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Come abbiamo ripetuto in questi mesi, il 2016 è stato l’anno della propaganda dei media allineati, realizzata su menzogne, negando i fatti, o offrendo informazioni distorte o false prese da fonti inaffidabili se non ingannevoli. Prima di approfondire temi come l’analisi e la manipolazione dell’informazione e la verifica delle fonti, vorrei soffermarmi un attimo su un fenomeno comune a tutti i media occidentali, ma soprattutto a quelli italiani: confondere i fatti con le opinioni.

Il fenomeno si è sviluppato nell’ultimo ventennio, parallelamente alla concentrazione dei media nelle mani di pochi privati o aziende, causato concretamente dall’erosione del significato del termine/concetto di fatto. Come? Attraverso la manipolazione dell’informazione e della comunicazione.

I media e i giornalisti che dovrebbero garantire il significato di “fatto”, in quanto il loro ruolo è riportare i fatti agli utenti, che quindi devono saperli identificare con precisione, ebbene i media e i giornalisti sono proprio i responsabili del fenomeno.

A poco a poco hanno smesso di sottolineare la differenza tra fatti e opinioni, hanno dato un’attenzione e un’importanza crescente alle opinioni, a partire da quelle di figure autorevoli o autorità, portandole un poco alla volta sullo stesso piano dei fatti. Media e giornalisti hanno permesso a “ospiti” e colleghi di confondere fatti ed opinioni e di compararli apertamente come se avessero la stessa importanza, arrivando perfino a discuterli e a dubitarne. Così facendo hanno cambiato il significato di “fatto” nella mente di lettori/ascoltatori, fino ad eleggere le opinioni a fatti in diretta tv o perfino sui giornali.

Eppure è bagaglio culturale di ogni giornalista riconoscere i fatti dalle opinioni e non confonderli mai, in quanto da questo dipende la loro credibilità e l’affidabilità delle notizie che riportano. Eppure leggendo i giornali o ascoltando tg e trasmissioni, non sembra sia così.

Se gli intermediari che dovrebbero garantire la qualità dell’informazione non sono più affidabili, è importante che ognuno di noi sappia distinguere i fatti dalle opinioni.

Nel post “Fatti e opinioni” abbiamo già definito la differenza tra fatti e opinioni.

Cos’è un’opinione?

Un’opinione esprime la convinzione che una o più persone si formano nei confronti di fatti, persone, eventi, idee, e via dicendo, di solito in assenza di informazioni precise, complete e certe su di essi. Un’opinione è una interpretazione personale o collettiva del fatto in questione che, per quanto non confermata da prove e testimonianze imparziali e oggettive, si ritiene autentica fino a prova contraria. Ogni conoscenza o ipotesi o credenza che non è accertata è un’opinione.

Cos’è un fatto?

Un fatto è un evento accaduto e osservato da uno o più testimoni o determinato e compreso attraverso l’osservazione dei suoi effetti. Un fatto è definito da un’osservazione oggettiva e imparziale di esso e da una testimonianza oggettiva, completa e precisa dello stesso. L’esperienza diretta di un fatto ci rende testimoni di esso, ma solo prove oggettive del fatto e informazioni complete e precise rendono la testimonianza affidabile.

Quindi cosa differenzia un fatto da un’opinione?

Un fatto è un fenomeno reale e oggettivo, un aspetto della realtà verificabile e definibile, mentre un’opinione è un’interpretazione soggettiva, parziale e discutibile della realtà, che si fonda sulle proprie esperienze e credenze.

A prima vista sembra facile distinguere un fatto da un’opinione, ma non è sempre così. In primo luogo è fondamentale ricordare sempre che i fatti che avvengono lontano dalla nostra esperienza diretta ci vengono comunicati da altri e li conosciamo attraverso le testimonianze di altri. Di solito le informazioni sui fatti ci arrivano dopo diversi passaggi, tramite passaparola, media, comunicazioni pubbliche, eccetera.

Quindi dobbiamo essere consapevoli che non sempre è possibile distinguere chiaramente un fatto da un’opinione. Questo può succedere quando:

  1. non ci sono testimoni del fatto o i testimoni non sono affidabili;
  2. non si hanno informazioni affidabili e complete sul fatto;
  3. le testimonianze dirette del fatto non sono obiettive, complete e precise;
  4. le evidenze non sono sufficienti, coerenti e inequivocabili;
  5. il punto di osservazione del testimone è limitato o insufficiente;
  6. l’interpretazione del testimone è parziale e limitata.

Quindi come si distingue un fatto da un’opinione?

  1. Un fatto che ha uno o più testimoni che riportano la loro testimonianza precisa e completa non può avere opinioni a suo proposito, è un fatto accertato; se più testimonianze sono coerenti allora il fatto è quello descritto; esempio, il bicchiere è caduto e si è rotto, i presenti che hanno assistito descrivono tutti lo stesso evento;
  2. Una testimonianza di un testimone è un’interpretazione del fatto, quindi una descrizione del fatto entro i limiti del testimone (limiti di percezione, comprensione, interpretazione, ecc). È importante ricordare che i testimoni possono manipolare la testimonianza, consciamente o inconsciamente, fino a censurare, cambiare o stravolgere il fatto.
  3. Se le testimonianze discordano per una minoranza di testimoni, allora è opportuno verificare le testimonianze discordanti rifacendosi alle evidenze, ma il fatto è definito dalla maggioranza fino a prova contraria.
  4. Se le testimonianze discordano in modo significativo e contraddittorio, è necessario verificare le testimonianze rifacendosi alle evidenze disponibili relative al fatto. Il fatto è incerto fino al termine della verifica.
  5. In assenza di testimoni un fatto è deducibile dai suoi effetti o dalle conseguenze, che possono essere esaminate, valutate, misurate, riportate e testimoniate da uno o più testimoni delle evidenze;
  6. Le evidenze coerenti e inequivocabili definiscono il fatto al termine della verifica;
  7. Le evidenze non coerenti e inequivocabili richiedono un’analisi approfondita e possono dare risultati non pienamente affidabili e certi;
  8. Quindi un fatto è sostenuto da testimoni ed evidenze, un’opinione da convinzioni, congetture e credenze;
  9. Un’opinione è descritta con ricchezza di aggettivi e avverbi, un fatto con ricchezza di verbi e nomi;
  10. Un fatto è composto da affermazioni, date e numeri, un’opinione da condizionali, ipotesi e dubitativi;
  11. Un fatto viene introdotto con chi, cosa, come, quando e perché, mentre un’opinione viene introdotta con “penso”, “credo”.

Un fatto è un fatto.

Quando hai riconosciuto un fatto, per esempio che il prezzo del petrolio è cresciuto, e se posto in discussione quando hai verificato il fatto, per esempio sul sito della banca, o la presenza di evidente, ebbene il fatto non è contestabile. Un fatto non è un’ipotesi in quanto è già stato dimostrato, un fatto non è opinabile, non può essere confrontato con opinioni.

In caso di mancanza di testimoni o di evidenze inequivocabili, un fatto può essere oggetto di teorie quindi ipotesi che richiedono verifiche, ma una volta avuta conferma dell’esattezza di una teoria, questa diventa il fatto.

Per esempio un’auto viene trovata danneggiata, la teoria più diretta è che la neve caduta per molte ore con il suo peso abbia causato la rottura di un ramo dell’albero sotto cui era parcheggiata, quindi si verifica le condizioni meteo del giorno del fatto e si esamina il danno alla carrozzeria per verificare la conformità al ramo.

Un’opinione non è un fatto.

Un’opinione è una convinzione di una o più persone, è una teoria coerente alle informazioni/evidenze disponibili che esiste in assenza di testimonianze o evidenze precise e complete. Un’opinione è una teoria che deve essere accertata. Finché non viene accertata un’opinione non ha autorevolezza. Un’opinione non può esistere in presenza di un fatto accertato e un’informazione precisa e completa.

In caso di lacune informative, possono essere presentate opinioni e interpretazioni nella comunicazione dei fatti solo se queste saranno distinguibili l’uno dall’altro. Più saranno distinti fatti e opinioni e più credibile sarà il media/intermediario. Viceversa, più il media confonderà le opinioni coi fatti, meno sarà credibile e affidabile.

Se le informazioni sui fatti vengono mescolate con le opinioni è responsabilità del ricevente discernere i fatti. È quindi necessario verificare le informazioni presso altre fonti di informazioni più affidabili che possono fornirci informazioni più precise e complete sui fatti, testimonianze più fedeli dei testimoni dei fatti, altre testimonianze più oggettive, complete e precise.

Concludendo usa sempre il tuo senso critico, distingui sempre i fatti dalle opinioni, non dare alle opinioni la stessa importanza dei fatti, e quando un fatto sembra un’opinione o viceversa, verifica le informazioni e cercane di nuove.

A presto ;D

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