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Siamo da capo. L’assalto all’acqua è ricominciato.

Nel precedenti post, Il referendum tradito 1 e 2, abbiamo visto come il risultato eclatante del referendum sull’acqua e i servizi pubblici non è andato giù alla classe politica e agli speculatori, gestori dell’acqua in testa. Non solo non si procede all’abrogazione del 7% di “remunerazione garantita del capitale investito” presente tuttora nelle tariffe del servizio idrico e cancellata dal referendum, ma si è scoperto che i gestori privati dell’acqua si erano rivolti a Giulio Napolitano, avvocato, esperto del settore e figlio del presidente della Repubblica, per una consulenza mirata, che invita a ignorare il risultato del referendum ed espressione della volontà dei cittadini e portare tutte le controversie nelle mani della giustizia amministrativa, presso cui è possibile insabbiare a lungo l’applicazione dei risultati referendari e perfino ribaltarli.

E ora siamo tornati alla politica. Il governo Monti sta preparando le liberalizzazioni e tra queste abbiamo l’articolo 19 che obbligherà le amministrazioni comunali a cedere buona parte delle loro quote delle società di gestione dei sevizi pubblici. L’articolo 20 modificherò il testo unico degli enti locali eliminando la possibilità di creare società di gestione pubblica, cancellando in questo modo le società pubbliche di gestione dei servizi.

Questo nonostante il referendum e nonostante i ricorsi alla corte Costituzionali sulle norme relative volute da Berlusconi e Tremonti l’anno scorso.

Un’altra chiara dimostrazione di come la volontà di ventisette milioni di italiani non venga rispettata. E’ evidente che la classe politica mira a privatizzare i servizi pubblici essenziali per scopi che sono ben lontani dall’interesse comune.

Il loro scopo è fare profitto a spese della collettività, di tutti noi.

E’ importante, per te come per me, non subire passivamente quello che vogliono imporci, ma informarci, dare sostegno ai movimenti per l’acqua e far sentire forte la nostra voce.

Qui trovi un articolo del Fatto Quotidiano, mentre i due video sono un’intervista a padre Zanotelli e la manifestazione dei comitati dell’acqua davanti al ministero dell’economia.

A presto ;D

Commenti su: "L’ASSALTO ALL’ACQUA (e ai servizi pubblici)" (3)

  1. […] post “L’assalto all’acqua e ai servizi pubblici” abbiamo visto che nonostante il risultato del referendum dell’anno scorso, che ha visto la […]

  2. […] di Tremonti, che a sua volta riprendeva la legge Ronchi Fitto abolita dal referendum (vedi post “L’assalto all’acqua”), senza procedere all’abrogazione del 7% di “remunerazione garantita del capitale […]

  3. […] post precedenti (qui, qui, qui) abbiamo visto come, con il referendum del giugno 2011, la maggioranza degli italiani ha espresso […]

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