia su euro e UE?

Terzo, i meccanismi delle democrazie rappresentative sono stati manipolati pesantemente fino a renderli innocui, attraverso leggi elettorali non democratiche e meccanismi di accesso alla politica e ai media che rendono difficile se non impossibile a nuovi attori politici emergere.

Dico questo perché in Italia non ci sono partiti veramente no-euro e no-UE, non lo è il M5S e dubito lo sarà alla prova dei fatti la Lega. Ci sono piccole realtà locali come Riscossa Italia di Mori, ma sono troppo piccoli e sconosciuti.

In conclusione comunque andranno le prossime elezioni politiche, il governo che emergerà sarà probabilmente sempre pro-euro e pro-UE e in un modo e nell’altro godremo di altri cinque anni di declino economico e sociale, di sofferenza e povertà, di menzogne e di aggressioni esterne alla nostra cultura.

Se non sei d’accordo su questa mia personalissima riflessione, ti invito a lasciare un commento.

A presto ;D

Il tradimento dei giornalisti

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Stasera vorrei condividere con te una semplice riflessione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’acuirsi della propaganda attraverso i media pubblici e privati.

Se qualcuno ha dubbi in proposito lo invito a ricostruire la campagna elettorale Usa: il lungo confronto tra Trump e la Clinton ha visto la quasi totalità dei media occidentali al fianco della Clinton; oppure a rammentare la lunga campagna elettorale di Renzi e soci per il referendum costituzionale, durante la quale giornali e tv italiane pubbliche e private hanno cercato di convincerci a votare Si o a non votare affatto. Se ancora non fosse sufficiente lo inviterei questo qualcuno a rammentare i titoli sulla guerra in Siria, vere e proprie campagne mediatiche a sostegno della politica estera Usa, che troppo spesso sono andate oltre il confine della menzogna.

Non possiamo fare altro che constatare l’uso sistematico ed esteso dei media per scopi molto diversi da quelli dell’informazione del lettore/spettatore/ascoltatore. Da un lato abbiamo media pubblici oggetto dell’influenza e del controllo della politica, sfacciatamente evidente in Italia, dall’altro abbiamo media privati nelle mani di gruppi, corporation, banche e industriali con il principale e di solito unico obiettivo di soddisfare soci, proprietari, inserzionisti.

Ad ogni costo, senza alcun ritegno o scrupolo verso i cittadini paganti. E senza alcun rispetto dei principi del giornalismo.

Penso quindi sia opportuno chiedersi: che fine hanno fatto i giornalisti del mondo occidentale?

Mentre i media sprecavano la loro credibilità in campagne di propaganda a sostegno della maggioranza politica, dello status quo, dell’Ue o degli Usa, dell’agenda delle lobbies e dei potenti di turno, i giornalisti dov’erano?

Chi firmava gli articoli senza vergogna? Chi taceva davanti alle menzogne di politici, autorità e stati alleati? Chi non osava chiedere conto dell’ovvio? Chi manipolava il linguaggio e chi privilegiava le opinioni ai fatti? Dov’erano i principi del giornalismo, guardiano del potere in nome dei cittadini?

La risposta è semplice: obbedivano al loro padrone.

Quindi quale credibilità hanno costoro?

Nessuna.

Il giornalismo è morto, ucciso dalla propria vigliaccheria.

I francesi hanno scelto

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Le elezioni francesi sono finite e i francesi hanno scelto Macron, il ricco banchiere, ex ministro di Hollande, europeista convinto, voluto e sponsorizzato dall’establishment francese ed europeo. Non a caso naturalmente. Il sostegno di banche, finanza internazionale, massoneria, lobby e altre associazioni non democratiche dimostra come ci sia un forte interesse nel controllare il nuovo presidente e quindi le istituzioni francesi.

Che dire? Dopo aver visto la pessima figura della LePen all’ultimo dibattito televisivo, veramente deludente, dubitavo che riuscisse ad affermarsi, ma non pensavo che Macron vincesse con un margine così ampio. La sinistra e perfino una fetta molto ampia della classe operaia ha votato per lui.

Perché?

In parte gli effetti della disinformazione e della propaganda dei media allineati, in parte forse i francesi non hanno gustato a fondo gli effetti della cura “euro”. O sperano di evitarla. Forse non subiranno quello che l’Italia ha subito, ma l’euro non perdona e ben presto avranno una maggiore coscienza della loro situazione. Spero per loro che alle parlamentari non votino per Macron, limitandone così il potere.

Di certo con la vittoria di Macron, ora l’attenzione della Germania e dell’Ue torna all’Italia e ben presto ne sentiremo gli effetti. L’obiettivo penso sia quello di commissariare il nostro paese per massacrarlo economicamente e socialmente e saccheggiarlo come hanno fatto con la Grecia.

Quello di cui siamo sicuri è che l’anno prossimo aumenterà l’iva e la tassazione in generale, che la crisi bancaria si riaffaccerà presto, direi entro l’estate, che le elezioni in Italia si faranno l’anno prossimo, con risultati prevedibili, che appena la Bce smetterà di comprare obbligazioni mezza Europa andrà in ginocchio, ma l’Italia sarà la prima.

Penso ancora che il resto dell’anno ci riserverà altre sorprese.

No, non so quali, anche se la mia immaginazione galoppa. Sospetto che subiremo le ripercussioni di quello che accadrà nel resto del mondo.

L’economia mondiale barcolla sotto il peso di un debito enorme e di una finanza obesa e dedita a saccheggiare l’economia reale. Usa, Cina e Giappone mostrano segnali che dovrebbero preoccupare, mentre le maggiori banche centrali del pianeta continuano a pompare denaro per tenere in piedi l’economia. Questo mentre gli Usa cercano di riacquistare il loro ruolo di dominatori del mondo, in una contesa a tre con Russia e Cina.

Comunque vada sarà uno spettacolo.

Tu che ne pensi?

I fatti della Storia odierna

Stasera due parole sulle elezioni francesi e sui migranti. Che centrano le elezioni francesi e i migranti con Vite Consapevoli? Vivere vite consapevoli significa essere consapevoli della realtà e quindi comprendere tra l’altro i meccanismi dietro ai grandi eventi che riguardano popoli e nazioni o il mondo intero.

Lo scorso weekend abbiamo assistito al primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Fra una settimana si svolgerà il secondo turno che deciderà quale dei due candidati diventerà presidente e fra un mese seguirà l’elezione del parlamento francese.

Le elezioni francesi sono determinanti per il futuro della Francia, dell’Ue e del mondo occidentale. Non scherzo. Se vince la LePen e come promette farà uscire a Francia dall’Ue, allora l’unione europea e l’euro sono finiti e con loro finisce l’esperimento socioeconomico che l’establishment occidentale cerca di realizzare sulla pelle dei cittadini europei, allo scopo di demolire gli stati socialisti e creare gli Use, gli stati uniti d’europa, macro–organismo sovrastatale intrinsecamente non democratico.

Quanto importante siano le elezioni lo confermano le campagne mediatiche che i media allineati francesi e del continente stanno conducendo senza pause da mesi, lo confermano le pressioni da parte della politica e degli intellettuali allineati, lo conferma anche la sequenza di eventi non casuali che hanno caratterizzato queste elezioni francesi.

Dall’intervento della giustizia francese su Fillon e LePen, dalle pressioni del mondo della finanza, dagli attentati in Francia tutti di stampo interno ultimo quello a due giorni dalle elezioni che ha chiuso in anticipo la campagna elettorale e avvantaggiato Macron su Melenchon. Solo per citarne alcuni.

Il primo turno è finito con la vittoria di Macron, premiato dall’elettorato delle grandi città, dagli effetti dell’attentato sull’elettorato più anziano, ma anche da alcuni degli altri candidati, in primis lo stesso Fillon, che hanno partecipato più per sottrarre voti alla LePen che per vincere.

Ma il secondo turno non sarà come il primo, la finzione delle divisioni ideologiche destra–sinistra, cadrà del tutto per lasciare il campo alla divisione tra chi è abbiente e chi si sta impoverendo, tra chi paga le politiche europee e chi ne sta godendo. E anche tra chi non accetta o non si può permettere le politiche di immigrazione e chi invece le vuole.

Perché l’immigrazione è un altro tassello del piano per l’Europa. Dalla fine del 2013 i vertici politici europei hanno dato il via libera ai flussi migratori adducendo scuse come l’invecchiamento della popolazione, o la scarsa natalità, o la mancanza di manodopera, o altro ancora. Scuse, anzi più che altro menzogne.

Hanno dato il via libera alle organizzazioni criminali e private che guadagnano miliardi sui flussi migratori, che dall’Africa trasportano giovani in cerca di fortuna in un’Europa in crisi. Il business si è sviluppato in modo tale da far sbarcare in Italia più di mezzo milione di migranti in 3 anni, prevalentemente giovani uomini poco scolarizzati, di origine africana, di classi sociali medio–basse, con l’obiettivo di arricchirsi. Solo il 3% sono rifugiati in fuga da guerre o peggio.

Ma se è facile comprendere lo scopo delle organizzazioni che guadagnano riccamente in africa, pagate dai migranti, e in Italia, pagate dalle istituzioni per mantenere i migranti, qual è lo scopo dei vertici europei? Qual è lo scopo di coloro che pagano riccamente le Ong che traghettano i migranti dalle coste della Libia ai porti italiani dichiarando di averli salvati in mare?

Se si guardano gli effetti crescenti della presenta dei milioni di migranti in Europa, gli scopi sono molteplici: avere a disposizione eserciti di lavoratori di riserva, disposti a lavorare per pochi soldi, con cui schiacciare ancora di più i salari di italiani ed europei; migranti che difficilmente trovano lavoro nei paesi in crisi come l’Italia in recessione, o nei paese ricchi come la Germania senza lingua e competenze utili; migranti che quindi devono essere mantenuti, pesando sui conti statali; migranti che in tale numero hanno difficoltà a integrarsi e che creando tensioni e destabilizzazione sociale.

La storia insegna, le migrazioni riguardano popoli che cercano di conquistare e colonizzare o bisognosi alla ricerca di un futuro, di lavoro e risorse, che un paese fiorente può usare e integrare tra i suoi cittadini. Questi migranti trasportati attraverso l’africa per migliaia di chilometri sembrano più strumenti di manipolazione sociale e politica.

Questi sono alcuni fatti di quest’epoca che ognuno di noi dovrebbe conoscere e comprendere, perché sconvolgeranno la nostra vita, il nostro futuro. Stiamo assistendo alla realizzazione di progetti iniziati il secolo scorso che riguardano il nostro mondo, le nostre vite, che lo vogliamo o meno.

Stiamo a vedere se Macron vincerà. Io ne dubito, ma dipende dai francesi.

E stiamo a vedere quanto l’Italia potrà sopportare il gioco che la sta impoverendo e soffocando. Credo che ancora una volta dovremo essere salvati da altri. A quale prezzo?

Ti invito a guardare il documentario qui sopra. Offre una visione più ampia dell’Ue, del suo progetto e di dove ci sta portando.

A presto ;D

La caduta di Trump e le elezioni francesi

Come era facilmente prevedibile all’inizio dell’anno, questo è stato e sarà un anno ricco di colpi di scena. Tanto che se un anno fa avessi provato a raccontarlo a chiunque sarei stato preso in giro. Pensaci. Un anno fa ci si prospettava un futuro molto diverso da quello che oggi si affaccia al nostro orizzonte.

Usa. Nei primi 3 mesi del 2017 lo scontro dentro l’establishment Usa è salito di tono e di intensità, tra incessanti campagne dei media contro Trump, attacchi ingiustificati a lui e alla sua squadra, spionaggio costante, manifestazioni di piazza contro di lui, opposizione a ogni iniziativa anche da parte del suo stesso partito e così via.

Nonostante Trump non sia riuscito a portare avanti i provvedimenti promessi in campagna elettorale, non ha perso il sostegno dei suoi elettori, ma ha dimostrato di non avere il controllo del potere. E dopo aver assistito all’allontanamento del suo consigliere Bannon e alle scelte strategiche e militari di questi giorni, di facciata ma sostanzialmente aggressive e in linea con le politiche neocon, beh, possiamo dedurre che Trump e l’establishment che lo sostiene è stato sconfitto.

Prospettive future? Si torna alle solite politiche da padrone del mondo, aggressive e condotte con ogni mezzo, soprattutto per procura o attraverso servizi segreti e associazioni terroristiche, finanziate e armate appositamente. Questo naturalmente andrà a scontrarsi con le politiche di Russia e Cina che lavorano per ampliare la propria influenza in africa, asia e medio oriente, per rendersi indipendenti dalle strutture finanziarie occidentali e dal dollaro come moneta di scambio.

Nel frattempo, la crisi economica Usa incombe e le bolle speculative sono tante e tali da offrire l’imbarazzo della scelta (automobili, immobiliare, carte di credito, prestiti studenteschi, azionario, ecc). Gli Usa possono affrontare e sostenere una nuova crisi, nonostante la parte più indifesa della loro popolazione ne paghi già ora il prezzo, non così l’Unione Europea.

Gravata da una moneta a misura di Germania, da politiche recessive e da conflitti interni crescenti, tra un establishment che mira alla distruzione degli stati, classi politiche nazionaliste (eccetto quella italiana, del tutto corrotta e serva agli interessi internazionali) e crescenti movimenti di opposizione interna a tutti gli stati dell’UE che stanno prendendo coscienza del declino economico che L’UE impone a tutti a vantaggio della Germania, del declino democratico dei paesi europei, della guerra di classe che le classi dominanti conducono contro tutte le altri classi sociali, delle reali intenzioni di chi sostiene questo Frankenstein.

Un mostro voluto, ottenuto e sostenuto dagli Usa, dagli interessi dei vertici, dalle ideologie distorte diffuse dai media allineati, meri strumenti di propaganda, che continuano a diffondere menzogne nonostante siano quotidianamente smentiti dai fatti. Uno strumento di politica e di dominio destinato a cadere dalle stesse leggi dell’economia. O destinato a trasformarsi in qualcosa di peggio.

L’UE barcolla per le ferite che si è inferta in questi anni di politiche recessive. Se da un lato è riuscita a rallentare pesantemente l’economia mondiale, dall’altro ha demolito o saccheggiato le economie dei suoi stati membri, ha impoverito le popolazioni soprattutto quelle più deboli e ha reso fragili le aziende e le banche, vulnerabili se non indifese di fronte agli shock che i mercati e il futuro provocheranno.

Anche se gli Usa non scateneranno la guerra commerciale e la guerra valutaria contro l’UE, è solo questione di tempo prima che una delle bolle che stanno montando esploda con effetti globali.

Contemporaneamente i movimenti no–euro dentro gli stati stanno montando, alimentati dal malcontento dei cittadini sempre più poveri e dai giovani derubati di un futuro dalle classi dirigenti. La prossima tappa saranno le elezioni francesi del 23 aprile e del 7 maggio.

La Francia è pronta ad esplodere. Dopo aver subito 5 anni di cura Hollande, dopo aver subito attacchi terroristici di matrice politica più interna che internazionale, dopo aver visto imporre sotto la legge marziale la demolizione dei loro diritti, dopo aver subito l’imposizione di flussi migratori incontrollati. La medicina dell’UE non piace nemmeno a loro.

Chi vincerà tra la vecchia e la nuova politica? Chi vincerà tra la destra e la sinistra? Ci vincerà tra una LePen che incarna il malcontento e un improvvisato Macron, ricco banchiere che si dice di sinistra, ma che sostiene le politiche dell’UE?

I media danno vincente Macron, ma abbiamo imparato a conoscere questi media, quanta credibilità hanno le tv e i giornali oggi? Basta avere una testata famosa per essere credibili?

La storia recente dice no, non più. Le menzogne a pioggia non trovano più la stessa presa di 30 o 50 anni fa. I media non sono più credibili.

Forse è per questo che c’è la sensazione che le elezioni francesi daranno un’altra grande svolta agli avvenimenti. Un colpo di scena degno di una grande commedia.

Ma comunque vada sarà uno spettacolo.

Un ringraziamento a GioPizzi, Giovanni Pizzigoni, per il video sintesi sulle elezioni francesi e un secondo ringraziamento per la satira con cui lo ha condito.

A presto ;D

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