Ogni scelta modella la tua vita. Diventa consapevole delle tue scelte

Problemi

Uno dei primi quaderni di ViteConsapevoli che è stato pubblicato anni fa è quello relativo ai problemi che la vita ci presenta e alle scelte che facciamo per gestirli. Nei post “Problemi e scelte –1” , 2 e 3 abbiamo visto in sintesi che i problemi richiedono decisioni per essere risolti o superati. Viceversa le decisioni sono la chiave per risolvere i problemi che la vita ci mette di fronte.

Cosa sono i problemi?

I problemi sono situazioni della vita da affrontare, sono difficoltà, imprevisti, ostacoli tra te e i tuoi obiettivi, cambiamenti improvvisi di aspetti piccoli o grandi della tua quotidianità. I problemi fanno parte della vita e non è possibile eliminarli perché quelli che chiamiamo problemi o la parte più importante di essi sono in realtà necessità che dobbiamo soddisfare, desideri che cerchiamo di esaudire, ostacoli tra noi e i nostri obiettivi.

Da un altro punto di vista i problemi sono occasioni da cogliere per sviluppare le nostre capacità e la nostra personalità. I problemi sono gli esercizi e gli strumenti per allenare i nostri muscoli decisionali, emozionali e spirituali. Dobbiamo essere consapevoli che un problema è un’occasione, innanzi tutto di crescita, e un momento importante della nostra vita e che da esso possiamo trarre grandi soddisfazioni ed emozioni positive.

Cosa sono le scelte?

Affrontare una scelta significa trovarci di fronte a una alternativa, cioè alla possibilità di agire in un modo oppure in un altro, per esempio tra l’ordinare un caffè o un cappuccino. Esercitare una scelta significa fare propria una delle alternative e agire di conseguenza. Decidiamo il nostro presente e il nostro futuro imboccando una delle vie che ci si aprono davanti e cancelliamo le alternative.

Non puoi evitare una scelta, perché rifiutare la scelta è una scelta a sua volta, la scelta di lasciare che sia il caso, gli eventi o gli altri a scegliere per te.

Scegliere è una cosa che facciamo continuamente, ogni giorno della nostra vita, secondo i nostri scopi e i nostri desideri, secondo le occasioni che ci si presentano o che otteniamo, secondo le informazioni che abbiamo o riceviamo. Scegliere è l’espressione più evidente di quello che siamo.

Su cosa basiamo le nostre scelte?

Le nostre scelte si basano su quello che conosciamo della decisione da prendere, cioè sulle informazioni in nostro possesso riguardo le alternative.

Le nostre scelte si basano anche e soprattutto su quello che siamo: noi decidiamo secondo le nostre esperienze, credenze e convinzioni, la vita vissuta e le decisioni finora prese. Noi siamo la somma delle scelte che abbiamo compiuto finora.

Inoltre noi decidiamo secondo i nostri bisogni, quelli fondamentali e intrinseci a ogni essere umano e quelli più evoluti, veri o illusori che siano. Qual è il più semplice e basilare di questi bisogni? Evitare il dolore.

E ancora, noi decidiamo secondo il nostro stato emotivo al momento della scelta e alla nostra capacità di gestirlo. Siamo animali emotivi e ogni nostra decisione dipende da quello che proviamo o ci farà provare la decisione che prenderemo.

Infine noi decidiamo secondo la nostra consapevolezza, cioè la comprensione di quali saranno le conseguenze della scelta e la comprensione dei veri motivi che ci spingono a scegliere, quindi la comprensione di noi stessi.

La maggior parte di tutto questo (informazioni, bisogni, emozioni, eccetera) dipende anche dal mondo intorno a noi e dagli altri esseri umani, è quindi naturale che essi influenzino le nostre decisioni. Ogni nostra scelta consapevole o inconsapevole viene influenzata e in molti casi determinata da altri o altro, ora o nel passato.

Quali sono le strategie più efficaci per risolvere i problemi?

In primis il modo più efficace per risolvere un problema è affrontarlo, non ignorarlo, non rimandare a un futuro incerto la sua soluzione, non mentire a noi stessi su di esso, non cercare di distorcere la realtà per minimizzarlo, affrontarlo e prendere le decisioni opportune.

Detto questo le strategie sono:

  1. Studia il problema

Il primo passo da compiere per risolvere efficacemente un problema è esaminarlo e studiarlo finché non lo vedrai com’è veramente, né più piccolo né più grande di quello che è, finché non lo conoscerai a fondo o almeno abbastanza da poterlo affrontare.

  1. Cambia il modo con cui nei parli

Le parole che usiamo influenzano e definiscono le nostre emozioni e la nostra percezione della realtà, per esempio, se diciamo che un’esperienza che abbiamo vissuto è stata “terribile”, proveremo emozioni diverse rispetto al caso in cui dicessimo che è stata “spiacevole”. Usare un linguaggio negativo ci spinge a provare emozioni negative, usare un linguaggio positivo ci spinge a provare emozioni positive e ci permette di attingere a molte risorse interiori.

  1. Fai le domande giuste

Per decidere come affrontare il problema, devi farti le domande giuste nel modo giusto. Le domande controllano la nostra attenzione, su quale aspetto della vita ci concentriamo, quindi poniti domande che ti permettono di analizzare il problema, di vedere il problema per quello che è, le domande che ti focalizzano sulla soluzione e su come affrontare le difficoltà per raggiungerla.

  1. Controlla le tue emozioni

Ci sono diversi modi per controllare il nostro stato emotivo, per esempio le visualizzazioni, l’autosservazione, la meditazione, sviluppare equilibrio interiore, praticare la mindfullness o lo zen, usare la comunicazione non violenta e altro ancora. Uno dei modi più semplici ed efficaci è muoversi, fisicamente, usare il nostro corpo.

  1. Non avere paura delle nuove idee e del cambiamento

Le vecchie soluzioni sono comode perché le abbiamo già testate o altri lo hanno fatto per noi, funzionano e non dobbiamo spendere tempo e risorse a cercare alternative, ma non è detto che siano le soluzioni più efficaci o efficienti. Quindi quando affronti un problema non limitarti ad applicare le solite soluzioni, ma cercane di nuove, prova a vedere il problema da molte angolazioni diverse. Non aver timore delle nuove idee.

  1. Smonta il problema e affrontalo un pezzo alla volta

Una via molto efficace per affrontare un problema, specialmente quelli complessi, è dividerlo nelle sue parti elementari e affrontarle una alla volta. Questo richiede di studiare il problema fino a conoscerlo piuttosto bene (vedi il punto 1), poi individuare le sue componenti e comprendere il modo con cui si relazionano, infine affrontarle singolarmente nell’ordine più efficace.

  1. Anticipa i problemi

I problemi possono essere anticipati e li si può affrontare già armati degli strumenti giusti e perfino delle soluzioni più efficaci. La vita è piena di imprevisti, ma la maggior parte dei problemi che affrontiamo ogni giorno, che lo ammettiamo o meno, è prevedibile senza grandi sforzi.

Non posso pubblicare un post di decine di pagine, quindi non solo ho sintetizzato riportando i passaggi principali, ma devo limitarlo fermandomi qui. Il resto lo puoi trovare nel quaderno “Problemi e scelte”. Scaricalo gratuitamente insieme agli altri quaderni registrandoti attraverso il link nella barra qui a fianco o nella pagina dei “Quaderni di ViteConsapevoli”. Riceverai direttamente nella tua posta elettronica i link per scaricarli, saranno sempre a tua disposizione, anche gli aggiornamenti futuri, e quando verranno pubblicati altri quaderni li riceverai altrettanto comodamente.

Buon lettura e a presto ;D

pretty-woman-1509956_1920

Ho conosciuto un nuovo lettore, un tipo acuto e interessante, e abbiamo fatto una chiacchierata piacevole. Tra l’altro mi ha chiesto perché ho scritto i quaderni, perché una dozzina di pagine, perché quei temi. La risposta che gli ho dato mi ha sorpreso, per questo voglio condividerla con te.

“Come la maggior parte di noi esseri umani, sono nato nella perfezione e in meno di vent’anni il mondo mi ha piegato a sua misura per conformarmi al preesistente. Ha ristretto la mia visione e il mio mondo personale, ha schiacciato i miei istinti naturali e mi ha insegnato a mentire, obbedire e desiderare. Mentre volevo solo amare ed essere felice adesso.

Ma per comprenderlo ci ho messo decenni, compromesso da menzogne e credenze, da fiducia malriposta e insegnamenti sbagliati, ricevuti anche e soprattutto dalle persone che amavo. Per amore, solo per amore. Quanto siamo vulnerabili e innocenti nei primi anni di vita. Mentre cerchiamo di capire la realtà, manipolano talmente la nostra visione e la nostra mente da non renderci più conto delle incoerenze.

Nel frattempo ho vissuto come mi avevano insegnato i miei e la società intorno a me: studia, sii responsabile, lavora, impegnati, obbedisci, fai figli, accontentati, vai in pensione e goditela. La ricetta piccola borghese per una vita soddisfacente.

Ma qualcosa non tornava, qualcosa non torna, lo sappiamo dentro di noi, vediamo gli strappi e le toppe della narrazione in cui siamo immersi, vediamo quelli che escono dalle righe e quelli che non rispettano le regole. Quindi prima cerchiamo domande, poi risposte, poi noi stessi e infine troviamo. Un poco alla volta ci facciamo strada tra i rifiuti e il rumore, le ferite collezionate nella vita e i limiti che ci siamo autoimposti, e riprendiamo il cammino perso molti anni prima.

È difficile tornare a essere se stessi, quando la vita ti ha forgiato in una forma diversa. Ci vuole volontà e fatica, poi dedizione e anche passione. E coraggio, perché se esci dal tuo posto, se non ti conformi più, la società si oppone, te lo fa notare, ti allontana, ti punisce.

Ora mi guardo indietro. No, il cammino non è finito, anzi, ma ho imparato che per avere una migliore prospettiva, ogni tanto è importante guardarsi indietro. E la prospettiva con cui guardiamo è un ingrediente fondamentale per accrescere la consapevolezza.

Di questo cammino ho raccolto pagine scritte, libri, video, audio, ore di riflessioni. Dai quaderni in cui ho scritto domande e risposte ho tratto sintesi sui temi centrali di una vita consapevole e ho deciso di condividerli con te, quanto e quando mi è possibile, con la speranza che possano almeno un poco aiutarti.”

Tu cosa ne pensi?

Che il tuo cammino verso la consapevolezza possa procedere spedito e lieto.

A presto ;D

Stasera voglio riproporti un poco di satira d’autore. La satira ti spinge a pensare, a scorgere le cose che ci hanno insegnato a non vedere, o che facciamo finta di non vedere. A vederle per quello che sono. La satira offre sempre spunti di riflessioni stimolanti, soprattutto quando ci provoca o ci irrita.

Sono due spezzoni tratti da due spettacoli di Corrado Guzzanti in cui interpreta padre Pizzarro, uno dei suoi personaggi meglio riusciti, imitazione di un cardinale cinico e sincero dal forte accento romanesco che interviene sui grandi temi etici e sui rapporti tra la religione cattolica e la politica, la scienza e l’economia.

Il primo pezzo è tratto da Recital e riassume il meglio delle battute di Pizzarro. Il secondo video è tratto da Aniene ed è una finta intervista televisiva dove Corrado Guzzanti interpreta il doppio ruolo di giornalista-conduttore e del monsignor Pizarro.

L’oggetto di questi pezzi di grande satira sono alcuni degli aspetti più materialisti e controversi della chiesa cattolica, dagli scandali alla pedofilia, dallo Ior allo spettacolo di una chiesa più interessata al denaro che alla fede cristiana.

Corrado Guzzanti è comico, scrittore, attore e sceneggiatore, specializzato nelle imitazioni di noti personaggi del mondo della politica, dello spettacolo e della religione. Diventato famoso nel 1992 come comico di punta dello spettacolo Avanzi, Guzzanti ha partecipato a quasi tutte le trasmissioni di Serena Dandini, da Tunnel all’Ottavo Nano. Ha prodotto film, sitcom e spettacoli teatrali di successo, l’ultimo dei quali, Recital è stato trasmesso anche in televisione. Qui puoi trovare la pagina di Wikipedia su di lui, qui la sua pagina facebook, qui i suoi libri.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto e a verificare e approfondire le informazioni presso altre fonti.

Buona visione e a presto ;D

Qui puoi trovare gli altri video della rubrica.

Oggi voglio proporti un video interessante e ricco di spunti di riflessione.

È l’intervento del sociologo Domenico De Masi alla Festa di Scienza e Filosofia del 2016 a Foligno che cerca di rispondere alla domanda: “che futuro ci attende?”. Attraverso i dati di economia, sviluppo tecnologico e sviluppo sociale offre una lunga serie di prospettive anche fuori dagli schemi che ti costringono a riconsiderare il tuo futuro.

De Masi non parla del futuro lontano, ma di quello imminente, del 2030, tra dodici anni.

Tra ottimismo e pessimismo, De Masi si chiede: quanto a lungo vivremo? Come vivremo? Come lavoreremo? Come cambierà la società? E la cultura? Quali saranno i principali sviluppi sociali? Quale sarà l’impatto sull’ambiente?

Ti invito ad ascoltare con attenzione e ad approfondire le informazioni e le prospettive più interessanti.

Ti consiglio anche di ascoltare con attenzione la seconda parte del video, quella delle domande del pubblico. Le risposte sono interessanti.

Domenico De Masi è professore di sociologia del lavoro presso l’università La Sapienza di Roma, è fondatore della S3–Studium e della SIT, ha pubblicato numerosi saggi tra cui “L’ozio creativo” e “Mappa Mundi”. Qui, qui o qui puoi trovare i suoi libri. Qui il suo sito web e qui la sua biografia. Qui trovi quello che riporta Wikipedia. Qui trovi la pagina del festival.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quello che viene detto. Usa la tua testa e non regalare la tua fiducia.

Buona visione

rainbow-background-1149610_1920

Stasera vorrei condividere con te una riflessione che mi ha colto ieri mattina presto mentre ammiravo il paesaggio ricoperto di brina dietro casa mia, con sullo sfondo gli alberi e oltre il profilo delle colline imbiancate dalle recenti nevicate, mentre l’alba a poco a poco ridava voce ai colori e scacciava gli ultimi refoli di buio. Splendido.

Viviamo in un mondo incantevole. Nonostante noi esseri umani lottiamo per renderlo un inferno. Anzi lottiamo tra noi, indifferenti alle conseguenze delle nostre azioni e così facendo sfregiamo questo mondo di cui dovremmo avere massima cura.

Adesso dovrei parlare dell’ecosistema in pericolo, del conservare l’eredità destinata ai nostri figli, di quanta inutilità c’è nei nostri desideri e nelle nostre brame, dell’assurdità della fede del profitto fatto a ogni costo, a scapito di tutto e di tutti, perfino e soprattutto i nostri simili.

Invece parlerò della ricchezza, il mondo non ha mai avuto così tanta abbondanza come oggi, e della tecnologia talmente evoluta da offrire possibilità che 50 anni fa nessuno immaginava.

Il mondo ha la ricchezza e la tecnologia per costruire futuri da sogno. Per dare il minimo indispensabile a tutto il genere umano, per sanare le ferite che abbiamo inflitto alla terra e agli oceani, per realizzare la nostra vera natura, empatica e collaborativa, vivendo in pace e prosperità.

Invece viviamo in un’epoca misera.

Un’epoca di soprusi e di declino, di conflitti e menzogne, dominata da progetti di dominio e impero, dal disegno di un futuro ancora peggiore.

Assistiamo a cambiamenti sempre più veloci e profondi nella tecnologia e ai loro effetti sulla società, ma invece di dare forma a un futuro spettacolare, quello che guida l’establishment è il profitto, l’avidità, l’ossessione per il potere, il peggio dell’animo umano, disgregato, corrotto.

L’establishment impone ai popoli le sue paure, le sue tare mentali, la sua mediocrità. Il genere umano è costretto a soddisfare i sogni malati di vecchi infelici.

I popoli sono trattati come greggi, bestie da soma, schiavi. La tecnologia è usata per questo, per controllare i popoli sempre più numerosi e coscienti. Le società sono disgregate dai loro stessi vertici, mossi dalla paura e dalla follia.

E il futuro che si annuncia sarà cupo per l’umanità.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: