Ogni scelta modella la tua vita. Diventa consapevole delle tue scelte

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Come ripetuto più volte, siamo testimoni di un cambiamento epocale del mondo dell’informazione.

Dopo aver assistito, tra la fine del secolo scorso e l’inizio di questo, all’accentramento dei mezzi di informazione in pochi grandi gruppi che oggi controllano la maggior parte dei flussi informativi del pianeta, in questi ultimi anni stiamo assistendo a un cambio di marea.

Dopo decenni di manipolazione, l’opinione pubblica è diventata consapevole dell’inaffidabilità dei media allineati e della loro sistematica distorsione dei flussi informativi. E ha cercato fonti di informazione alternative. Il web ha permesso la diffusione di nuovi media, di fonti alternative che hanno evidenziato le incoerenze tra la realtà e la visione della realtà trasmessa dai media allineati.

Questo ha portato a un collasso della credibilità dei media allineati, ma invece di smettere di manipolare l’informazione, questi hanno attaccato il web e i nuovi media accusandoli di diffondere notizie false. Li accusano di fare quello che loro fanno da decenni. Questo perché i proprietari e chi dietro i media ha interesse a influenzare il consenso e l’opinione pubblica non sono interessati a media che informano, vogliono strumenti che influenzano la pubblica opinione.

La crisi dei media ha condotto alla guerra per l’informazione a cui stiamo assistendo ora e che si prospetta lunga e difficile. Che probabilmente avrà termine quando si ritroverà un nuovo equilibrio sociale e politico o quando verranno introdotti nuovi strumenti capaci di cambiare le prospettive dei mezzi di informazione.

Con alcuni amici ho cercato di rispondere a una semplice domanda: come è possibile migliorare la qualità dei flussi informativi? Come possiamo ridurre la manipolazione dell’informazione da parte dei media e delle fonti stesse?

Tra noi abbiamo considerato diverse risposte, alcune delle quali hanno portato ad approfondimenti e secondo me meritano la tua considerazione.

Una risposta potrebbe essere: è possibile creare una certificazione volontaria dei media che valuti e certifichi la qualità dell’informazione fornita, siano essi giornali, tv, siti web o altro.

Una certificazione è la dichiarazione con la quale una terza parte indipendente attesta che un sistema, un prodotto o un servizio è conforme ai requisiti di una norma o standard.

La proposta è creare un’organizzazione trasparente e trasversale, senza scopo di lucro, che proponga e sostenga la diffusione di una certificazione dell’affidabilità e dell’indipendenza dei media capace di offrire:

  1. a tutti la garanzia di informazione indipendente e affidabile,

  2. ai giornalisti di poter fregiarsi di un simbolo di prestigio e non dover subire l’imposizione di una linea editoriale strumentale,

  3. agli stati di garantire un’informazione affidabile ai propri cittadini,

  4. agli editori la possibilità di distinguersi tra i media per la qualità dell’informazione, ottenendo audience, lettori/ascoltatori e maggiori risultati aziendali.

Quali requisiti deve avere una certificazione dell’affidabilità dei media?

  1. Gestione democratica

L’organizzazione deve essere governata in modo democratico da membri riconosciuti e identificati appartenenti ai diversi ambiti e interessi del mondo dell’informazione: cittadini, giornalisti, editori, organismi pubblici, in breve tutti coloro che sono interessati a garantire un’informazione indipendente e affidabile.

  1. Settare e mantenere standard elevati

Definire uno schema di certificazione che offre le garanzie più elevate nella valutazione dell’affidabilità dei media e dell’indipendenza dell’informazione e garantirle nel tempo.

  1. Credibilità e rispetto

Guadagnare e mantenere una credibilità elevata attraverso pratiche chiare e trasparenti e attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di tutti le parti interessate. Buone pratiche come la rotazione degli auditors e degli enti certificatori, controlli frequenti di ogni elemento dell’equazione certificativa. Coinvolgimento ottenuto tramite formazione, informazione e promozione della visione e della missione della certificazione.

  1. Trasparenza

Ogni processo e decisione dell’organizzazione deve essere aperto e trasparente, accessibile al pubblico ed essere verificato regolarmente da terze parti indipendenti. La gestione della certificata non sarà diretta, ma delegata a enti certificatori accreditati da un’organizzazione indipendente, a sua volta verificata periodicamente da un altro ente di controllo. Tutti gli atti e le decisioni saranno trasparenti e accessibili.

  1. Certificazione adatta a tutti

Offrire una certificazione adeguata a tutti i media, siano della carta stampata, tv, siti, blog, nuovi media, anche alle agenzie di stampa. Una certificazione che non ha confini, ma che può essere applicabile ai media di tutto il pianeta.

  1. Glocal

Offrire una certificazione unica per il mondo intero, ma capace di tenere in considerazione le condizioni politiche o socioeconomiche locali. Che sappia offrire soluzioni e iter di sviluppo in grado di portare i media alla migliore informazione indipendente.

  1. Impatto positivo misurabile

Non limitarsi a certificare i media, ma valutarne il lavoro, aiutarli a sviluppare buone pratiche e coinvolgere tutte le parti interessate nel processo (es: lettori, giornalisti, ecc). Valutare gli effetti di un’informazione indipendente e affidabile.

  1. Indipendenza

Mantenere la propria indipendenza tramite trasparenza, controlli dei ruoli e delle carriere nell’organizzazione, proibizione di finanziamenti da parte di enti privati, limitazione da parte di quelli pubblici, badget pubblici.

Gli attori del progetto sono:

  1. Organizzazione
  2. Enti certificatori
  3. Ente accreditamento
  4. Auditor competenti
  5. Media
  6. Cittadini/utenti
  7. Altri stakeholders

Il meccanismo funziona grazie a:

  1. il bisogno dei cittadini di accedere a informazione indipendente ed affidabile per potersi informare e prendere le decisioni più corrette;

  2. il bisogno dei giornalisti di essere indipendenti e orgogliosi del proprio lavoro;

  3. il bisogno dei media di avere lettori o ascoltatori;

  4. il bisogno degli editori di avere media profittevoli.

Con il sostegno di rappresentanti di tutte le categorie coinvolte, ma soprattutto di utenti e giornalisti, si potrebbe garantire la diffusione della certificazione fino a renderla conosciuta da una buona parte dei cittadini. Una volta raggiunta la soglia critica di auto sviluppo, la certificazione dovrebbe diffondere in modo spontaneo e irreversibile. Questo finché verrà considerata affidabile, indipendente, eccetera.

Uno strumento di questo tipo darebbe fastidio a chi adesso usa i media come strumenti di manipolazione del consenso o per la propaganda. E potrebbe generare ritorsioni o strategie per la demolizione del progetto.

D’altra parte questo potrebbe essere uno strumento efficace per portare allo stesso tavolo media allineati e nuovi media, giornalisti, cittadini ed editori.

Tu cosa ne pensi?

Se vuoi puoi lasciare un commento con le tue impressioni.

A presto ;D

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