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A chi appartengono i giornali

Nel precedente post, “A chi appartengono i giornali?”, abbiamo visto come i giornali di proprietà di un privato o di un gruppo di privati, non hanno come primo obiettivo quello di informare i propri lettori paganti, come ancora molti credono.

Lo scopo prioritario di questi media è quello di fare profitto, attraverso le sovvenzioni dello stato e vendendo spazi alla pubblicità. D’altra parte i proprietari usano i giornali per curare l’immagine delle proprie aziende, per difenderle, per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su certi argomenti e per distoglierla da altri, per fare campagne politiche o sociali con scopi precisi.

Abbiamo visto come questo avviene tramite la definizione della linea editoriale del giornale, cioè il modo con cui sceglie, interpreta e pubblica le notizie. La linea del giornale definisce quali sono gli argomenti da privilegiare e quelli da ignorare, quali sono le notizie da mettere in prima pagina e quali a pagina venti.

La linea editoriale è decisa dall’editore o dal consiglio di amministrazione, quindi se conosciamo l’editore e sappiamo chi siede nel cda dei giornali o delle aziende a cui appartengono, allora possiamo comprendere quali sono i veri interessi dietro al giornale e alla sua linea editoriale.

Quando un giornale viene comprato da un’azienda o da un gruppo il cui interesse principale è altro, il giornale diventa uno strumento che usa l’informazione per altri scopi, principalmente per influenzare le persone e non solo a scopi pubblicitari.

Quando quasi tutti i giornali appartengono a banche, industriali, partiti, imprenditori, assicurazioni e questi hanno interessi in comune e rapporti d’affari come accade nel mercato piccolo e chiuso dell’Italia, allora i cittadini hanno difficoltà ad accedere alle informazioni. E questo mette a rischio la democrazia, perché senza buona informazione non ci sono cittadini informati, senza i quali non c’è democrazia.

Nel post precedente abbiamo visto qualcuna delle grandi testate, stasera ne consideriamo altre:

4. La Stampa

Questo giornale di Torino, fondato nel 1897, è il terzo quotidiano italiano e appartiene alla famiglia Agnelli dal 1926. Dovrebbe rappresentare la tradizione laica piemontese, ma è più corretto dire che esprime le idee della grande imprenditoria.

5. Libero

Quotidiano di destra fondato e diretto da Vittorio Feltri, dal 2001 appartiene a Giampaolo Angelucci, immobiliarista e proprietario di numerose cliniche e strutture sanitarie come il San Raffaele di Roma. Come organo ufficiale del movimento monarchico riceve sovvenzioni milionarie dallo stato.

6. Avvenire

Nato nel 1968 dalla fusione di due giornali, l’Italia di Milano e L’avvenire d’Italia di Bologna, il giornale è edito e appartiene alla Cei, la conferenza episcopale italiana. Com’è ovvio è un quotidiano di ispirazione cattolica scritto per i cattolici. Riceve le sovvenzioni statali.

7. Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, QN

Il Resto del Carlino è uno dei quotidiani più antichi, simbolo di Bologna, ottavo quotidiano nazionale, e insieme alla Nazione di Firenze e al Giorno di Milano formano la rete QN, Quotidiano Nazionale. Tutti e tre appartengono alla Poligrafici Editoriale, a sua volta controllata dal gruppo Monti-Riffeser, guidato da Andrea Riffeser Monti, discendente di Attilio Monti, famoso imprenditore italiano nel campo della raffinazione.

8. Il Messaggero, il Mattino, il Gazzettino, il Nuovo quotidiano di Puglia

Il Messaggero è il più diffuso giornale del centro Italia, il sesto a livello nazionale, di impostazione laica di centro-sinistra, appartiene alla Caltagirone editore, di proprietà della famiglia Caltagirone, famosi imprenditori nel campo delle costruzioni, grandi opere, cementifici. Oltre al Messaggero, la famiglia Caltagirone possiede anche il Mattino di Napoli, il Gazzettino di Venezia, il Nuovo Quotidiano di Puglia e altro ancora.

9. Il Sole 24 ore

E’ il più autorevole quotidiano economico italiano, il quarto per diffusione, fondato nel 1865. E’ edito dal Gruppo 24 Ore, di proprietà di Confindustria. La linea editoriale è diretta espressione dei principali gruppi industriali italiani. Nel cda troviamo diverse figure di spicco dell’industria e della finanza, tra cui Giancarlo Cerutti di Saras, Donatella Treu, Giancarlo Abete presidente BNL.

La carrellata delle grandi testate italiane non è ancora finita e la riprenderemo nel prossimo post sull’argomento. Prima di lasciarti, vorrei farti notare il conflitto di interesse che sorge quando una notizia può essere dannosa o fastidiosa per uno degli inserzionisti del giornale.

Quando lo scopo principale del giornale è fare profitto, anche vendendo la pubblicità di aziende, banche, multinazionali, come vengono gestite le notizie sgradite a costoro?

La risposta è ovvia: sotto la minaccia esplicita o implicita di perdere i soldi di un inserzionista, il giornale asseconderà le sue richieste o perfino censurerà le notizie sgradite prima ancora che ciò gli venga chiesto. Approfondiremo questo argomento nel prossimo post.

Se vuoi esprimere la tua opinione, non esitare a lasciare un commento.

Grazie di avermi seguito fin qui e a presto ;D

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Commenti su: "A chi appartengono i giornali in Italia? – 2" (6)

  1. […] Qui trovi il post successivo sull’argomento […]

  2. […] ciclo di post “A chi appartengono i giornali in Italia” (1, 2 e 3), abbiamo visto come i giornali di proprietà di un privato o di un gruppo di privati, non […]

  3. […] allora non è poi così difficile. Nei post “A chi appartengono i giornali in Italia” (qui, qui e qui), abbiamo visto come negli ultimi venticinque anni la stragrande maggioranza dei giornali si […]

  4. […] post “A chi appartengono i giornali? -2” ci siamo interrogati sul potere degli inserzionisti sui giornali e sul conflitto di interesse […]

  5. […] sintesi corretta dei post in cui ci siamo interrogati su “a chi appartengono i giornali” (1, 2, 3 e 4), dove abbiamo compreso come i giornali di proprietà di un privato o di un gruppo di […]

  6. […] post “A chi appartengono i giornali in Italia?” (qui, qui e qui) abbiamo approfondito la questione della proprietà dei giornali, fondamentale per avere un […]

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