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Mentre in queste settimane, dopo un voto storico che ha ribaltato le aspettative, in Italia si segue da vicino il tentativo di mettere in piedi un governo stabile, su tutto incombe l’ombra della crisi e dell’Europa. Non ho potuto fare a meno di chiedermi cosa sia diventata l’Europa, anzi cosa sia oggi l’Europa.

L’idea di un’Europa unita piace anche a me, mi fa immaginare un’alleanza di popoli uniti in una federazione che professa gli stessi principi e gli stessi scopi. Ma quello che oggi chiamiamo Europa non è quello che immaginiamo, soprattutto non è un’unione di popoli e neppure un’unione politica, anche se molti lo credono. L’Europa non è che un’unione monetaria che poggia su una serie di trattati che parlano di politica monetaria ed economia. Se andiamo a leggerci la costituzione europea, pardon il trattato di Lisbona (qui), troveremo tutto quello che riguarda la moneta e una certa politica economica comunitaria, ma per esempio non ci troveremo nessuna politica sociale. E non è l’unica lacuna.

Come possiamo parlare di Europa unita su queste basi?

Dov’è l’Europa unita?

In un parlamento europeo che non conta niente o nelle commissioni e nei burocrati non eletti che decidono del destino di interi popoli?

Nell’euro?

Di fatto l’euro non è una moneta sovrana, ma per gli stati europei è una moneta straniera che questi devono comprare dalle banche private a cui la BCE presta a un tasso inferiore. E senza moneta sovrana, gli stati non possono fare alcuna politica economica degna di questo nome.

Può una moneta unire l’Europa?

No, anzi, come stiamo vedendo l’euro non unisce, ma divide.

Nel post “L’euro non è irreversibile” abbiamo visto che l’euro è stato proposto dai grandi capitali, dalle grandi banche, fondi finanziari, multinazionali, grandi istituzioni (FMI, Banca mondiale, ecc), grandi gruppi, eccetera. Gli stessi per intenderci che hanno “spinto” e manipolato per ottenere la globalizzazione, cioè la libera circolazione delle merci e dei capitali. Costoro desideravano un sistema a cambi fissi che salvaguardasse i loro capitali dalla svalutazione delle monete, dopo la fine del regime di Breton Woods con l’abolizione della convertibilità del dollaro in oro.

La creazione di unEuropa unita a livello monetario, ma senza un governo unico, comporta che i paesi meno competitivi a livello economico e con una più alta inflazione non possono più svalutare la moneta per recuperare competitività. Non essendoci dei meccanismi di compensazione e non avendo più una moneta propria, questi paesi non possono fare altro che scaricare sulleconomia interna i loro debiti. Questo significa aumentare le tasse, svalutare i salari, tagliare i servizi pubblici, limitare l’inflazione attaccando i consumi. Naturalmente i paesi più competitivi fanno lo stesso per mantenere la loro posizione di forza e imporre agli altri le loro politiche economiche e i loro modelli, ma è una gara tra gli stati europei che va a vantaggio dei capitali e a svantaggio dei cittadini.

Molti noti economisti avevano già previsto negli anni 90 che l’euro sarebbe stato un disastro, in quanto un’unione monetaria senza meccanismi di compensazione e di ridistribuzione avrebbero portato agli stessi risultati dello sme (sistema monetario europeo), primo tentativo di un’unione basato su una moneta unica e clamoroso fallimento proprio per gli stessi motivi.

Non so te, ma non penso che questa Europa abbia qualcosa a che fare con un’unione di popoli. E poi i cittadini europei sono stati interpellati a proposito?

No.

Cosa li unisce in realtà?

Non la lingua, non la cultura, non la religione e neppure grandi ideali. Gli europei sono gruppo di popoli civili, ma diversi e divisi.

In fondo l’Europa sembra solo il tentativo di incatenare gli stati europei per rubare loro la sovranità a vantaggio di un regime non democratico e non eletto che privilegia gli interessi dei capitali e delle classi dominanti a discapito di quello dei cittadini. Dopotutto se esaminiamo i fatti, l’Europa ha salvato le banche con i soldi dei cittadini e queste, invece di risolvere le cause della crisi che ha colpito l’intero sistema finanziario, usano i nostri soldi per sottrarre altre risorse all’economia reale.

Se questa è l’Europa, meglio disfarcene in fretta.

Tu cosa ne pensi?

A presto ;D

Commenti su: "L’Europa e la crisi" (1)

  1. […] che sta succedendo lo abbiamo già valutato insieme, per esempio nel post “L’Europa e la crisi”, “L’euro non è irreversibile” o “Il vero scopo dell’euro”. Il punto è che […]

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