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equocompenso

Stasera voglio attirare la tua attenzione su un altro aumento di tasse a discapito dei cittadini, tra la beffa e la truffa. Qualche giorno fa il ministro Franceschini ha firmato il decreto per l’aggiornamento delle tariffe del cosiddetto “equo compenso per copia privata”.

Cos’è?

E’ la tassa che ogni consumatore deve pagare quando acquista personal computer, tablet, smartphone, hd, cd, dvd, pendrive, per compensare i produttori di contenuti e gli autori per il danno presupposto che subirebbero per l’uso dei prodotti citati per registrare copie illecite di canzoni, film o altro.

Quanto ci costa questa tassa?

Sono circa 4-5 euro per l’acquisto di smartphone, tablet o Pc, ma da una diversa prospettiva sono centinaia di milioni di euro che ogni anno escono dalle nostre tasche per passare in quelle dell’industria dei contenuti, degli autori più ricchi e della Siae, che per la gestione tiene per sé molti milioni di euro l’anno.

Qual è il punto?

Il punto è che il ministro ha approvato l’aumento immotivato di una tassa, già di per sé discutibile.

Perché immotivato?

Perché la ricerca di mercato commissionata dal predecessore del ministro dimostrava che non c’erano motivi concreti per un aumento, quanto piuttosto per una riduzione. Forse è per questo che la ricerca è scomparsa tempestivamente dal sito del ministero dei Beni e delle Attività culturali. Se vuoi leggerla, puoi trovarla qui.

Perché le affermazioni del ministero secondo cui, nonostante gli aumenti, le tariffe italiane restano ampiamente al di sotto della media europea, se non vogliamo chiamarle menzogne, sono quantomeno imprecise e discutibili. I dati che portano a supporto confrontano le più basse tra le nuove tariffe varate dal ministro con quelle vigenti in Francia e Germania, in cui le tariffe sono più alte, non con la media europea.

Perché secondo uno studio dell’organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, nel 2012 in Italia è stato raccolto, a titolo di “equo compenso”, un importo superiore rispetto a quello raccolto in ogni altro Paese europeo, eccetto la Francia. Lo stesso studio dal quale il ministero ha estrapolato i dati con cui vorrebbero convincere i consumatori che le nuove tariffe sono le più basse d’Europa.

Perché è ingiusto far pagare questa tassa a chi paga già i diritti d’autore, acquistando legalmente i prodotti audiovisivi.

Riassumendo questo decreto impone un aumento della tassazione senza valide giustificazioni. Nonostante le petizioni della cittadinanza (qui) e l’effetto depressivo che questo aumento avrà sul mercato italiano.

Tu cosa ne pensi?

Spero sia riuscito a darti un’idea precisa di quello che è successo. Se vuoi esprimere la tua opinione, non esitare a lasciare un commento.

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

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