Ogni scelta modella la tua vita. Diventa consapevole delle tue scelte

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Alcuni tra i miei lettori mi hanno chiesto perché stia dedicando tanto tempo alla politica e ai media. La risposta è semplice: perché per vivere una vita consapevole è necessario comprendere come politica e informazione influenzano la nostra vita e le nostre scelte.

Stasera attiro ancora la tua attenzione sui media per approfondirne il ruolo ideale e reale. Un media è un mezzo di informazione e di divulgazione, come giornali, riviste, cinema, radio e televisione, che ha lo scopo di trasmettere informazioni a molte persone distanti.

Come già ripetuto in altri post, noi esseri umani percepiamo la realtà attraverso i nostri sensi, organi straordinari ma con numerosi limiti. Le nostre scelte e le nostre azioni dipendono dalla nostra visione della realtà. I media sono un modo per raccogliere informazioni oltre i nostri limiti, in quanto trasmettono le testimonianze di altri esseri umani. O così dovrebbe essere.

Di solito un media di massa è un’organizzazione complessa di persone e mezzi con l’obiettivo di divulgare informazioni a molte persone attraverso uno o più canali. Dopo 4 secoli di dominio della carta stampata (esistente fin dalla fine del XV secolo), altri mezzi di comunicazione si sono succeduti fino ai giorni nostri: registrazioni audio (dalla fine del 19° secolo), cinema (dal 1900 circa), radio (dal 1910 circa), televisione (dal 1950 circa) ed infine il web (dal 1990 circa).

Nonostante i mezzi di comunicazione sempre più numerosi, la natura della comunicazione non è cambiata in quanto si deve adattare alla natura dell’utente, l’uomo, che riceve informazioni attraverso i suoni, le immagini e la scrittura. Qualunque sia il mezzo con cui l’informazione ci raggiunge, le caratteristiche fondamentali che questa deve avere è l’autenticità e l’affidabilità. L’informazione di qualità deve anche essere completa e precisa, per permetterci di comprendere e definire una visione più vicina possibile alla realtà.

Perché?

Perché abbiamo bisogno di una visione corretta e previsa della realtà per poter prendere decisioni adeguate e corrette. Una visione distorta, limitata, manipolata ci porta fuori strada, ci spinge a prendere decisioni sbagliate di cui pagheremo il prezzo.

Il ruolo dei media di massa dovrebbe essere quello di informare le persone/cittadini sui fatti, in modo da permettere loro di comprendere la realtà e vederla per quella che è.

Paradossalmente è proprio per questo che i media sono inevitabilmente oggetto di interesse da parte di chi vuole manipolare le persone, in quanto controllando i media e l’informazione che diffondono, si influenza e manipola la visione delle realtà di lettori/spettatori/utenti, quindi si influenzano le loro scelte e i loro comportamenti.

Arrivando in questo modo anche a indurre le persone a prendere decisioni contrarie al loro interesse, ma favorevoli agli interessi di chi i media li possiede o li controlla o li influenza. Non a caso negli ultimi trent’anni i media si sono concentrati nelle mani di pochi proprietari, di solito grandi gruppi privati, di solito poco interessati a produrre buona informazione.

I media oggi sono influenzati da una ristretta élite, da una minoranza potente che mira ai propri interessi. Per questo non possono essere considerati fonti credibili o affidabili. E come tutte le fonti non affidabili dovrebbe essere abbandonate, ignorate o consultate con la dovuta attenzione o cautela.

Invece nonostante la maggioranza dei lettori sappia che non sono credibili, continuano ad essere seguiti e citati. Parlo delle tv private e pubbliche, parlo di giornali e periodici, parlo di siti web.

Dovremmo lanciare campagne di boicottaggio nei confronti di questi media, per costringerli a fare il loro mestiere o a fallire e chiudere. Che senso ha leggere un giornale che sai che manipola l’informazione politica ed economica? Che senso ha guardare una trasmissione condotta nel rispetto assoluto dello status quo, invece che del buon giornalismo di inchiesta?

L’attenzione, il nostro tempo sono le cose veramente preziose, sono la nostra vita. Perché li regaliamo, li sprechiamo leggendo o ascoltando fonti inaffidabili che mirano a manipolare le nostre scelte?

Boicottiamo i media allineati.

Se vuoi esprimere la tua opinione in proposito ti invito a lasciare un commento.

Grazie per la tua attenzione e a presto ;D

Dopo la caduta del muro di Berlino ci si sarebbe aspettati un calo dei conflitti armati nel mondo, al contrario si è assistito a una crescita negli ultimi 30 anni. Perché?

Con la vittoria sul blocco sovietico, gli Usa non hanno cessato di voler dominare il pianeta. Non hanno smesso di rovesciare governi anche democraticamente eletti, di influenzare le elezioni e la politica interna di nemici ed alleati, di ampliare la propria influenza politica e militare, di costruire basi militari per il globo, di provocare guerre locali e di farle combattere ad altri. Gli Usa.

Non sono stati gli unici, per esempio Israele, Inghilterra e Francia hanno fatto altrettanto in più occasioni, per i propri interessi, dove era più utile per loro farlo. Ma gli Usa sono sempre i migliori, il secolo scorso come oggi, lo stato imperialista per eccellenza con la maggior spesa militare del pianeta, con l’esercito più grande, con il maggior numero di servizi segreti e i più finanziati, con il maggior numero di progetti e impianti segreti e con gli scopi più ambiziosi.

Potremmo elencare questi conflitti: Afganistan (2001), Yemen (2002), Iraq (2003), Pakistan (2006), Somalia (2007), Libia (2011), Siria (2012), Ucraina (2014); tanto per citare alcune delle ultime guerre condotte direttamente dagli Usa. Se ci rifacciamo al numero del giugno 2014 dell’American Journal of Public Health, troviamo un articolo a firma di autorevoli esperti di salute pubblica che tratta il ruolo della sanità pubblica nella prevenzione della guerra e rivela che dalla fine della 2a guerra mondiale ci sono stati circa 250 conflitti armati nel mondo, mentre gli Usa hanno lanciato più di 200 operazioni militari nel mondo.

Ma se a questo aggiungiamo le rivelazioni sulle cause dei conflitti e sulle azioni dei servizi segreti Usa in paesi stranieri, alleati o meno, scopriamo come l’80% dei conflitti sia stato determinato o sia stato conseguenza della politica estera Usa.

La guerra al terrore lanciata dagli Usa dopo il 2001 ha provocato o giustificato la quasi totalità dei conflitti del 21° secolo, d’altra parte le evidenze dimostrano come gli Usa siano responsabili della creazione dei grandi gruppi terroristici, nemici dell’umanità o almeno dell’occidente, responsabili della maggior parte degli attentati terroristici nel mondo, AlQaida e Isis. Ci sono evidenze innegabili di questo e di come i servizi segreti Usa li abbiano finanziati, organizzati, armati, addestrati e utilizzati in innumerevoli occasioni.

Le motivazioni dietro a tutto questo sono diverse, le principali sono piuttosto ovvie:

  1. mantenimento della propria posizione dominante, a livello politico e militare,
  2. controllo delle fonti delle risorse chiave, come quelle energetiche,
  3. stimolo per la più importante industria degli Usa, quella militare, e di conseguenza per l’intera economia americana.

Nell’intervista l’attivista e pacifista Joe Lombardo spiega come e perché negli ultimi anni gli Usa abbiano bisogno di conflitti per mantenere in piedi la loro economia e l’enorme apparato militare che hanno costruito.

Ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Non regalare la tua fiducia, verifica le informazioni presso altre fonti e usa la tua testa. Buon ascolto

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Stasera vorrei condividere con te una semplice riflessione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’acuirsi della propaganda attraverso i media pubblici e privati.

Se qualcuno ha dubbi in proposito lo invito a ricostruire la campagna elettorale Usa: il lungo confronto tra Trump e la Clinton ha visto la quasi totalità dei media occidentali al fianco della Clinton; oppure a rammentare la lunga campagna elettorale di Renzi e soci per il referendum costituzionale, durante la quale giornali e tv italiane pubbliche e private hanno cercato di convincerci a votare Si o a non votare affatto. Se ancora non fosse sufficiente lo inviterei questo qualcuno a rammentare i titoli sulla guerra in Siria, vere e proprie campagne mediatiche a sostegno della politica estera Usa, che troppo spesso sono andate oltre il confine della menzogna.

Non possiamo fare altro che constatare l’uso sistematico ed esteso dei media per scopi molto diversi da quelli dell’informazione del lettore/spettatore/ascoltatore. Da un lato abbiamo media pubblici oggetto dell’influenza e del controllo della politica, sfacciatamente evidente in Italia, dall’altro abbiamo media privati nelle mani di gruppi, corporation, banche e industriali con il principale e di solito unico obiettivo di soddisfare soci, proprietari, inserzionisti.

Ad ogni costo, senza alcun ritegno o scrupolo verso i cittadini paganti. E senza alcun rispetto dei principi del giornalismo.

Penso quindi sia opportuno chiedersi: che fine hanno fatto i giornalisti del mondo occidentale?

Mentre i media sprecavano la loro credibilità in campagne di propaganda a sostegno della maggioranza politica, dello status quo, dell’Ue o degli Usa, dell’agenda delle lobbies e dei potenti di turno, i giornalisti dov’erano?

Chi firmava gli articoli senza vergogna? Chi taceva davanti alle menzogne di politici, autorità e stati alleati? Chi non osava chiedere conto dell’ovvio? Chi manipolava il linguaggio e chi privilegiava le opinioni ai fatti? Dov’erano i principi del giornalismo, guardiano del potere in nome dei cittadini?

La risposta è semplice: obbedivano al loro padrone.

Quindi quale credibilità hanno costoro?

Nessuna.

Il giornalismo è morto, ucciso dalla propria vigliaccheria.

Anche oggi, come in passato, l’umanità sembra in balia di una minoranza, no, di alcune minoranze affamate di privilegi e di potere, soprattutto del potere di decidere della vita degli altri e del futuro di tutti. La chiamiamo classe dominante, classi dirigenti, politica, il potere, l’establishment, l’ombra dietro la politica, i signori del mondo, le corporations, i banchieri.

Nel lontano passato costoro costringevano e manipolavano le masse per imporsi sopra di esse, per godere di privilegi che gli altri non avevano, per il piacere di decidere del destino dei molti. Oggi fanno lo stesso. Con strumenti più potenti, pervasivi e sottili, ma l’obiettivo è lo stesso.

Eppure gli esseri umani oggi sono 7 miliardi. 7 miliardi. Come possono alcune centinaia di migliaia di persone prevalere sopra 7 miliardi di individui?

In apparenza gli strumenti di controllo di oggi sembrano riuscirci: l’organizzazione, l’abbondanza delle risorse, i media, la manipolazione del linguaggio, la manipolazione della psicologia umana, la manipolazione della cultura, la corruzione pervasiva, la manipolazione della visione della realtà e tutto il resto.

E’ davvero così?

No. Nella realtà è la maggioranza a decidere il suo destino, ma lo fa quando e se lo vuole.

Ed è per questo che la minoranza che comanda detiene il potere. Se l’umanità non prende in mano il suo destino è perché non sa di poterlo fare, oppure lo sa ma non vuole farlo.

La maggior parte degli esseri umani ha paura del cambiamento, di qualunque cambiamento anche se in meglio. Abbiamo paura di abbandonare la situazione in cui viviamo, le nostre abitudini, le cose e i luoghi che ci sono familiari.

Per poter affrontare i cambiamenti abbiamo bisogno di essere consapevoli di noi stessi e della realtà, e per diventare consapevoli abbiamo bisogno di studiare, tanto. Ma la maggior parte degli esseri umani non ha tempo di studiare. E non a caso.

Ti sei mai chiesto perché oggi continuiamo a spendere buona parte della nostra vita a lavorare quando la tecnologia ci permetterebbe di produrre quanto ci serve con poca spesa e poco tempo?

In primo luogo, chi comanda non vuole che la maggioranza decida autonomamente, in quanto perderebbe i loro privilegi, ma c’è un altro motivo: buona parte della maggioranza anche se avesse più tempo da dedicare a se stessa e allo studio non saprebbe gestire il proprio tempo.

Gestire il tempo richiede maturità, richiede di aver fatto un percorso difficile, forse il più difficile per un essere umano, in quanto gestire il proprio tempo significa confrontarsi con se stessi.

E il compito più difficile dell’uomo è conoscere se stesso.

L’uomo che conosce se stesso è consapevole e in grado di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Pochi lo fanno, la maggioranza preferisce che lo facciano gli altri, preferisce omologarsi, perché è più comodo e facile. Anche per questo ci sono minoranze che dominano buona parte del mondo.

Eppure queste poche persone organizzate, intelligenti e influenti, che in realtà vogliono il male della maggioranza, la vogliono mantenere sottomessa e nell’inconsapevolezza, ebbene costoro hanno un ruolo, volenti o nolenti. Quello di spingerci lungo il cammino della consapevolezza. Più disordine e sofferenza infliggono, più l’umanità viene costretta ad affrontare le proprie responsabilità, a prendere il mano il proprio destino.

Questa consapevolezza si sta diffondendo, in forme diverse e con parole diverse. Queste sono le parole di Davide Storelli, protagonista del video qui sopra e penso siano degne di attenzione. Se hai tempo prima di vedere video in alto ascolta il suo intero intervento che trovi nei video qui sotto.

Davide Storelli è avvocato civilista. Oltre alla laurea in giurisprudenza ha anche conseguito un master universitario in economia e diritto dell’impresa. E’ stato docente presso la scuola forense di Trani per otto anni e si è occupato di usura bancaria e di tassi di interesse anatocistici. Ha scritto e pubblicato due libri, l’ultimo è “Alchemy – Moneta, valore, rapporto tra le parti”, che ha ricevuto applicazione pratica in una piattaforma per monete locali complementari, pecuswap.com. Storelli tiene lezioni in ambito accademico e scolastico e svolge attività di conferenziere per divulgare la cultura monetaria. Qui e qui puoi trovare i suoi libri, qui la sua pagina facebook.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Usa la tua testa, approfondisci i temi che ti colpiscono o che non comprendi pienamente. Non regalare la tua fiducia, pensa con la tua testa.

A presto ;D




Stasera ti propongo un altro video di satira graffiante, capace di farti pensare fuori dagli schemi e di offrirti ricchi spunti di riflessione.

Natalino Balasso ci offre un altro pezzo di satira d’autore incentrato sulla complessità della psicologia umana e sulle menzogne che siamo in grado di dirci.

Attraverso una sequenza serrata di scene paradossali, Balasso ci fa dubitare della sanità mentale umana e delle motivazioni reali che ci spingono nella vita quotidiana.

Natalino Balasso è un comico, scrittore, autore e attore di teatro, cinema, radio e televisione. Ha debuttato in teatro nel 1991, in televisione a fine anni novanta, al cinema nel 2007. Tra il 2004 e il 2012 ha scritto quattro romanzi, l’ultimo è “Dio c’è ma non esiste”. Nel 2011 inizia a sperimentare nuovi format video nel suo canale YouTube, tra cui il video qui presentato. Qui trovi il suo canale, qui informazioni sui suoi spettacoli teatrali. Qui trovi il suo sito web e qui cosa riporta Wikipedia. Qui puoi trovare la sua pagina Facebook, qui il suo blog su il FattoQuotidiano.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico quanto viene detto. Non limitarti a ridere, rifletti e usa la tua testa.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica

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