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I francesi hanno scelto

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Le elezioni francesi sono finite e i francesi hanno scelto Macron, il ricco banchiere, ex ministro di Hollande, europeista convinto, voluto e sponsorizzato dall’establishment francese ed europeo. Non a caso naturalmente. Il sostegno di banche, finanza internazionale, massoneria, lobby e altre associazioni non democratiche dimostra come ci sia un forte interesse nel controllare il nuovo presidente e quindi le istituzioni francesi.

Che dire? Dopo aver visto la pessima figura della LePen all’ultimo dibattito televisivo, veramente deludente, dubitavo che riuscisse ad affermarsi, ma non pensavo che Macron vincesse con un margine così ampio. La sinistra e perfino una fetta molto ampia della classe operaia ha votato per lui.

Perché?

In parte gli effetti della disinformazione e della propaganda dei media allineati, in parte forse i francesi non hanno gustato a fondo gli effetti della cura “euro”. O sperano di evitarla. Forse non subiranno quello che l’Italia ha subito, ma l’euro non perdona e ben presto avranno una maggiore coscienza della loro situazione. Spero per loro che alle parlamentari non votino per Macron, limitandone così il potere.

Di certo con la vittoria di Macron, ora l’attenzione della Germania e dell’Ue torna all’Italia e ben presto ne sentiremo gli effetti. L’obiettivo penso sia quello di commissariare il nostro paese per massacrarlo economicamente e socialmente e saccheggiarlo come hanno fatto con la Grecia.

Quello di cui siamo sicuri è che l’anno prossimo aumenterà l’iva e la tassazione in generale, che la crisi bancaria si riaffaccerà presto, direi entro l’estate, che le elezioni in Italia si faranno l’anno prossimo, con risultati prevedibili, che appena la Bce smetterà di comprare obbligazioni mezza Europa andrà in ginocchio, ma l’Italia sarà la prima.

Penso ancora che il resto dell’anno ci riserverà altre sorprese.

No, non so quali, anche se la mia immaginazione galoppa. Sospetto che subiremo le ripercussioni di quello che accadrà nel resto del mondo.

L’economia mondiale barcolla sotto il peso di un debito enorme e di una finanza obesa e dedita a saccheggiare l’economia reale. Usa, Cina e Giappone mostrano segnali che dovrebbero preoccupare, mentre le maggiori banche centrali del pianeta continuano a pompare denaro per tenere in piedi l’economia. Questo mentre gli Usa cercano di riacquistare il loro ruolo di dominatori del mondo, in una contesa a tre con Russia e Cina.

Comunque vada sarà uno spettacolo.

Tu che ne pensi?

I fatti della Storia odierna

Stasera due parole sulle elezioni francesi e sui migranti. Che centrano le elezioni francesi e i migranti con Vite Consapevoli? Vivere vite consapevoli significa essere consapevoli della realtà e quindi comprendere tra l’altro i meccanismi dietro ai grandi eventi che riguardano popoli e nazioni o il mondo intero.

Lo scorso weekend abbiamo assistito al primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Fra una settimana si svolgerà il secondo turno che deciderà quale dei due candidati diventerà presidente e fra un mese seguirà l’elezione del parlamento francese.

Le elezioni francesi sono determinanti per il futuro della Francia, dell’Ue e del mondo occidentale. Non scherzo. Se vince la LePen e come promette farà uscire a Francia dall’Ue, allora l’unione europea e l’euro sono finiti e con loro finisce l’esperimento socioeconomico che l’establishment occidentale cerca di realizzare sulla pelle dei cittadini europei, allo scopo di demolire gli stati socialisti e creare gli Use, gli stati uniti d’europa, macro–organismo sovrastatale intrinsecamente non democratico.

Quanto importante siano le elezioni lo confermano le campagne mediatiche che i media allineati francesi e del continente stanno conducendo senza pause da mesi, lo confermano le pressioni da parte della politica e degli intellettuali allineati, lo conferma anche la sequenza di eventi non casuali che hanno caratterizzato queste elezioni francesi.

Dall’intervento della giustizia francese su Fillon e LePen, dalle pressioni del mondo della finanza, dagli attentati in Francia tutti di stampo interno ultimo quello a due giorni dalle elezioni che ha chiuso in anticipo la campagna elettorale e avvantaggiato Macron su Melenchon. Solo per citarne alcuni.

Il primo turno è finito con la vittoria di Macron, premiato dall’elettorato delle grandi città, dagli effetti dell’attentato sull’elettorato più anziano, ma anche da alcuni degli altri candidati, in primis lo stesso Fillon, che hanno partecipato più per sottrarre voti alla LePen che per vincere.

Ma il secondo turno non sarà come il primo, la finzione delle divisioni ideologiche destra–sinistra, cadrà del tutto per lasciare il campo alla divisione tra chi è abbiente e chi si sta impoverendo, tra chi paga le politiche europee e chi ne sta godendo. E anche tra chi non accetta o non si può permettere le politiche di immigrazione e chi invece le vuole.

Perché l’immigrazione è un altro tassello del piano per l’Europa. Dalla fine del 2013 i vertici politici europei hanno dato il via libera ai flussi migratori adducendo scuse come l’invecchiamento della popolazione, o la scarsa natalità, o la mancanza di manodopera, o altro ancora. Scuse, anzi più che altro menzogne.

Hanno dato il via libera alle organizzazioni criminali e private che guadagnano miliardi sui flussi migratori, che dall’Africa trasportano giovani in cerca di fortuna in un’Europa in crisi. Il business si è sviluppato in modo tale da far sbarcare in Italia più di mezzo milione di migranti in 3 anni, prevalentemente giovani uomini poco scolarizzati, di origine africana, di classi sociali medio–basse, con l’obiettivo di arricchirsi. Solo il 3% sono rifugiati in fuga da guerre o peggio.

Ma se è facile comprendere lo scopo delle organizzazioni che guadagnano riccamente in africa, pagate dai migranti, e in Italia, pagate dalle istituzioni per mantenere i migranti, qual è lo scopo dei vertici europei? Qual è lo scopo di coloro che pagano riccamente le Ong che traghettano i migranti dalle coste della Libia ai porti italiani dichiarando di averli salvati in mare?

Se si guardano gli effetti crescenti della presenta dei milioni di migranti in Europa, gli scopi sono molteplici: avere a disposizione eserciti di lavoratori di riserva, disposti a lavorare per pochi soldi, con cui schiacciare ancora di più i salari di italiani ed europei; migranti che difficilmente trovano lavoro nei paesi in crisi come l’Italia in recessione, o nei paese ricchi come la Germania senza lingua e competenze utili; migranti che quindi devono essere mantenuti, pesando sui conti statali; migranti che in tale numero hanno difficoltà a integrarsi e che creando tensioni e destabilizzazione sociale.

La storia insegna, le migrazioni riguardano popoli che cercano di conquistare e colonizzare o bisognosi alla ricerca di un futuro, di lavoro e risorse, che un paese fiorente può usare e integrare tra i suoi cittadini. Questi migranti trasportati attraverso l’africa per migliaia di chilometri sembrano più strumenti di manipolazione sociale e politica.

Questi sono alcuni fatti di quest’epoca che ognuno di noi dovrebbe conoscere e comprendere, perché sconvolgeranno la nostra vita, il nostro futuro. Stiamo assistendo alla realizzazione di progetti iniziati il secolo scorso che riguardano il nostro mondo, le nostre vite, che lo vogliamo o meno.

Stiamo a vedere se Macron vincerà. Io ne dubito, ma dipende dai francesi.

E stiamo a vedere quanto l’Italia potrà sopportare il gioco che la sta impoverendo e soffocando. Credo che ancora una volta dovremo essere salvati da altri. A quale prezzo?

Ti invito a guardare il documentario qui sopra. Offre una visione più ampia dell’Ue, del suo progetto e di dove ci sta portando.

A presto ;D

La caduta di Trump e le elezioni francesi

Come era facilmente prevedibile all’inizio dell’anno, questo è stato e sarà un anno ricco di colpi di scena. Tanto che se un anno fa avessi provato a raccontarlo a chiunque sarei stato preso in giro. Pensaci. Un anno fa ci si prospettava un futuro molto diverso da quello che oggi si affaccia al nostro orizzonte.

Usa. Nei primi 3 mesi del 2017 lo scontro dentro l’establishment Usa è salito di tono e di intensità, tra incessanti campagne dei media contro Trump, attacchi ingiustificati a lui e alla sua squadra, spionaggio costante, manifestazioni di piazza contro di lui, opposizione a ogni iniziativa anche da parte del suo stesso partito e così via.

Nonostante Trump non sia riuscito a portare avanti i provvedimenti promessi in campagna elettorale, non ha perso il sostegno dei suoi elettori, ma ha dimostrato di non avere il controllo del potere. E dopo aver assistito all’allontanamento del suo consigliere Bannon e alle scelte strategiche e militari di questi giorni, di facciata ma sostanzialmente aggressive e in linea con le politiche neocon, beh, possiamo dedurre che Trump e l’establishment che lo sostiene è stato sconfitto.

Prospettive future? Si torna alle solite politiche da padrone del mondo, aggressive e condotte con ogni mezzo, soprattutto per procura o attraverso servizi segreti e associazioni terroristiche, finanziate e armate appositamente. Questo naturalmente andrà a scontrarsi con le politiche di Russia e Cina che lavorano per ampliare la propria influenza in africa, asia e medio oriente, per rendersi indipendenti dalle strutture finanziarie occidentali e dal dollaro come moneta di scambio.

Nel frattempo, la crisi economica Usa incombe e le bolle speculative sono tante e tali da offrire l’imbarazzo della scelta (automobili, immobiliare, carte di credito, prestiti studenteschi, azionario, ecc). Gli Usa possono affrontare e sostenere una nuova crisi, nonostante la parte più indifesa della loro popolazione ne paghi già ora il prezzo, non così l’Unione Europea.

Gravata da una moneta a misura di Germania, da politiche recessive e da conflitti interni crescenti, tra un establishment che mira alla distruzione degli stati, classi politiche nazionaliste (eccetto quella italiana, del tutto corrotta e serva agli interessi internazionali) e crescenti movimenti di opposizione interna a tutti gli stati dell’UE che stanno prendendo coscienza del declino economico che L’UE impone a tutti a vantaggio della Germania, del declino democratico dei paesi europei, della guerra di classe che le classi dominanti conducono contro tutte le altri classi sociali, delle reali intenzioni di chi sostiene questo Frankenstein.

Un mostro voluto, ottenuto e sostenuto dagli Usa, dagli interessi dei vertici, dalle ideologie distorte diffuse dai media allineati, meri strumenti di propaganda, che continuano a diffondere menzogne nonostante siano quotidianamente smentiti dai fatti. Uno strumento di politica e di dominio destinato a cadere dalle stesse leggi dell’economia. O destinato a trasformarsi in qualcosa di peggio.

L’UE barcolla per le ferite che si è inferta in questi anni di politiche recessive. Se da un lato è riuscita a rallentare pesantemente l’economia mondiale, dall’altro ha demolito o saccheggiato le economie dei suoi stati membri, ha impoverito le popolazioni soprattutto quelle più deboli e ha reso fragili le aziende e le banche, vulnerabili se non indifese di fronte agli shock che i mercati e il futuro provocheranno.

Anche se gli Usa non scateneranno la guerra commerciale e la guerra valutaria contro l’UE, è solo questione di tempo prima che una delle bolle che stanno montando esploda con effetti globali.

Contemporaneamente i movimenti no–euro dentro gli stati stanno montando, alimentati dal malcontento dei cittadini sempre più poveri e dai giovani derubati di un futuro dalle classi dirigenti. La prossima tappa saranno le elezioni francesi del 23 aprile e del 7 maggio.

La Francia è pronta ad esplodere. Dopo aver subito 5 anni di cura Hollande, dopo aver subito attacchi terroristici di matrice politica più interna che internazionale, dopo aver visto imporre sotto la legge marziale la demolizione dei loro diritti, dopo aver subito l’imposizione di flussi migratori incontrollati. La medicina dell’UE non piace nemmeno a loro.

Chi vincerà tra la vecchia e la nuova politica? Chi vincerà tra la destra e la sinistra? Ci vincerà tra una LePen che incarna il malcontento e un improvvisato Macron, ricco banchiere che si dice di sinistra, ma che sostiene le politiche dell’UE?

I media danno vincente Macron, ma abbiamo imparato a conoscere questi media, quanta credibilità hanno le tv e i giornali oggi? Basta avere una testata famosa per essere credibili?

La storia recente dice no, non più. Le menzogne a pioggia non trovano più la stessa presa di 30 o 50 anni fa. I media non sono più credibili.

Forse è per questo che c’è la sensazione che le elezioni francesi daranno un’altra grande svolta agli avvenimenti. Un colpo di scena degno di una grande commedia.

Ma comunque vada sarà uno spettacolo.

Un ringraziamento a GioPizzi, Giovanni Pizzigoni, per il video sintesi sulle elezioni francesi e un secondo ringraziamento per la satira con cui lo ha condito.

A presto ;D

Vivere diffidando dei media

Fatti e opinioni

Si può vivere senza media?

Il primo passo è stato abbandonare i tg, anzi la tv, poi per anni ho letto almeno 2 giornali ogni giorno, poi mi sono dato alla stampa estera, poi li ho abbandonati per il web. Che però è un mare dove i siti dei media non sono diversi della loro versione offline, dove chi come Google News offre notizie non è esente dalle stesse influenze e dalle stesse logiche dei media, dove ci sono centinaia di siti e blog che offrono informazione, ma che devono essere valutati prima di prenderli in considerazione. E chi sa come si valuta una fonte di informazione? Non è semplice.

Negli ultimi 8 anni abbiamo assistito a una deriva dei media allineati, la manipolazione sottile si è fatta pervasiva e poi è diventata propaganda. A poco a poco la cosa è diventata sempre più evidente: i titoli, i tempi o gli spazi, le posizioni o gli orari, i toni, il significato delle parole, i giornalisti che non fanno le domande importanti, ma lasciano parlare i politici, i media che si schierano per questo e per quello, le opinioni che vengono considerate come fossero fatti e via dicendo. Finché non si è arrivati alla menzogna.

E quando un media o un giornalista mentono bruciano la loro credibilità. E senza credibilità chi li ascolta più? Pochi. Ed è quello che sta succedendo: i giornali vendono sempre meno copie, in Italia vivono ormai con i contributi pubblici o con altre entrate, gli ascolti delle tv stanno scemando e sono destinati al declino, via via che le persone passano al web e muoiono.

Per quanto un individuo non abbia la formazione per comprendere perché e come, è solo una questione di tempo prima che cerchi alternative a media che manipolano sistematicamente l’informazione.

È iniziata la crisi dei media e del giornalismo. Hanno bruciato la loro credibilità e il declino è inarrestabile.

Possiamo vivere senza informazioni?

Sì, finché riguardano ciò che è lontano da noi, ma quando ci riguardano da vicino, allora abbiamo bisogno di sapere per poter prendere delle decisioni. Ma ora che i media allineati sono inaffidabili come facciamo? Ci rivolgiamo ai media del web? Ma chi ci garantisce che siano inaffidabili?

E poi chi ci dice che le fonti primarie delle informazioni siano affidabili? Specialmente se consideriamo che la maggior parte dell’informazione arriva da istituzioni.

Allora dove troviamo informazioni affidabili?

La risposta è che dobbiamo vivere diffidando dei media. Dobbiamo sviluppare e usare il nostro senso critico. Dobbiamo spendere tempo per verificare l’informazione e le fonti.

Dobbiamo imparare a vivere diffidando dell’informazione, soprattutto quella gratis.

A presto ;D

Dov’è finito il libretto delle istruzioni?

libretto di istruzioni

Siamo esseri umani e veniamo al mondo più o meno nello stesso modo, dal ventre di nostra madre dopo nove mesi di sviluppo, ripercorrendo l’evoluzione della vita su questo pianeta: dalla cellula al mammifero. In un modo o nell’altro passiamo dal ventre caldo della mamma a questo mondo freddo e rumoroso, infido e sporco, dove qualcuno ci schiaffeggia per scoprire se siamo degni delle sfide che ci aspettano.

Siamo in grado di affrontarlo, il mondo?

La risposta è sì, quasi tutti partiamo dotati delle più sofisticate soluzioni biologiche che l’evoluzione ha fornito per affrontare la realtà in cui ci ritroviamo. Eppure non è come ce la raccontano, non è mai come ce la raccontano, ammettiamolo: quasi tutti mentono su quasi tutto, ma prima di capirlo ne dobbiamo fare di strada.

Nasciamo con un potenziale infinito, siamo miracoli, piccoli gesù cristo che si sintonizzano fin da subito sui genitori, quella coppia di creature rumorose e sciocche che diventano l’esempio da imitare per imparare a cavarsela contro i pericoli e le insidie del mondo, ma soprattutto con i nostri simili.

Questo perché qualcuno si è fregato il libretto delle istruzioni, come a suo tempo si erano fregati quelli dei nostri genitori e prima quelli dei nonni e via dicendo.

Cosi ci ritroviamo ad assorbire, a “scaricare” da papà e mamma tutto quello che serve per essere svegli, furbi e cazzuti come loro. Peccato che normalmente i nostri genitori sono dei pirla che ne capiscono mezza del mondo in cui vivono.

Ok, ok, esagero, scusa mamma, scusa papà. Diciamo che se la cavano abbastanza con la realtà delle cose, cos’è una sedia, la parete, il gatto, le posate, il cibo, come si fa andare da li a qui, di cosa sono fatti gli oggetti, come si guida l’automobile, cosa evitare e cosa invece cercare e via dicendo.

Peccato che di loro stessi ne sanno poco, molto poco, soprattutto di come funziona quello che hanno dentro, la stoppa, i meccanismi, la macchina arcana. Hanno imparato dai loro genitori quello che potevano e poi sono andati a istinto, a tentativi, prove e disastri. Se va bene si faranno un’idea delle cose che contano verso i cinquanta, i sessanta, o forse mai.

E non parliamo poi del mondo umano, della società e della politica, dell’economia e della filosofia. Cos’è la filosofia? Eh, appunto. Ma non è colpa loro, come non è colpa nostra. E’ che senza il libretto delle istruzioni procediamo a tentoni.

Prima scarichiamo dai nostri genitori tutto, il meglio e il peggio, la saggezza, la gioia, l’amore, ma anche le paure, le credenze, i casini e le cicatrici che ci porteremo in testa e nel cuore per un bel po’. Da loro impariamo a pensare, a parlare, a provare le emozioni e a come gestirle. Spesso nel modo sbagliato. Quando diventiamo consapevoli, presenti, ci rendiamo vagamente conto delle lacune e delle migliaia di domande senza risposte.

Sarebbe quello il momento in cui ci fanno leggere il libretto delle istruzioni, ma nessuno ce lo da. E così subissiamo di domande mamma e papà fino a far loro schizzare gli occhi dalle orbite. Finché non ci sbattono all’asilo e poi a scuola con altri bambini messi più o meno come noi se non peggio e con adulti tristi che ci insegnano come memorizzare un sacco di informazioni, in buona parte inutili, ma soprattutto ci insegnano come obbedire, come conformarci alle regole, a quello che la società, lo stato, la religione si aspetta da noi. Un massacro.

Nel momento di massimo potenziale ci tarpano le ali. E i genitori che già hanno passato l’ordalia lo trovano normale. Normale, capisci?

Così collezioniamo traumi e cicatrici per poi passare buona parte della vita cercando di curarli e risolverli. Solo dopo aver sciolto i nodi peggiori, forse troviamo abbastanza lucidità e consapevolezza per cercare di comprendere come funzionano veramente le cose.

E scopriamo di essere parte di qualcosa di più grande, di gruppi, macro organismi che chiamiamo stato, religione, partito, azienda, squadra di calcio, famiglia e via dicendo, creature che vivono grazie a noi, che prendono le nostre energie e il nostro tempo dandoci in cambio sicurezza, se va bene.

Perché questa storia che chiamiamo vita e in cui veniamo partoriti era già vecchia migliaia di anni fa ed è affollata di adulti stronzi che si fanno strada senza scrupoli per cogliere quello che possono prima che tutto finisca, per godere finché possono, o di adulti incasinati anche peggio di noi, che si aggrappano a quello che hanno mentre cercano di capirci qualcosa di più.

Hai presente, no? Chi siamo? Dove andiamo? Come funzioniamo? Cosa vogliamo? Perché? Cosa conta veramente per noi? Cos’è la vita realmente? Cos’è la morte? Eccetera, eccetera, eccetera.

Finché non diventiamo abbastanza consapevoli per chiederci dov’è finito il maledetto libretto delle istruzioni.

A presto ;D

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