Ogni scelta modella la tua vita. Diventa consapevole delle tue scelte

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I media e la visione della realtà

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Alcuni tra i miei lettori mi hanno chiesto perché stia dedicando tanto tempo alla politica e ai media. La risposta è semplice: perché per vivere una vita consapevole è necessario comprendere come politica e informazione influenzano la nostra vita e le nostre scelte.

Stasera attiro ancora la tua attenzione sui media per approfondirne il ruolo ideale e reale. Un media è un mezzo di informazione e di divulgazione, come giornali, riviste, cinema, radio e televisione, che ha lo scopo di trasmettere informazioni a molte persone distanti.

Come già ripetuto in altri post, noi esseri umani percepiamo la realtà attraverso i nostri sensi, organi straordinari ma con numerosi limiti. Le nostre scelte e le nostre azioni dipendono dalla nostra visione della realtà. I media sono un modo per raccogliere informazioni oltre i nostri limiti, in quanto trasmettono le testimonianze di altri esseri umani. O così dovrebbe essere.

Di solito un media di massa è un’organizzazione complessa di persone e mezzi con l’obiettivo di divulgare informazioni a molte persone attraverso uno o più canali. Dopo 4 secoli di dominio della carta stampata (esistente fin dalla fine del XV secolo), altri mezzi di comunicazione si sono succeduti fino ai giorni nostri: registrazioni audio (dalla fine del 19° secolo), cinema (dal 1900 circa), radio (dal 1910 circa), televisione (dal 1950 circa) ed infine il web (dal 1990 circa).

Nonostante i mezzi di comunicazione sempre più numerosi, la natura della comunicazione non è cambiata in quanto si deve adattare alla natura dell’utente, l’uomo, che riceve informazioni attraverso i suoni, le immagini e la scrittura. Qualunque sia il mezzo con cui l’informazione ci raggiunge, le caratteristiche fondamentali che questa deve avere è l’autenticità e l’affidabilità. L’informazione di qualità deve anche essere completa e precisa, per permetterci di comprendere e definire una visione più vicina possibile alla realtà.

Perché?

Perché abbiamo bisogno di una visione corretta e previsa della realtà per poter prendere decisioni adeguate e corrette. Una visione distorta, limitata, manipolata ci porta fuori strada, ci spinge a prendere decisioni sbagliate di cui pagheremo il prezzo.

Il ruolo dei media di massa dovrebbe essere quello di informare le persone/cittadini sui fatti, in modo da permettere loro di comprendere la realtà e vederla per quella che è.

Paradossalmente è proprio per questo che i media sono inevitabilmente oggetto di interesse da parte di chi vuole manipolare le persone, in quanto controllando i media e l’informazione che diffondono, si influenza e manipola la visione delle realtà di lettori/spettatori/utenti, quindi si influenzano le loro scelte e i loro comportamenti.

Arrivando in questo modo anche a indurre le persone a prendere decisioni contrarie al loro interesse, ma favorevoli agli interessi di chi i media li possiede o li controlla o li influenza. Non a caso negli ultimi trent’anni i media si sono concentrati nelle mani di pochi proprietari, di solito grandi gruppi privati, di solito poco interessati a produrre buona informazione.

I media oggi sono influenzati da una ristretta élite, da una minoranza potente che mira ai propri interessi. Per questo non possono essere considerati fonti credibili o affidabili. E come tutte le fonti non affidabili dovrebbe essere abbandonate, ignorate o consultate con la dovuta attenzione o cautela.

Invece nonostante la maggioranza dei lettori sappia che non sono credibili, continuano ad essere seguiti e citati. Parlo delle tv private e pubbliche, parlo di giornali e periodici, parlo di siti web.

Dovremmo lanciare campagne di boicottaggio nei confronti di questi media, per costringerli a fare il loro mestiere o a fallire e chiudere. Che senso ha leggere un giornale che sai che manipola l’informazione politica ed economica? Che senso ha guardare una trasmissione condotta nel rispetto assoluto dello status quo, invece che del buon giornalismo di inchiesta?

L’attenzione, il nostro tempo sono le cose veramente preziose, sono la nostra vita. Perché li regaliamo, li sprechiamo leggendo o ascoltando fonti inaffidabili che mirano a manipolare le nostre scelte?

Boicottiamo i media allineati.

Se vuoi esprimere la tua opinione in proposito ti invito a lasciare un commento.

Grazie per la tua attenzione e a presto ;D

Oggi le guerre servono a tenere in piedi l’economia

Dopo la caduta del muro di Berlino ci si sarebbe aspettati un calo dei conflitti armati nel mondo, al contrario si è assistito a una crescita negli ultimi 30 anni. Perché?

Con la vittoria sul blocco sovietico, gli Usa non hanno cessato di voler dominare il pianeta. Non hanno smesso di rovesciare governi anche democraticamente eletti, di influenzare le elezioni e la politica interna di nemici ed alleati, di ampliare la propria influenza politica e militare, di costruire basi militari per il globo, di provocare guerre locali e di farle combattere ad altri. Gli Usa.

Non sono stati gli unici, per esempio Israele, Inghilterra e Francia hanno fatto altrettanto in più occasioni, per i propri interessi, dove era più utile per loro farlo. Ma gli Usa sono sempre i migliori, il secolo scorso come oggi, lo stato imperialista per eccellenza con la maggior spesa militare del pianeta, con l’esercito più grande, con il maggior numero di servizi segreti e i più finanziati, con il maggior numero di progetti e impianti segreti e con gli scopi più ambiziosi.

Potremmo elencare questi conflitti: Afganistan (2001), Yemen (2002), Iraq (2003), Pakistan (2006), Somalia (2007), Libia (2011), Siria (2012), Ucraina (2014); tanto per citare alcune delle ultime guerre condotte direttamente dagli Usa. Se ci rifacciamo al numero del giugno 2014 dell’American Journal of Public Health, troviamo un articolo a firma di autorevoli esperti di salute pubblica che tratta il ruolo della sanità pubblica nella prevenzione della guerra e rivela che dalla fine della 2a guerra mondiale ci sono stati circa 250 conflitti armati nel mondo, mentre gli Usa hanno lanciato più di 200 operazioni militari nel mondo.

Ma se a questo aggiungiamo le rivelazioni sulle cause dei conflitti e sulle azioni dei servizi segreti Usa in paesi stranieri, alleati o meno, scopriamo come l’80% dei conflitti sia stato determinato o sia stato conseguenza della politica estera Usa.

La guerra al terrore lanciata dagli Usa dopo il 2001 ha provocato o giustificato la quasi totalità dei conflitti del 21° secolo, d’altra parte le evidenze dimostrano come gli Usa siano responsabili della creazione dei grandi gruppi terroristici, nemici dell’umanità o almeno dell’occidente, responsabili della maggior parte degli attentati terroristici nel mondo, AlQaida e Isis. Ci sono evidenze innegabili di questo e di come i servizi segreti Usa li abbiano finanziati, organizzati, armati, addestrati e utilizzati in innumerevoli occasioni.

Le motivazioni dietro a tutto questo sono diverse, le principali sono piuttosto ovvie:

  1. mantenimento della propria posizione dominante, a livello politico e militare,
  2. controllo delle fonti delle risorse chiave, come quelle energetiche,
  3. stimolo per la più importante industria degli Usa, quella militare, e di conseguenza per l’intera economia americana.

Nell’intervista l’attivista e pacifista Joe Lombardo spiega come e perché negli ultimi anni gli Usa abbiano bisogno di conflitti per mantenere in piedi la loro economia e l’enorme apparato militare che hanno costruito.

Ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Non regalare la tua fiducia, verifica le informazioni presso altre fonti e usa la tua testa. Buon ascolto

La realtà che non vediamo

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Una delle rivelazioni più importanti della nostra infanzia è che esistono mondi che non vediamo, aldilà dei nostri sensi, che appartengono ad aspetti nascosti della realtà, nascosti e misteriosi.

I nostri genitori, consciamente o inconsciamente, ci trasmettono il loro modello interpretativo della realtà, la loro visione delle cose, di come comportarsi in certe situazioni piuttosto che in altre. Di conseguenza a seconda del loro rapporto con la realtà possiamo considerare il mondo come un parco giochi in cui scorrazzare liberamente fino a trovarne i confini, o imparare a temerne certi aspetti, di solito senza comprendere bene perché, solo per la paura che i nostri genitori provano a proposito.

In entrambi i casi è solo questione di tempo prima che ci imbattiamo in confini invisibili di mondi che non vediamo. Sì, davvero! E in quanto invisibili ci vengono svelati da chi li conosce già, in primo luogo dai nostri genitori.

Quali sono questi mondi nascosti?

I primi mondi invisibili in cui ci imbattiamo di solito sono quelli delle cose molto piccole e delle cose molto distanti. Ma altri seguono via via che cresciamo: il mondo del tempo, il mondo degli adulti, il mondo dello spazio oltre la terra, il mondo delle storie e del c’era una volta, il mondo della morte e dei defunti, il mondo delle parole non dette, il mondo delle domande senza risposte e molti altri ancora.

E sono questi mondi che non vediamo che mettono a prova l’infallibilità dei nostri genitori. Cercando di conoscerli scopriamo che neppure loro li conoscono, o non li conoscono abbastanza per la nostra curiosità.

Stasera torniamo indietro per approfondire la nostra conoscenza dei mondi invisibili, perché la loro comprensione è fondamentale per lo sviluppo della nostra consapevolezza e troppo spesso, quando siamo bambini, nelle nostre esplorazioni parziali ci lasciamo indietro parti di noi o dei nostri possibili futuri.

Partiamo dal mondo del molto piccolo.

La nostra vista è un senso straordinario, ma ha numerosi limiti che raramente comprendiamo a fondo, non da bambini. Uno di questi limiti è la percezione delle cose piccole.

Quanto deve esser grande un oggetto o una macchia perché lo possiamo vedere?

Circa 1 decimo di millimetro, o poco meno. Ma in realtà possiamo percepire anche oggetti più piccoli se posti su uno sfondo in contrasto, per esempio nero su bianco, o su un piano retroilluminato, o se consideriamo linee o oggetti di una certa forma. In questi casi arriviamo anche a dimensioni di un centesimo di millimetro e talvolta anche meno.

Da bambini seguiamo curiosi i minuscoli insetti che zampettano, studiamo con attenzione le piccole macchie sopra gli specchi, osserviamo da vicino i pori e la trama della pelle della mamma. Questo finché il comportamento e dal tono della voce dei genitori dei nostri genitori non ci rivela che ci sono cose ancora più piccole, per esempio la polvere che magicamente appare sulle superficie quando non guardiamo. Oppure non incappiamo in certe esperienze che ci fanno dubitare dell’assolutezza dei nostri occhi, anzi della nostra vista.

Così nella luce estiva o in quella fredda di un faro che illumina il buio possiamo scoprire la polvere che vortica nell’aria, visibile solo nel fascio e non fuori. O facciamo la conoscenza delle muffe che compaiono magicamente sul formaggio e nelle fughe delle piastrelle. Mentre il nostro tatto ci dà conferma che le superfici che crediamo lisce sono spesso ruvide o granulose.

Finché qualcuno finalmente ci racconta delle cellule che compongono il nostro corpo, degli atomi che compongono la materia e, se siamo fortunati, ci rivelano alcuni dei limiti della vista umana e degli altri sensi. Allora ci emozioniamo di fronte ai miraggi o alle illusioni ottiche di certe figure dalle forme e dai colori ingannevoli.

Dopo aver passato anni a convincerci che il mondo fosse concreto e sicuro, ecco che scopriamo che una fetta della realtà non la vediamo affatto. Nel tempo i nostri genitori o la scuola ce ne mostrano le immagini: acari, batteri, superfici viste e ingrandite attraverso i microscopi e molto altro, ma raramente ci viene data una visione d’insieme, uno sguardo panoramico.

In questo e nei prossimi post cerchiamo di porre rimedio a questa lacuna.

L’aria attorno a noi

Molto raramente diventiamo consapevoli di ciò che c’è nell’aria attorno a lui, la vediamo limpida a meno di giornate nebbiose o del fumo di un fuoco o di una ciminiera, o di evidenze indirette come il cielo biancastro di nubi o foschia, la sabbia caduta insieme alla pioggia sui vetri e sulle superfici riflettenti, odori intensi che pervadono l’aria, la polvere che certa luce o certi fasci di luce evidenziano ai nostri occhi.

Raramente l’aria è pulita come l’immaginiamo, anzi per noi che viviamo in città, lungo strade percorse da centinaia o migliaia di veicoli ogni giorno l’aria è una sospensione di polveri vorticanti di varia natura, di sostanze chimiche odorose o meno generate da piante, rilasciate da oggetti o emesse da macchine di solito per combustione. Ma anche di batteri, spore, microorganismi e residui organici di varia natura, come per esempio scaglie della nostra pelle.

Quando ci muoviamo tutto questo si deposita su di noi, sui nostri vestiti, aderisce alla nostra pelle. Ad ogni respiro ne inspiriamo una porzione dentro i nostri polmoni. Buona parte delle polveri e delle sostanze si fermano nel naso e nella bocca, nella prima parte del nostro sistema respiratorio, depositandosi su mucose, lingua, gola, eccetera, che per fortuna hanno i loro sistemi di pulizia che cattura, rende inerte ed espelle polveri, sostanze e microorganismi. A meno che non siano troppo piccoli, come nel caso delle polveri sottili generate da combustione ad alta temperatura (es: inceneritori), allora tutto finisce nei polmoni e da qui in circolo e perfino nelle cellule.

L’aria di montagna ci appare pulita perché la concentrazione di polveri e microorganismi è minore, sia perché ci sono meno fonti artificiali, ma più naturali, sia perché correnti e precipitazioni ne accelerano l’abbattimento. Ma in realtà a terra l’aria è sempre pervasa da polveri, sostanze chimiche, microrganismi, eccetera. La civiltà moderna ne ha aumentato le concentrazioni e la pericolosità.

L’acqua che scava le montagne

L’acqua dei mari e dei fiumi, ma anche l’acqua che beviamo è in realtà una soluzione se non un brodo di sostanze, particelle e organismi. Non a caso l’acqua è un potente solvente che scava le montagne ed è anche la culla della vita. Noi siamo fatti prevalentemente di acqua.

L’acqua scioglie ogni cosa e se non la scioglie la scava, la trasporta per poi rilasciarla sul fondo di mari, laghi e fiumi. L’acqua del mare è salata perché scioglie i sali minerali dalla roccia e dal terreno, ma è anche ospite di innumerevoli creature viventi, la maggior parte piccola per i nostri occhi, come il plancton, ma fondamentale per la vita degli oceani.

E l’acqua che beviamo?

L’acqua che esce dai rubinetti è depurata, cioè viene rimossa la maggior parte dei materiali sospesi, per esempio tramite filtrazione, e la maggior parte dei microrganismi e delle sostanze organiche tramite trattamenti chimici, come la clorazione. Disciogliere sostanze a base cloro serve a rendere l’acqua potabile, ma comporta l’introduzione e la formazione di sostanze che rimangono nell’acqua che beviamo.

Quindi dobbiamo bere acqua minerale in bottiglia?

Anche l’acqua minerale è in realtà una soluzione di sali e organismi e, anche se non viene trattata, di solito, gli studi indipendenti compiuti provano che non è significativamente migliore dell’acqua potabile che arriva nei rubinetti, mentre genera rifiuti inquinanti che rientrano nella catena alimentare.

Ma non è mia intenzione dare consigli sull’acqua da bere o invitare a comportamenti rispettosi dell’ambiente. Tra l’altro è doveroso aggiungere che il nostro organismo è in grado fino a un certo punto di bere acque non potabili, ma rischiando esposizioni a malattie ed inquinanti che tendono ad accorciare la vita umana.

Quello che voglio sottolineare è che quando ci versiamo da bere, l’acqua che ci appare così limpida contiene disciolti sali, aria e sostanze volatili e non solo nelle bollicine che vediamo salire, poi contiene tutte le sostanze che ha trovato nelle tubature o nella bottiglia e nel bicchiere. Per esempio la polvere che si depositata nel bicchiere vuoto, i residui del lavaggio del bicchiere, soprattutto delle sostanze contenute nel sapone usato, se è uscito dalla lavastoviglie anche residui del brillantante che rende il bicchiere così belle e luminoso.

Per sua natura l’acqua scioglie le montagne e la maggior parte delle sostanze che ci sono in natura, è quindi naturale che in essa si trovino innumerevoli sostanze, polveri ed organismi.

Le superfici e i loro abitanti

Il mondo delle superfici è un mondo quasi alieno hai nostri occhi, le superfici che crediamo piane e lisce viste da molto vicino sono in realtà un susseguirsi di rilievi a vallate, crepacci e molto altro a seconda del materiale di cui sono fatte. Se questi è intuitivo per i materiali di origine naturale, come il legno o la pietra, meno lo è di fronte a materiali artificiali come vetro, plastica e metalli, ma vale in assoluto. La superficie può essere levigata e lucidata fino a ottenere superfici quasi piane, perfino specchi, ma la normalità è quella di una superficie solo in apparenza piana.

Il resto viene dall’aria o dall’acqua che scorre. Come tutti sappiamo per esperienza, tutto ciò che è in aria prima o poi ricade a terra, quindi ogni superficie viene prima o poi ricoperta di polvere e altro. Come già accennato anche noi ne siamo ricoperti, tutto ciò che è in aria ricade su di noi, sui nostri vestiti, sulla nostra pelle.

Quindi in realtà ogni superficie è una distesa più o meno fitta di polveri, microrganismi, insetti piccolissimi, residui organici o inorganici che noi chiamiamo sporco, fatti delle cose più disparate. Esempio? I residui degli esseri viventi, come le scaglie della nostra pelle, o microgocce di saliva, o altri fluidi o resti, come frammenti, ceneri o fibre di materiali portati dal vento. E molto altro.

Quindi quando puliamo le superfici, non facciamo altro che trasferire lo sporco a un panno usando liquidi detergenti o solventi che favoriscono il distacco dalla superficie e l’attrazione del panno.

Mentre quando usiamo l’acqua la pulizia è relativamente più efficace, se coadiuvata da sostanze detergenti o dal calore e se le si dà il tempo di esercitare la sua capacità solvente. Così come l’acqua porta via, l’acqua lascia residui. Ciò che portava in sé, per esempio tracce dei detergenti usati, o dello sporco prelevato da altrove o presente nei contenitori, ma in quantità di solito minori.

Questi sono solo alcuni dei punti di vista con cui si dovrebbe guardare il mondo piccolo, per comprendere la sua estensione e come sia interconnesso al mondo in cui viviamo. Per esempio per comprendere che è composto da molti mondi diversi a seconda della dimensione su cui ci soffermiamo, il millesimo di millimetro piuttosto che il milionesimo di millimetro o meno ancora. Tutti volti diversi di quella parte della realtà che non vediamo.

Approfondiremo ancora questo argomento con punti di vista diversi e altrettanto interessanti.

Alla prossima ;D

L’Italia può uscire dall’euro

Stasera ti propongo un video molto interessante che chiarisce in modo efficace una questione chiave relativa a euro e Unione Europea:

si può o non si può uscire dall’euro, dall’unione monetaria?

Naturalmente si può.

Quando qualcuno dice che “non ci sono alternative”, “there is no alternative” (TINA), dovresti diffidarne immediatamente perché alle costruzioni/convenzioni socioeconomiche umane ci sono sempre alternative, più costose forse, più difficili da realizzare o che richiedono più tempo, ma ci sono sempre alternative. Quindi chi afferma “non ci sono alternative” senza argomentare, senza spiegare il perché della sua affermazione è di solito un mentitore e un truffatore che mira a danneggiarti.

Questo vale anche per l’euro e l’UE. Politici e burocrati continuano a ripetere che non si può perché non si può “tornare indietro”, perché sarebbe la fine del mondo, perché i trattati non lo permettono, perché dovremmo pagare cifre enormi e perché non ci sono alternative.

Invece i trattati lo prevedono e lo permettono, anzi la stessa Germania che politicamente fa il bello e il cattivo tempo in Europa, per non dire che la domina, con i risultati che vediamo, la stessa Germania dicevo non permette che i trattati prevalgano sopra la sua costituzione e vieta un’unione federale di qualsiasi tipo.

E dovrebbe essere così anche per l’Italia, perché le norme fondamentali e inderogabili della costituzione italiana non permettono trattati economici come l’euro e l’UE.

Ma i trattati stessi prevedono l’uscita dall’euro e dall’UE, ma anche l’uscita dall’euro e non dall’UE, con l’abbandono dell’unione monetaria, il ritorno a una moneta propria e a proprie politiche economiche.

Come?

Attraverso una decisione politica da parte dei nostri rappresentanti politici e una dichiarazione con cui l’Italia sostiene la volontà di rinunciare alla partecipazione all’unione monetaria, in quanto non mantiene le promesse costitutive.

Punto.

Per poi riemettere una moneta sovrana con cui fare politiche sociali ed economiche senza più il gioco di una moneta troppo forte.

Ti invito ad ascoltare con attenzione l’intervento del giurista Luciano Barra Caracciolo, con attenzione e senso critico.

Luciano Barra Caracciolo è giurista, presidente di una sezione del Consiglio di Stato, consulente ministeriale e vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Qui puoi trovare il suo blog, ricco di contenuti straordinari. Qui e qui puoi trovare le sue pagine Facebook. Qui e qui puoi trovare i suoi libri. Qui puoi trovare la sua pagina Twitter.

Buona visione.

I fatti della Storia odierna

Stasera due parole sulle elezioni francesi e sui migranti. Che centrano le elezioni francesi e i migranti con Vite Consapevoli? Vivere vite consapevoli significa essere consapevoli della realtà e quindi comprendere tra l’altro i meccanismi dietro ai grandi eventi che riguardano popoli e nazioni o il mondo intero.

Lo scorso weekend abbiamo assistito al primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Fra una settimana si svolgerà il secondo turno che deciderà quale dei due candidati diventerà presidente e fra un mese seguirà l’elezione del parlamento francese.

Le elezioni francesi sono determinanti per il futuro della Francia, dell’Ue e del mondo occidentale. Non scherzo. Se vince la LePen e come promette farà uscire a Francia dall’Ue, allora l’unione europea e l’euro sono finiti e con loro finisce l’esperimento socioeconomico che l’establishment occidentale cerca di realizzare sulla pelle dei cittadini europei, allo scopo di demolire gli stati socialisti e creare gli Use, gli stati uniti d’europa, macro–organismo sovrastatale intrinsecamente non democratico.

Quanto importante siano le elezioni lo confermano le campagne mediatiche che i media allineati francesi e del continente stanno conducendo senza pause da mesi, lo confermano le pressioni da parte della politica e degli intellettuali allineati, lo conferma anche la sequenza di eventi non casuali che hanno caratterizzato queste elezioni francesi.

Dall’intervento della giustizia francese su Fillon e LePen, dalle pressioni del mondo della finanza, dagli attentati in Francia tutti di stampo interno ultimo quello a due giorni dalle elezioni che ha chiuso in anticipo la campagna elettorale e avvantaggiato Macron su Melenchon. Solo per citarne alcuni.

Il primo turno è finito con la vittoria di Macron, premiato dall’elettorato delle grandi città, dagli effetti dell’attentato sull’elettorato più anziano, ma anche da alcuni degli altri candidati, in primis lo stesso Fillon, che hanno partecipato più per sottrarre voti alla LePen che per vincere.

Ma il secondo turno non sarà come il primo, la finzione delle divisioni ideologiche destra–sinistra, cadrà del tutto per lasciare il campo alla divisione tra chi è abbiente e chi si sta impoverendo, tra chi paga le politiche europee e chi ne sta godendo. E anche tra chi non accetta o non si può permettere le politiche di immigrazione e chi invece le vuole.

Perché l’immigrazione è un altro tassello del piano per l’Europa. Dalla fine del 2013 i vertici politici europei hanno dato il via libera ai flussi migratori adducendo scuse come l’invecchiamento della popolazione, o la scarsa natalità, o la mancanza di manodopera, o altro ancora. Scuse, anzi più che altro menzogne.

Hanno dato il via libera alle organizzazioni criminali e private che guadagnano miliardi sui flussi migratori, che dall’Africa trasportano giovani in cerca di fortuna in un’Europa in crisi. Il business si è sviluppato in modo tale da far sbarcare in Italia più di mezzo milione di migranti in 3 anni, prevalentemente giovani uomini poco scolarizzati, di origine africana, di classi sociali medio–basse, con l’obiettivo di arricchirsi. Solo il 3% sono rifugiati in fuga da guerre o peggio.

Ma se è facile comprendere lo scopo delle organizzazioni che guadagnano riccamente in africa, pagate dai migranti, e in Italia, pagate dalle istituzioni per mantenere i migranti, qual è lo scopo dei vertici europei? Qual è lo scopo di coloro che pagano riccamente le Ong che traghettano i migranti dalle coste della Libia ai porti italiani dichiarando di averli salvati in mare?

Se si guardano gli effetti crescenti della presenta dei milioni di migranti in Europa, gli scopi sono molteplici: avere a disposizione eserciti di lavoratori di riserva, disposti a lavorare per pochi soldi, con cui schiacciare ancora di più i salari di italiani ed europei; migranti che difficilmente trovano lavoro nei paesi in crisi come l’Italia in recessione, o nei paese ricchi come la Germania senza lingua e competenze utili; migranti che quindi devono essere mantenuti, pesando sui conti statali; migranti che in tale numero hanno difficoltà a integrarsi e che creando tensioni e destabilizzazione sociale.

La storia insegna, le migrazioni riguardano popoli che cercano di conquistare e colonizzare o bisognosi alla ricerca di un futuro, di lavoro e risorse, che un paese fiorente può usare e integrare tra i suoi cittadini. Questi migranti trasportati attraverso l’africa per migliaia di chilometri sembrano più strumenti di manipolazione sociale e politica.

Questi sono alcuni fatti di quest’epoca che ognuno di noi dovrebbe conoscere e comprendere, perché sconvolgeranno la nostra vita, il nostro futuro. Stiamo assistendo alla realizzazione di progetti iniziati il secolo scorso che riguardano il nostro mondo, le nostre vite, che lo vogliamo o meno.

Stiamo a vedere se Macron vincerà. Io ne dubito, ma dipende dai francesi.

E stiamo a vedere quanto l’Italia potrà sopportare il gioco che la sta impoverendo e soffocando. Credo che ancora una volta dovremo essere salvati da altri. A quale prezzo?

Ti invito a guardare il documentario qui sopra. Offre una visione più ampia dell’Ue, del suo progetto e di dove ci sta portando.

A presto ;D

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