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Ciò che vogliono farvi credere sulla Grecia

Sono settimane che manco su queste pagine. Non ho abbandonato il progetto, ma sono costretto a cambiare la mia vita e lo sforzo è notevole. Cambiare è un’emozione senza fine, ma richiede energia, volontà, motivazione e pazienza. E questo solo per iniziare.

Ma in questo post voglio parlare della Grecia, ancora. Non dei fatti che tutti abbiamo visto in questi mesi, non credo di dover aggiungere nulla al vociare della folla che si è accalcata a spiegare, commentare, illuminare, ma soprattutto disinformare. Se non ti sei fatto manipolare dai media di regime avrai visto i veri contorni dei conflitti geopolitici in corso.

Avrai notato l’accordo raggiunto tra Usa e Iran grazie alla Russia, avrai notato la crisi finanziaria in Cina, il recupero del rublo, l’intervento degli Usa in Europa e il cambiamento improvviso dell’atteggiamento del fondo monetario verso il taglio del debito della Grecia. E tutto in pochi giorni. Naturalmente non è un caso. Il problema è riuscire a capire quello che accade dietro al fiume di rumore e spazzatura dei media allineati. Magari faremo un post su quello.

Stasera scrivo due righe sulle menzogne che i media stanno facendo circolare da anni sulla Grecia, per manipolare l’opinione pubblica e per giustificare le scelte politiche europee. Sono sinceramente stanco di sentire persone che ripetono le menzogne dei media, senza sforzarsi almeno un poco per capire se sono vere o meno.

Per semplicità stralcio qualche passo di un vecchio articolo del 2011 di Vladimiro Giacché, uscito sul Fatto Quotidiano, non più consultabile sul sito del quotidiano, ma che ho ritrovato sul sito di Asimmetrie (qui).

1. I greci lavorano troppo poco. Falso, prima della crisi i greci lavoravano in media 44,3 ore alla settimana. La media dell’Unione Europea è di 41,7 ore, quella tedesca è di 41 ore (rilevazioni Eurostat).

2. I greci sono sempre in vacanza. Falso, i lavoratori greci godono di 23 giorni di vacanza all’anno. I tedeschi 30 giorni.

3. I greci hanno stipendi troppo elevati. Falso. Il livello salariale medio in Grecia è pari al 73% della zona euro (e un quarto dei lavoratori greci guadagna meno di 750 euro al mese).

4. I greci hanno delle pensioni d’oro, e sono tutti baby-pensionati. Falso due volte. I lavoratori maschi vanno in pensione in media all’età di 61,9 anni. In Germania a 61,5 anni. Le presunte “pensioni d’oro”, poi, sono queste: una media di 617 euro al mese, pari al 55% della media della zona euro.

5. In Grecia c’è un’eccessiva presenza dello Stato nell’economia. Falso. Prima della crisi, tra il 2000 e il 2006, il rapporto tra spesa pubblica e Pil era sceso dal 47% al 43% e si era sempre mantenuto al di sotto del livello tedesco.

6. I greci hanno truccato i conti. Vero. Il deficit è sempre stato superiore al limite del 3% previsto dal Trattato di Maastricht dal 1997 in poi. I trucchi contabili sono stati evidenti sin dal 2004. Come mai nessuno ha fatto niente? Perché era funzionale agli interessi di Germania e Francia (in quanto esportatori e in quanto creditori) che la Grecia fosse nella zona euro.

7. La Grecia non è competitiva. Vero. La Grecia ha da molti anni un forte deficit della bilancia commerciale, che nel 2009 ha raggiunto il 14% del prodotto interno lordo. Questo è il vero problema della Grecia. Peccato che all’origine del problema ci sia (anche) l’euro, che ha ridotto i rischi legati al tasso di cambio tra i Paesi europei e impedito le svalutazioni competitive, favorendo così le importazioni di prodotti manifatturieri dalla Germania e accentuando la specializzazione produttiva greca in servizi non destinati all’esportazione.

8. Il debito pubblico greco è troppo elevato. Vero. E’ passato dal 115% del Pil del 2007 al 143% del 2010. La causa ultima è rappresentata dal deficit della bilancia commerciale nei confronti dell’estero: quando c’è uno squilibrio prolungato di questo genere, qualcuno deve indebitarsi; nel caso della Grecia lo Stato. Ma l’impennata recente del debito è dovuta in buona parte alle pressioni speculative, la cui responsabilità grava soprattutto sulla pessima gestione della situazione da parte delle istituzioni europee.

9. La Grecia deve risparmiare di più. Falso. A causa delle misure di austerità intraprese nel 2010, il reddito dei greci si è ridotto in media del 20%. Allora ci si può chiedere per quale motivo il debito pubblico abbia continuato a crescere. La risposta è semplice: perché – proprio a causa delle misure di austerity – si è avuto un crollo della domanda interna (-18% a marzo 2011 rispetto a un anno prima), quindi dell’economia (65mila imprese hanno fatto bancarotta), quindi anche delle entrate fiscali per lo Stato (-1,2 miliardi di euro quest’anno rispetto alle previsioni).

10. Le privatizzazioni possono rappresentare una soluzione. Falso. Quando si deve vendere per forza il prezzo lo fa chi compra e oggi è difficile trovare compratori a prezzi non di saldo. Inoltre, quando lo Stato vende aziende profittevoli, si priva per sempre dei relativi introiti.

Credo che non ci sia bisogno di commentare, non ti pare?

Un ringraziamento all’autore, Vladimiro Giacché, e uno ad Asimmetrie.

Tu cosa ne pensi?

Se vuoi dire la tua o aggiungere qualcosa, puoi lasciare un commento.

Grazie e a presto ;D

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