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Siamo quello che mangiamo

Stasera ti propongo un altro post sul tema dell’alimentazione.

Nel post “Bisogni essenziali” abbiamo definito i bisogni primari come le nostre necessità materiali, ciò che ci è necessario per sopravvivere prima che per vivere, in particolare l’aria, l‘acqua, il cibo, regolare la temperatura corporea (es: riscaldarsi con i vestiti), il sonno e difese efficaci per proteggersi da predatori o eventi naturali. La necessità di procurarsi tutto questo influenza e determina la nostra vita.

Nel post “Siamo quello che mangiamo” abbiamo parlato dell’alimentazione, cioè il bisogno di nutrire il nostro organismo con sostanze organiche commestibili prese dall’ambiente, per assimilarle attraverso il nostro apparato digerente, capace di trasformare la sostanza organica in elementi utili alle cellule del nostro corpo. Abbiamo visto come non possiamo fare a meno di mangiare e che ciò che introduciamo nel nostro corpo non solo ne assicura la sopravvivenza ma diventa parte di noi. Abbiamo anche visto come gli eccessi nell’alimentazione e il cibo di bassa qualità colpiscono la nostra salute. Viceversa l’alimentazione può diventare un mezzo per curare se stessi e ritrovare la salute.

Nel precedente post “Varietà”, abbiamo considerato uno dei primi consigli che buona parte degli esperti propone e che l’esperienza ci conferma: mangia in modo vario. Nessun cibo contiene tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno e se mangiamo sempre gli stessi cibi rischiamo di creare “carenze” di sostanze di cui il nostro organismo ha bisogno. La varietà è una delle prime regole per una alimentazione sana: il corpo umano ha bisogno di molti nutrienti per poter funzionare “bene” e, per poterli assumere tutti nelle quantità sufficienti, il modo più semplice e sicuro è variare il più possibile gli alimenti di cui ci cibiamo.

Stasera parliamo di un altro consiglio che diversi esperti di alimentazione propongono: tutto in un solo piatto.

La nostra cucina mediterranea si è evoluta col tempo e con la maggiore disponibilità di cibo nel classico menù: primo, secondo e contorno, assumendo ingredienti e certe abitudini delle classi ricche o abbienti. La successione di piatti tutti conditi, di solito in modi diversi, ci spinge ad assumere più cibo e più condimenti, di solito grassi e proteine oltre misura che non ci necessitano.

Se andiamo indietro nel tempo, quando non c’era disponibilità di cibo, né troppa varietà, il pasto era composto da un unico piatto in cui si cercava di sommare gli ingredienti disponibili. Per citare qualche esempio di cucina a piatto unico, ricordiamo la classica polenta e fagioli, riso e lenticchie, polenta e baccalà, pasta con le sarde, pasta e ceci, pasta e fagioli o polenta e uova e per finire la pizza: una base di pasta con sopra formaggio, polpa di pomodoro e altro.

Il piatto unico è composto da una base di amido (pasta, patate, riso, polenta, ecc) a cui aggiungiamo proteine (legumi, formaggi, carne, funghi, pesce, uova) e almeno una verdura. Questo piatto è composto da una discreta varietà di ingredienti e dalla maggior parte delle sostanze di cui il nostro corpo ha bisogno, mentre quando mangiamo un primo o un secondo, lasciamo da parte certe sostanze nutritive in certi casi anche importanti.

Diversi studi compiuti a proposito hanno dimostrato che il piatto unico oltre a garantire un’alimentazione più completa, comporta anche l’assunzione di meno calorie rispetto ai menù multiportata e permette di creare sinergia tra i diversi nutrienti che si assumono. Se poi al piatto unico aggiungiamo verdura cruda e frutta allora l’alimentazione si avvicina all’ideale.

Tu cosa ne pensi?

E’ un aperto invito a considerare un’alternativa alla classica alimentazione: il tempo di preparazione è inferiore al tempo occorrente per preparare un menù classico e spesso equivalente al tempo di preparazione di un singolo piatto, primo o secondo. Oltre ai piatti tradizionali sopra citati ci sono molte alternative che si possono provare in cucina: dai risotti alle torte salate, dalle insalate a primi completi ma non così elaborati, alternando piatti freddi a quelli caldi e cercando sempre di non eccedere con le proteine e i grassi, e rispettare le proporzioni dei componenti. In rete si possono trovare migliaia di ricette stuzzicanti, non difficili da preparare che possono cambiare il nostro modo di vivere l’alimentazione.

Nei prossimi post vedremo altre buone abitudini che vale la pena considerare. Se hai dubbi, domande o testimonianze non esitare a lasciare un commento.

Grazie per avermi seguito fino a qui e a presto ;D

Commenti su: "SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO – Tutto in un piatto" (5)

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