Ogni scelta modella la tua vita. Diventa consapevole delle tue scelte

E’ passato un anno dal disastro di Fukushima.

Ricordi?

L’11 marzo del 2011 un terremoto di intensità straordinaria generò un maremoto che colpì la costa giapponese, devastandola e provocando più di 15 mila morti. L’onda alta sei metri colpì anche la centrale Daiichi di Fukushima, disattivò il sistema di raffreddamento dei reattori nucleari e provocò in questo modo il peggior disastro nucleare mai avvenuto prima nella storia dell’uomo. A causa del surriscaldamento, si fusero i noccioli di tre dei sei reattori della centrale e nessuno dei tentativi di prevenire o controllare la fusione ebbe successo.

A tuttora, nonostante l’annuncio di messa in sicurezza del governo giapponese del dicembre scorso, la realtà è che i noccioli fusi sono ancora tali e per quasi un anno particelle radioattive hanno inquinato l’aria, l’oceano, il terreno e le falde acquifere. Il territorio per venti chilometri attorno alla centrale è stato dichiarato inadatto alla vita, a sessanta chilometri si rilevano livelli inquinamento radioattivo quattro volte superiore ai limiti e sta ancora fuoriuscendo materiale radioattivo dal sito. L’ultima stima dell’istituto per la sicurezza nucleare francese è pari a 70 milioni di Becquerel l’ora, e l’inquinamento ha raggiunto perfino Tokio, a 250 Km di distanza. In mare davanti alla centrale, per centinaia di km, si registrano livelli di sostanze radioattive centomila volte superiori alla norma.

Greenpeace ha pubblicato un rapporto dal titolo “Lezioni da Fukushimache denuncia la situazione e quello che veramente è accaduto in quest’ultimo anno. Il Giappone era impreparato al disastro e si è dimostrato incapace di prevedere e affrontare la situazione di crisi. Le inadempienze denunciate da Greenpeace sono tante: errori di valutazione, notizie contraddittorie, sottovalutazione del pericolo per la popolazione, reticenze, errori di logistica, errori nel trasferimento e nell’evacuazione delle persone e molto altro.

Il governo giapponese promette la decontaminazione di tutte le aree contaminate, ma si parla di 13mila Km quadrati, il 3 per cento del territorio giapponese. Aldilà dei costi, quanto tempo sarà necessario?

Quanti cittadini giapponesi saranno esposti alla radioattività e per quanto tempo?

Quanti si ammaleranno e quanti moriranno per questo?

Perché le autorità si rifiutano di evacuare in via precauzionale i cittadini dalle aree inquinate e chi si assumerà la responsabilità di tutto questo?

Voglio dedicare un momento di silenzio e riflessione a tutti coloro che sono morti per l’evento catastrofico e a tutti coloro che sono morti e che moriranno in futuro per un disastro nucleare che poteva essere evitato o quantomeno limitato. Invece così non è stato “a causa della vecchia consuetudine di ammorbidire le regole che, non solo in Giappone, tutelano i profitti a danno della sicurezza delle persone”, parole di Kazue Suzuki di Greenpeace Giappone.

Le conseguenze di tutto questo verranno pagate per molto tempo, dai giapponesi e da tutti noi. Verranno pagate da noi, dai nostri figli e dalle generazioni future per molti secoli. Questo è quello che non viene compreso o viene negato dalle autorità o dai responsabili. Questo è quello che dobbiamo comprendere noi, affinché tutto ciò non si ripeta.

Qui puoi trovare il report di Greenpeace. Qui, qui e qui puoi trovare altri post e articoli sull’anniversario di Fukushina.

A presto ;D

Commenti su: "FUKUSHIMA – Un anno dopo" (3)

  1. […] dell’incidente sismico più grave finora avvenuto nella storia dell’uomo. Nel post “FUKUSHIMA – Un anno dopo” abbiamo ricordato la catastrofe che l’11 marzo 2011 colpì il giappone: un terremoto di […]

  2. […] avevamo già visto nei post precedenti (qui e qui), l’11 marzo del 2011 un terremoto di intensità straordinaria generò un maremoto che colpì la […]

  3. […] qui e qui puoi trovare i post […]

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