Ogni scelta modella la tua vita. Diventa consapevole delle tue scelte

Stasera ti propongo una serie di video interessanti, spunti e proposte sull’euro e su come poter fare la situazione attuale, di recessione indotta da una moneta troppo forte, vero e proprio colonialismo economico.

È la seconda serie di lezioni di economia dell’economista Claudio Borghi raccolta in uno specifico canale youtube: “Economia alla prova dei fatti”. Borghi spiega in modo semplice alcuni degli argomenti di economia più discussi in questi giorni: dalla differenza tra banconote e titoli di debito, a come funziona il signoraggio bancario, dalla riserva frazionaria, a cosa succede se l’Italia esce dall’euro.

Ti consiglio di guardarli per prepararti meglio agli avvenimenti dei prossimi due anni. Perché l’euro finirà per chiari motivi economici, demolisce gli stipendi e le economie, ma anche perché è uno strumento politico di dominio, non può durare.

Se vuoi capire quali sono questi motivi ti consiglio di leggere “L’italia può farcela” e di studiare le basi sul blog Goofynomics: puoi partire da qui.

Claudio Borghi è docente di economia all’Università Cattolica di Milano, editorialista per il “Il giornale”, scrittore ed ex managing director di Deutsche bank, ora politico della Lega nord. Qui puoi trovare il suo sito, qui la sua pagina twitter. Qui trovi la sua pagina Facebook, qui trovi il post di Byoblu in cui è stata pubblicata l’intervista.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e a verifica le informazioni presso altre fonti. Non regalare la tua fiducia, usa la tua testa.

Buona visione e a presto ;D

Qui trovi gli altri video della rubrica


Oggi torniamo al tema centrale del blog: scegliere in modo consapevole.

Nel post “Compiere una scelta” abbiamo visto che scegliere significa fare propria una delle alternative che abbiamo di fronte e agire di conseguenza. E cancellare per sempre l’altra o le altre, perché una volta deciso non si torna indietro. Tornare indietro significa fare un’altra scelta con le sue conseguenze.

Nel post “Scegliere tutti i giorni” abbiamo compreso come le mille scelte quotidiane che compiamo modellano la nostra vita e ci definiscono. La nostra vita è fatta di un fiume di scelte piccole e grandi e ognuna di esse lastrica il nostro cammino attraverso il presente.

Nel post “Incapaci di scegliere” abbiamo visto come noi esseri umani siamo dotati naturalmente delle capacità necessarie per prendere decisioni, esse sono implicite nella nostra intelligenza e nella nostra consapevolezza, grazie alla quale possiamo andare oltre ai geni e alla cultura.

Nel post “Consapevolezza e capacità di scegliere” abbiamo visto come le nostre scelte non dipendono solo dalle informazioni che otteniamo sul problema, dal nostro stato emotivo o dalla nostra esperienza, ma dipendono anche dalla nostra consapevolezza. Maggiore è la consapevolezza di noi stessi, della realtà e della situazione e migliore sarà la nostra scelta.

Nel post “Liberi di scegliere” come la libertà è una condizione in cui un essere umano può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizione, in cui è libero di scegliere secondo la propria volontà. D’altra parte essere liberi di scegliere non significa necessariamente poter compiere scelte libere. In teoria ogni scelta dovrebbe essere presa in piena consapevolezza dei pro e dei contro delle diverse alternative, grazie a una precisa e attenta informazione su ogni aspetto, e pienamente rilassati, calmi, consapevoli di noi stessi e concentrati sul presente e sulla decisione. In realtà è molto raro che accada ciò.

Nel post “Cosa faresti della tua vita se fossi libero di scegliere?” abbiamo compreso che ognuno di noi dovrebbe porsi una domanda ogni volta che affronta una scelta importante: Cosa faresti se fossi veramente libero?

Con questa introduzione voglio attirare la tua attenzione su alcune considerazioni:

  1. ognuno di noi è in grado di affrontare le scelte della vita, anche se non le comprende, lo facciamo tutti i giorni migliaia di volta; 
  2. la maggior parte di noi è libero di affrontare le decisioni che la vita pone loro davanti, anche se spesso le alternative e la scelta non sono affatto libere, anche se spesso siamo profondamente influenzati dagli altri, anche se le informazioni sono di solito limitate e distorte, anche se non affrontiamo le decisioni nello stato emotivo più adeguato, anche se l’esperienza non ci ha preparato ad affrontare questa scelta o le sue conseguenza;
  3. per quanto in grado e liberi di scegliere, anche nelle condizioni migliori, spesso non siamo abbastanza consapevoli per affrontare la decisione nel miglior modo; non abbiamo sufficiente prospettiva, visione, profondità di campo su noi stessi, la realtà e la situazione per comprendere la scelta che abbiamo di fronte.

Cosa significa scegliere in modo consapevole?

Un tempo pensavo significasse informarsi abbastanza, avere già affrontato scelte analoghe, comprendere e controllare il mio stato emotivo durante la scelta e avere un metodo ripetibile per affrontare le decisioni.

Ora so che tutto questo è solo una parte della ricetta. Cosa manca?

La consapevolezza.

Parola dai molti sfuggenti significati, che sembra un modo per racchiudere, catturare il significato della vita. In realtà tentando di cogliere il significato delle miriadi di aspetti della vita, qualcosa cambia in noi stessi, i nostri punti di vista, l’ampiezza e la profondità della nostra visione.

Per poter scegliere dobbiamo essere consapevoli di noi stessi, chi siamo e dove andiamo, essere consapevoli della realtà, del suo volto e dei suoi contorni, essere consapevole degli altri, di quello che li spinge e perché.

E apprendere tutto questo può richiedere molto tempo, una vita intera, spesso molte più di una.

Non è un argomento trattato dai programmi scolastici, né dai libri sacri delle religioni, almeno non nel modo più utile e sincero.

Nasciamo già in grado di scegliere, ma per diventare capitano della nave, dobbiamo conoscerla, dobbiamo sapere dove condurla, dobbiamo conoscere il mare in cui navighiamo e dei venti che lo scuotono, le coste e le navi che incrociano le nostre rotte e almeno un poco delle sue profondità.

La consapevolezza è l’ingrediente fondamentale per rendere la vita quella che dovrebbe essere sempre per ognuno di noi: speciale.

Perché quando scegli in modo consapevole, il passato è più leggero, il futuro è ricco e abbondante e il presente è il meraviglioso alternarsi di miracoli, gioie e momenti indimenticabili. Quello che dovrebbe essere la vita di un essere umano.

Tu cosa ne pensi?

A presto ;D

L’euro è destinato a scomparire, lo prevede l’economia per le unioni monetarie di questo tipo, lo insegna la storia, lo pensano la maggior parte dei grandi investitori.

In primo luogo tutti noi dovremmo capire perché è stata fatta l’Unione Europea. Perché i parlamenti dei paesi fondatori hanno approvato la formazione di unione monetaria chiusa senza prevederne le conseguenze? Chi l’ha voluta? A quale scopo è stata fatta?

L’UE è stata voluta dagli Usa per i loro scopi e il loro vantaggio. È un fatto storico e si trova un bel po’ di letteratura a proposito. L’UE è stata voluta dalle classi dirigenti internazionali per avere vantaggi economici concreti a discapito delle classi subalterne. Dopotutto l’UE permette la libera circolazione dei capitali e l’euro è uno strumento per schiacciare salari, per demolire il welfare e acquistare a basse costo beni pubblici e aziende private dei paesi “meno competitivi”, cioè più preparati all’inevitabile competizione che l’UE ha creato tra gli stati che ne fanno parte. L’UE è stata voluta dalle classi dirigenti nazionali per poter fare guerra di classe e profitto sulle spalle delle altre classi sociali. Ed è stata voluta dalle multinazionali, banche, grandi aziende e via dicendo per i vantaggi che questo portava sia per gli investimenti che per avere denaro a basso costo.

Sapevano cosa stavano facendo e cosa sarebbe successo?

Sì. Punto.

L’euro può continuare a esistere?

No, come detto all’inizio, un’unione monetaria così disomogenea è destinata inevitabilmente a crollare, vuoi perché non può evitare di avvitarsi in una deflazione senza uscita, vuoi perché a seguito delle politiche recessive il conflitto tra gli stati e all’interno delle società dei singoli stati non può evitare di scoppiare.

Detto questo dovremmo chiederci come chiudere questo disgraziato progetto che assume sempre più i contorni di una tragedia. Perché i burocrati al comando e i governi degli stati non sono affatto intenzionati a chiudere questo strumento di oppressione dei popoli.

Se non c’è una volontà politica da parte di un’autorità con sufficiente sovranità, allora dovremo attendere anni prima di vedere la parola fine all’UE e all’euro. Nel frattempo i più indifesi dovranno pagare per questa guerra di classe che i più ricchi hanno deciso di fare al resto dei loro concittadini.

Comunque vadano le elezioni francesi, o quelle dei prossimi anni, finché uno stato abbastanza potente non dichiara di averne abbastanza, dovremo godere dei benefici di questa UE e dell’euro troppo forte per l’Italia. L’UE non finirà quest’anno, né il prossimo, il 2018. Se ci va molto bene, sarà nel 2019, ma più probabilmente sarà dopo il 2020. A meno di eventi geopolitici rilevanti.

Andando oltre l’approssimazione di questa mia sintesi, vi invito ad ascoltare l’intervento di Bagnai tenuto in marzo a Casale Alba 2.

Alberto Bagnai è economista e docente di politica economica all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara, è ricercatore associato al Centre de Recherche en Economie Appliquée à la Mondialisation (CREAM) dell’Università di Rouen e pubblica su riviste nazionali e internazionali di economia. Nel 2011 ha aperto Goofynomics, il blog di divulgazione su economia ed euro più seguito in Italia. Nel 2012 ha pubblicato il “Tramonto dell’euro”, vincitore del Premio Canova di Letteratura economica e finanziaria, poi ha pubblicato “L’Italia può farcela”. Qui trovi la sua pagina web, qui il suo blog Goofynomics e qui trovi il blog su il Fatto quotidiano.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e ti invito a verificare le informazioni presso fonti di informazioni affidabili. Usa la tua testa, non regalare la tua fiducia.

Buona visione e a presto ;D

narrative-794978_1920

Quando ho ripreso in mano il vecchio blog mi sono chiesto: come posso offrirti contenuti di valore?

Ho buttato giù diverse risposte. Una è “riprendere” i vecchi quaderni tematici che avevo pubblicato gli anni scorsi. Alcuni sono stati molto apprezzati, quindi ho deciso di trasformare i quaderni in miniguide utili a chi non ha mai approfondito gli argomenti trattati da ViteConsapevoli.

Seguendo i suggerimenti di alcuni lettori, ho rieditato i quaderni già pubblicati e revisionato la pagina dedicata. Ora i quaderni sono scaricabili facilmente attraverso una registrazione, come spiegato più sotto. Lo scopo della registrazione è poter rimanere in contatto con te per offrirti comodamente le prossime pubblicazioni.

Ho deciso completare le 3 collane a tema: Informazione, Consapevolezza e Scelte, come progettato a suo tempo, ma rivedendone forma e contenuti, anche più volte. Quindi non sorprenderti se ti proporrò aggiornamenti dei quaderni già pubblicati arricchiti di nuovi contenuti.

Spero troverai interessanti questi miei Quaderni e spero ti siano d’aiuto nelle tue ricerche e nel tuo cammino.

Perché dovresti spendere il tuo tempo per leggerli?

Perché trattano di aspetti della vita e della realtà importanti ma che difficilmente ci insegnano sui banchi di scuola. Prova a leggere il primo dei vecchi quaderni, clicca sull’immagine qui sotto:

A chi appartengono i giornali

I quaderni pubblicati finora sono:

  1. A CHI APPARTENGONO I GIORNALI ITALIANI?

I giornali di proprietà di un privato o di un gruppo di privati non hanno come primo obiettivo quello di informare i propri lettori paganti, ma fare profitto. E quando un giornale viene comprato da un’azienda o da un gruppo la cui attività principale non riguarda l’informazione, il media diventa uno strumento che usa l’informazione per altri scopi, principalmente per influenzare le persone. Se conosciamo chi è l’editore, o chi siede nel consiglio di amministrazione dei giornali o delle aziende a cui appartengono, allora possiamo comprendere anche quali sono i veri interessi dietro al giornale e alla sua linea editoriale.

  1. I 9 SENSI E IL FLUSSO

L’uomo percepisce e definisce la realtà che lo circonda con i sensi che l’evoluzione gli ha fornito. Nello stesso modo acquisisce le informazioni: dalla visione della pioggia fuori dalla finestra alla lettura di un libro, dal profumo del cibo alla lettura del linguaggio corporeo dei propri simili, dal trillo del cellulare alle carezze della persona amata. Informazione è qualunque stimolo che attraverso i nostri sensi raggiunge il cervello. Informazione è qualunque notizia o testimonianza che riceviamo attraverso la comunicazione, in qualunque forma si svolga, informazione sono i dati in un archivio, ciò che capiamo e percepiamo del mondo intorno a noi, gli eventi e le tracce che lasciano, le intuizioni e le scoperte compiute da ognuno di noi. E molto altro ancora.

  1. METTI A FUOCO LA VITA

Ogni istante la realtà ci inonda con un flusso continuo di stimoli sensoriali. Viviamo in un flusso di informazioni che ci avvolge come un vento di parole, immagini, odori e molto altro. La nostra mente cosciente percepisce solo una piccola parte del flusso, la maggior parte lo delega all’inconscio perché non ha le risorse né il tempo per considerare e valutare una a una tutte le informazioni che la raggiungono. L’attenzione è la messa a fuoco della mente su un particolare stimolo sensoriale, la temporanea importanza che la nostra mente dedica a una parte del flusso. Ciò su cui focalizziamo la nostra attenzione influenza i nostri stati d’animo e determina l’esperienza della nostra vita.

  1. CIO’ CHE SPINGE L’UOMO

Cosa ci fa agire? Cosa ci fa scegliere un’alternativa piuttosto che un’altra? Cosa ci attrae e pretende soddisfazione? La nostra vita è un cammino di scelte, facili e difficili, rischiose o insignificanti, certe volte giuste e altre sbagliate, scelte che talvolta ci premiano e altre volte ci fanno soffrire. Tutte queste scelte ci hanno reso quelli che siamo. Noi siamo la somma delle decisioni che abbiamo preso fino ad oggi. Cosa determina le nostre decisioni?

  1. PROBLEMI E SCELTE

I problemi fanno parte della vita e non è possibile eliminarli perché sono in realtà necessità che dobbiamo soddisfare, desideri che cerchiamo di esaudire, ostacoli tra noi e i nostri obiettivi. I problemi richiedono decisioni per essere risolti o superati, viceversa le decisioni sono la chiave per risolvere i problemi che la vita ci mette di fronte. Problemi uguale scelte da compiere. Quali sono le strategie efficaci per prendere le decisioni migliori e risolvere i nostri problemi?

  1. I MITI DEL CAPITALISMO

Oggi possiamo dirlo senza timore di sbagliare o di smentite: il capitalismo è il sistema economico-sociale che ha prevalso. Ha prevalso anche sulla cultura e sulla società umana. Per riuscirci ha usato e manipolato la comunicazione, alterato il linguaggio e la cultura, diffondendo miti e menzogne per giustificare se stesso e le proprie azioni.

  1. SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

Ciò che introduciamo nel nostro corpo non solo ne assicura la sopravvivenza e la vita, ma diventa parte di noi. Quindi dobbiamo fare attenzione a quello che mettiamo in tavola e soprattutto a quello che mettiamo in bocca. L’eccesso di cibo, specialmente di cibo industriale, e un’alimentazione sbilanciata colpiscono la nostra salute. Dobbiamo smettere di essere consumatori passivi. Dobbiamo essere noi a decidere cosa mangiare.

Che ne pensi? Ti interessano?

Per scaricare questi quaderni e ricevere le prossime pubblicazioni, clicca sul link qui sotto:

Link al form di iscrizione

Verrai diretto alla pagina di iscrizione, dove ti verrà chiesto di inserire la tua mail e di accordare la tua autorizzazione.

Dopo averti inviato i link per scaricare i quaderni, la mail che hai lasciato verrà usata solo per spedirti le prossime pubblicazioni e occasionali informazioni sul blog.

La tua mail è al sicuro. Non è mia intenzione disturbarti o riempirti la posta di spam. Odio lo spam quanto te. In ogni momento potrai disiscriverti cliccando sull’apposito link in fondo alle mail che riceverai.

I prossimi Quaderni in programma saranno dedicati a:

  1. Valutazione delle fonti di informazioni e dei media
  2. Manipolazione dell’informazione
  3. Persuasione
  4. Credenze e Convinzioni

Quando verranno pubblicati, se ti sarai registrato riceverai la comunicazione e il link per scaricarli nella tua casella di posta. E se me lo permetti ogni tanto ti informerò anche sugli aggiornamenti più significativi del sito.

Cosa ne pensi?

Se hai consigli non esitare a lasciare un commento o a scrivermi.

Grazie e a presto ;D

Oggi ti propongo un video veramente interessante, ricco di spunti di riflessione e punti di vista. Punti di vista differenti danno maggior profondità alla nostra visione del mondo.

È l’intervista di Claudio Messora a Mauro Scardovelli, giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph. Dopo aver studiato a fondo il fenomeno del neoliberismo a seguito dei cambiamenti comportamentali rilevati nei suoi pazienti, Scardovelli ci offre il suo punto di vista di psicoterapeuta.

Il neoliberismo è un progetto iniziato molto tempo fa che ha prevalso non solo attraverso il potere economico e la manipolazione politica, ma anche e soprattutto attraverso la manipolazione culturale, linguistica, sociale e psicologica delle popolazioni dell’occidente.

Oggi la maggior parte delle persone parla un linguaggio diverso, pieno di termini negativi, emotivamente negativi, pieno di termini connessi alla guerra, alla violenza, alla competizione, alla diffidenza. Il linguaggio con cui parliamo è anche il linguaggio con cui pensiamo, quindi il linguaggio influenza il nostro pensiero, coscio e inconscio, e di conseguenza altera la nostra visione del mondo e della vita, quindi i nostri comportamenti.

Quando pensiamo: “non mi fido nessuno”, ci isoliamo dagli altri, ci chiudiamo in un mondo cupo e solitario da cui è difficile uscire. Perché il non fidarsi ci porta a fare da soli, a cercare di controllare ogni cosa, di controllare gli altri, perfino a punire gli altri o noi stessi e di conseguenza smettiamo di crescere, di cercare di realizzare noi stessi. Questo modo di pensare ci rende ostili gli uni agli altri, preda della paura, quindi facilmente manipolabili.

Il neoliberismo attraverso la manipolazione della lingua sta costruendo un nuovo modello sociale spersonalizzante e disumano, basato sulla diffidenza, l’egoismo e la competizione, dove ogni cosa è merce, soprattutto noi stessi e il nostro prossimo.

Mauro Scardovelli è giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph Biodinamica Umanistica, scuola di pensiero e di crescita personale. Terminata la carriera di docente di diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Genova, dal 2006 si occupa a tempo pieno di formazione e ricerca. Qui trovi il suo canale Youtube, qui il suo blog. Qui trovi il sito web di Aleph, qui la sua pagina Facebook. Qui puoi trovare la sua pagina twitter, qui e qui i suoi libri. Qui trovi il post in cui è stato pubblicato il video. Un ringraziamento a Claudio Messora e ai suoi sostenitori per l’intervista.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto. Ti invito anche ad approfondire gli argomenti presso fonti affidabili. Non regalare la tua fiducia, usa la tua testa.

Buona visione e a presto ;D

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: