Ogni scelta modella la tua vita. Diventa consapevole delle tue scelte

Domande che cambianoNasciamo e ci mettiamo anni per adattarci alla realtà in cui siamo stati partoriti, poi ci mettiamo anni per adattarci al mondo dei nostri genitori e della società in cui viviamo, trascinati in un tornado di cambiamenti che da neonato ci fanno crescere vorticosamente per poi lanciarci nella confusione cacofonica di un’adolescenza che sembra una tragedia comica recitata da stupefatti naufraghi tra maree ormonali.

Prima di capirci qualcosa ci scopriamo adulti e ci troviamo in un mondo di ipocriti e mentitori che non sanno cosa fanno, dove vanno, cosa vogliono e perché. E ci mettiamo anni per scoprire che la vita non è come ce l’hanno raccontata. Non è come ce la raccontano i nostri genitori, la scuola, la chiesa, la società, i media, i politici, anche i nostri amici, di solito confusi e sviati quanto noi.

Tanto per citarne alcuni: lo scopo della vita è avere successo, è sposarsi e fare figli, è guadagnare tanti soldi, è seguire gli insegnamenti del signore per ottenere la vita eterna, è seguire il piacere personale, è fare il bene del prossimo, è seguire/servire uno scopo più alto.

La vita è di fronte a noi, dentro di noi, eppure ci hanno insegnato a vederla non per quella che è, ma per quella che altri pensano che sia o vogliono che noi pensiamo che sia. E quando ce ne rendiamo conto di solito entriamo in crisi. Alcuni dei modi per uscirne conducono sulla strada della consapevolezza, un cammino lungo quanto il resto della nostra vita, lastricato di domande, risposte e di momenti di illuminazione.

Ognuno di noi segue un proprio cammino lungo il quale trova ostacoli, svolte, momenti bui, rivelazioni, tentazioni e ogni tanto dei maestri. Possono essere libri, spettacoli, arte, esperienze ed anche esseri umani, di solito inconsapevoli portatori di un frammento di rivelazione. Questa rivelazione arriva di solito attraverso una domanda, considerata e infine compresa.

Pensaci, raramente una risposta pronta ci fa fare passi avanti, le risposte le cerchiamo noi perché noi viviamo la nostra vita, ma le domande, beh, le domande sono chiavi che aprono e chiudono porte. Specialmente quando sono domande che non vengono poste, domande che fanno i bambini, domande pericolose, strane o inquietanti, domande che conducono oltre, fuori dagli schemi, altrove.

Stasera ti propongo un nuovo argomento, anzi uno strumento che ho usato e uso ogni giorno: le “domande che cambiano”. Cambiano cosa? Cambiano i punti di vista, cambiano il modo di vedere la realtà.

Per esempio?

Cosa faresti se sapessi di avere ancora tre mesi da vivere? Il denaro è realmente necessario per l’economia? Perché porti un documento di identità con te? A chi serve la guerra? Quali sono le principali cause di morte oggi, quali di cento anni fa? Da dove viene il cibo che stai mangiando? Cosa rende una persona buona? Perché seppelliamo i morti? Cosa dà significato alle parole? Che importanza ha per Dio se sei nato dentro un disegno su una mappa piuttosto che in un altro? Di cosa sono fatte le cose e le persone? Perché ti vesti in quel modo? A chi ti riferisci quando dici “io”? Perché lavori? Qual è la più piccola unità di tempo che puoi percepire? Quali conseguenze hanno le tue scelte? Cosa ti rende felice? Perché?

Di questo vorrei parlare insieme a te, di aspetti della realtà e della vita che la quotidianità frettolosa, il rumore dei media e la pressione sociale spingono a ignorare, a considerare più tardi, domani, mai.

Come dici? È filosofia? Se preferisci chiamarlo così, allora è filosofia. Io lo chiamo usare le domande per guidare l’attenzione e la coscienza su aspetti della realtà che non vediamo per quello che sono. Funziona. Forse perché la nostra mente ama dare una risposta alle domande: quella logica è addestrata ha cercare quella giusta, quella illogica è curiosa e affamata di esperienze.

Facciamolo, facciamolo insieme. Adesso. Qualcosa di semplice, per iniziare.

Quanto è ampio e profondo il silenzio?

Adesso tocca a te. Mi spiace, non mi metterò in cattedra dando “risposte pronte”. Tu sei il maestro di te stesso, io sono solo un dito che indica. Sono sicuro che hai già almeno una risposta, comparsa probabilmente dopo al pensiero “che ****** di domanda è?” e da un moto di perplessità o irritazione(?).

Se sei ancora qui, può aiutarti partire da “Cos’è il silenzio?”. È ovvio? Forse o forse no. Ricorda quante facce e quanti ruoli ha il silenzio. Il silenzio come assenza di rumore, sì, ma anche come momento della comunicazione, come raccoglimento religioso, come parentesi della musica, come ascolto della voce della natura, come attesa, come ricerca in se stessi, come affermazione, ascolto e meditazione. E molto altro ancora.

Quanto silenzio c’è nella tua vita? Quale valore dai al silenzio? Quante volte ti sei perso nelle sue profondità?

Viviamo in un mondo pieno di rumore, spesso per buona parte della giornata, al lavoro, per strada, mentre fai spesa, le nostre città sono rumorose, di giorno e di notte, le nostre case e le nostre vite sono rumorose. Preferisci la compagnia, ami la musica, è naturale, ma dovresti dedicare un poco di attenzione al silenzio, per comprenderlo.

Forse hai già imparato a conoscerlo, ma in caso contrario ti invito ad ascoltare il silenzio e non solo di notte prima di addormentarti, troppo preso dai pensieri della giornata per dargli attenzione. Ascolta i momenti di silenzio della tua giornata, cercali, provocali. Dovresti ritagliarti dieci minuti al giorno da passare in silenzio, solo per ascoltare.

Prova. Nel silenzio troverai molte cose. Io ho trovato meraviglia e bellezza, emozione, pace e risposte. Per esempio, probabilmente ti accorgerai che anche se attorno a te c’è silenzio, non c’è silenzio dentro di te. Nella tua mente corrono pensieri, nel tuo petto e nel tuo stomaco scorrono emozioni, ma non c’è silenzio. Ed è difficile prestargli attenzione. Se è così non ti scoraggiare, continua ad ascoltare con distacco, come se quei pensieri e quelle emozioni non fossero tue, ma di qualcun altro. Un poco alla volta il silenzio calerà anche dentro di te.

E poi? Poi tocca a te trovare le tue risposte.

Se vuoi condividere con me quali sono, non esitare a scrivermi o a lasciare un commento.

Ti ringrazio per avermi seguito fino a qui. A presto ;D

Commenti su: "Domande che cambiano" (1)

  1. […] post “Domande che cambiano” abbiamo considerato che nasciamo e ci mettiamo anni per adattarci alla realtà in cui siamo […]

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